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Google acquista Motorola, la nuova alba di Android

Google ha acquisito la divisione mobile di Motorola per 12,5 miliardi di dollari – 40 dollari per azione. Questa è la notizia shock che ha colto tutti di sorpresa a Ferragosto. L’acquisizione di Motorola da parte del colosso di Mountain View non solo è in grado di cambiare radicalmente l’evoluzione di Android, ma anche di destabilizzare le fondamenta dell’attuale mercato di smartphone e tablet.

Le reazioni da parte dei colossi delle telefonia e analisti è stata immediata e su più fronti. Tutti concordano che uno dei principali motivi dietro a questa acquisizione sia la necessità di Google di accedere a un consistente numero di brevetti (otre 17mila), che possano mettere fine ai diverbi legali che il colosso di Mountain View deve affrontare ormai su base quotidiana. 

Non sarà comunque una risoluzione definitiva, poiché secondo alcune analisi il portfolio brevetti Motorola non è così forte da risolvere ogni problema. L’azienda era molto attiva negli anni 90, ma considerando non solo la quantità di brevetti ma anche un fattore di qualità, oggi Motorola non può essere considerata tra i migliori in questo campo – e di certo non può aiutare Google in casi come quello contro Oracle.

Larry Page, in un comunicato ufficiale, ha assicurato che Motorola continuerà a lavorare come entità indipendente, ma è abbastanza chiaro che il dialogo tra Google e tutti i suoi partner Android non sarà più allo stesso livello. Motorola, che diventa così ufficialmente la divisione Mobile di Google, potrà accedere ai nuovi sviluppi del sistema operativo Android tramite un canale privilegiato ed essere la prima a integrare le nuove funzionalità.

In una visione più ampia, Google è diventata a tutti gli effetti un vero produttore di smartphone Android e il primo concorrente di tutti i brand storici che supportano questo SO. Samsung, HTC, LG e Sony Ericsson, che hanno fatto di Android una scelta di successo, potrebbero decidere di cambiare rotta e supportare più attivamente un altro sistema operativo. 

Se WebOS non sembra essere tra le scelte più interessanti, il miglior candidato è ovviamente Windows Phone. Al momento si tratta solo di ipotesi, e alcuni produttori come HTC hanno già comunicato che questa acquisizione non influenzerà in alcun modo la partnership con Google, ma è chiaro che si tratta solo di comunicazioni di circostanza.

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La sinergia tra Google (software) e Motorola (hardware) ha tutte le potenzialità per creare un ecosistema simile a quello dell’iPhone. Un software tagliato su misura per un determinato hardware è in grado di offrire quel potenziale che Android non è ancora stato in grado di dimostrare, almeno non al 100%.

Android continuerà ad essere il sistema preferito per colossi come Samsung e HTC? O questi, insieme a Nokia e Microsoft formeranno una corazzata contro la nuova Google-Motorola?