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Giornali arrendetevi, siete circondati da Facebook

Sfoglieremo Facebook come un quotidiano, affidabile contenitore di notizie fresche. Giornali arrendetevi, ogni tentativo di resistenza sarà vano, sembra dire Mark Zuckerberg al mondo dell'editoria. Alla corazzata dei social network mancavano le notizie autorevoli, quelle delle buone fonti tradizionali. Ebbene, arriveranno nei prossimi mesi.

Non il solito link alla news di questo o quell'organo di informazione, postato dagli amici o intercettato tramite la pagine su cui si è fatto "mi piace". Quei collegamenti che se ci clicchi su passa un tempo interminabile fino a quando si raggiunge la pagina esterna e spesso si rinuncia. No, qui si parla di notizie "embedded", cioè contenuti che faranno parte del flusso di aggiornamenti del social. Roba da leggere all'istante, perché corpo stesso di Facebook.

facebook e giornalismo

Niente a che vedere con Google News, che è un mondo a parte. Almeno così pare di capire leggendo il New York Times, che insieme con National Geographic e BuzzFeed è coinvolto nella prima fase di sperimentazione. Altri seguiranno, perché Facebook sta trattando con una dozzina di gruppi editoriali. Perché mai gli editori dovrebbero rinunciare alle visite sui loro siti, e dunque ai ricavi pubblicitari che ne derivano? Perché il social network condividerà i guadagni e anche perché, in cambio, i giornali trarranno vantaggio in termini di visibilità.

Ovviamente le trattative sono in corso e non tutti gli editori sembrerebbero convinti della bontà dell'operazione. Il rischio di emorragie di lettori è alto e le garanzie di compensazioni sono tutte da verificare. D'altronde il mondo dell'editoria è in continuo subbuglio e se non si sperimentano nuove strade si rischia di restare fermi al palo. O di fare errori come quelli degli editori spagnoli, che hanno sbattuto la porta in faccia a Google News ma non sembra ne abbiano tratto grandi vantaggi.traffico di clic su Facebook

In Italia secondo Audiweb bisogna anche considerare il sorpasso dell'accesso mobile rispetto a quello PC. Ogni giorno più di 17 milioni di italiani si affidano a smartphone e tablet per leggere le notizie, fare ricerche e accedere ai social network. E se vale la regola che Facebook ormai è diventata la "casa" virtuale degli italiani, gli editori hanno ben compreso che devono cogliere l'opportunità.

Sarebbe interessante capire se e come Facebook tratterà gli editori che non vorranno venire a patti. I giornali refrattari saranno penalizzati in termini di visibilità? D'altronde il messaggio di Zuckerberg è chiaro: noi abbiamo quasi un miliardo e mezzo di utenti, gente che in buona parte si informa sul social network e fa fatica a distinguere le bufale dalle notizie vere. Gli algoritmi di Facebook sono già all'opera per fare pulizia, se poi gli proponiamo anche la buona informazione in bella vista, non possiamo che guadagnarci tutti. Sarà vero?