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Cracker, non terrorista, assolto dal tribunal

Non andrà in carcere né pagherà sostanziose multe il 19enne britannico che nel 2002 per alcune ore era stato considerato dalle autorità americane l’autore di un attacco informatico di stampo terroristico. Lo ha deciso il tribunale inglese di Southwark, che ha accettato la tesi della difesa, secondo cui ci si è trovati dinanzi ad una […]

Non andrà in carcere né pagherà sostanziose multe il 19enne
britannico che nel 2002 per alcune ore era stato considerato dalle autorità
americane l’autore di un attacco informatico di stampo terroristico. Lo ha deciso
il tribunale inglese di Southwark, che ha accettato la tesi della difesa, secondo
cui ci si è trovati dinanzi ad una ragazzata e a niente di più
serio.

Al contrario di una tendenza normativa che negli USA e in Europa tende a punire
con sempre maggiore severità le attività di cracking, secondo
quanto riportato dalla BBC il giovane Joseph McElroy se la caverà con
sole 200 ore di servizio a favore della comunità. McElroy, residente
a Londra, è stato riconosciuto colpevole di essere penetrato nel Fermi
National Accelerator Laboratory americano, un centro di ricerca direttamente
collegato al governo americano che lavora sulla fisica delle particelle.

La sua incursione, avvenuta dai computer dell’università di Exeter nel
giugno 2002, aveva messo in allarme le autorità del laboratorio che per
tre giorni hanno chiuso l’impianto mentre il Dipartimento dell’energia americano
diramava un’allerta di alto livello a tutte le autorità federali. Si
temeva un attacco terroristico.

In raltà McElroy, che ha confessato tutto, ha spiegato di essere penetrato
nei server del Lab sfruttando una vulnerabilità nel sistema di autenticazione
e di aver immediatamente utilizzato la enorme quantità di banda a disposizione
di quei server per scaricare e archiviare gigabyte di musica e film.

La corte si è dimostrata particolarmente flessibile sul caso anche perché
il ragazzo non aveva approfittato del suo cracking per accedere a file e documenti
riservati né riteneva di aver causato danni o problemi.