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Sicurezza

Criptovalute? Secondo Kaspersky solo l’8% degli italiani sa come funzionano

Da una nuova ricerca di Kaspersky è emerso che la mancanza di comprensione e fiducia impedisce agli utenti di utilizzare le criptovalute. In Italia la percentuale degli intervistati che ha dichiarato di sapere come funziona la moneta virtuale è di circa l’8%.

Un report di Kasperky basato su una ricerca svolta a livello globale rivela che nonostante il 29% delle persone (il 36% in Italia) possieda una conoscenza base della criptovaluta e ci sia una forte richiesta di questa tecnologia, solamente uno su dieci capisce perfettamente come funzioni e ciò rallenta il tasso di adozione delle criptovalute da parte degli utenti di tutto il mondo. Ad oggi, a livello globale, quattro persone su cinque (81%) non hanno mai acquistato criptovalute e ciò evidenzia quanto sia ancora lontano il momento in cui verrà accettata come forma comune di pagamento o di investimento. In Italia questo dato si attesta all’84%, non molto distante da quello globale.

Dalla ricerca di Kaspersky, condotta nei mesi di ottobre e novembre 2018, intervistando 13.434 utenti in 22 Paesi, è emerso che il gap conoscitivo relativo a questa tecnologia sta ostacolando il desiderio di molti consumatori di utilizzare la criptovaluta. Inoltre, molte persone che in un primo momento erano convinte di conoscere il funzionamento della criptovaluta hanno deciso poi di non utilizzarla. Quasi un quinto, infatti, riteneva fosse troppo difficile tecnicamente (il 13% guardando all’Italia).

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Questa mancanza di comprensione potrebbe portare gli utenti a ritenere che la criptovaluta non sia in grado di tenere al sicuro il loro denaro. Ad esempio, il 49% degli italiani intervistati (contro il 31% degli utenti a livello globale) ha dichiarato di ritenere che questo tipo di moneta sia piuttosto instabile e che, con molta probabilità, comincerà ad utilizzarla solo nel momento in cui verrà resa più stabile. A questo si aggiunge la convinzione abbastanza comune che questo tipo di moneta non sarà in circolazione per sempre.

Il 29% degli utenti italiani ritiene che si tratti di una moda passeggera di cui non vale la pena tenere conto. Anche i dati globali confermano questa tesi con il 35% degli intervistati che la pensa allo stesso modo. Anche se l’interesse diffuso per le criptovalute sembra già aver raggiunto il suo apice, c’è ancora una percentuale di utenti che desidera utilizzare questa tecnologia. Un quinto degli intervistati a livello globale ha affermato che, anche se al momento non la sta utilizzando, vorrebbe farlo in futuro.

In Italia, in particolare, gli utenti che si dichiarano interessati ad utilizzare la moneta virtuale in futuro si attesta al 18%. Eppure, ci sono ancora delle perplessità tra gli utenti – spesso dovute al fatto che ci sia un rischio tangibile per le loro finanze. I criminali possono usare le criptovalute per i propri scopi, e quasi un intervistato su cinque a livello globale ha detto di aver subito un attacco hacker durante le transazioni. I criminali creano falsi portafogli elettronici per attirare le persone a investire il loro denaro e il 15% degli intervistati ha dichiarato di essere stato vittima di frodi legate a questo tipo di valute (il 7% se guardiamo all’Italia).

Dopo diversi anni di ricerca sulla sicurezza informatica all’interno di start-up di criptovaluta, Kaspersky consiglia di adottare le migliori pratiche di sicurezza per gli sviluppatori di smart contract, utilizzare framework collaudati per gli smart contract e condurre una valutazione dello smart contract da parte di terzi per garantire che non vengano ignorate vulnerabilità potenziali.

“È chiaro che l’adozione mainstream e la crescita della moneta virtuale venga frenata dalla natura vulnerabile della tecnologia. Se da un alto gli utenti dimostrano un forte desiderio di utilizzarla, investire il denaro guadagnato duramente in qualcosa che non si comprende o di cui non ci si fida rappresenta un ostacolo. Poiché la sicurezza degli investimenti è di fondamentale importanza per gli utenti è necessario che prendano le giuste misure per salvaguardarla. Come con qualsiasi minaccia informatica, non c’è alternativa all’essere vigili – se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è.

Nel caso si vogliano scambiare cripto-assets in qualsiasi altro tipo di mercato è importante prestare attenzione alla sicurezza delle credenziali del proprio conto. Se il vostro obiettivo è un investimento a lungo termine o quello di utilizzare le criptovalute per i pagamenti, fatelo in ambienti sicuri e utilizzate più portafogli o distribuiteli tra software e hardware. Incoraggiamo inoltre le aziende di cripto a organizzarsi in modo efficace per dimostrare di essere in grado di proteggere gli investimenti dei propri clienti”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky.