IoT

Google vuole entrarci in casa e sarà un ospite ingombrante

Google voyeur? Che il colosso dei motori di ricerca voglia rendersi indispensabile è un dato di fatto, ma che addirittura tenti di entrare in ogni casa con i suoi occhi digitali fa venire qualche brivido. Eppure Google è sempre più interessata alla domotica. Nest, l'azienda di proprietà di Google che produce termostati intelligenti, acquisirà Dropcam per 555 milioni di dollari. La notizia è stata confermata tramite i blog ufficiali delle due interessate, e Google non ha rilasciato commenti, ma questa mossa è un evidente interesse dell'azienda di Mountain View nell'ambito della domotica.

Dropcam infatti produce videocamere wireless e sensori Bluetooth da collegare a porte e finestre per i sistemi di sorveglianza delle Smart Home. In molti si stanno chiedendo il perché di tutto questo interesse di Google, e le possibili risposte sono molteplici. Quella più scontata è che siamo proiettati verso l'Internet delle Cose, una realtà ormai prossima in cui tutto, dagli elettrodomestici alle auto agli impianti di domotica, sarà collegato a Internet.

Google non si ferma ai termostati

Al momento il controllo di Google sulla Rete è capillare, ma per mantenere il suo status con l'avvento dell'Internet delle Cose l'azienda deve allargare le sue competenze ben oltre computer, tablet e smartphone. Avere voce in capitolo su quello che avviene fra le mura domestiche è un passaggio quasi obbligato, perché i servizi Internet stanno per intrecciarsi profondamente con le applicazioni di gestione degli elettrodomestici e non solo.

Qualcuno, a ragione, teme per la propria privacy, perché il Grande Fratello di questo passo rischia di diventare l'Onnipresente Fratello a cui non potremo più nascondere nulla: un prezzo altissimo da pagare in cambio delle commodity.

Google non si fermerà sulla porta di casa

Ma se i piani di Google non si limitassero solo a questo? Lo ipotizza TechCrunch, che ha pubblicato un'interessante riflessione sull'eventualità che Google voglia sviluppare una nuova costola nel settore assicurativo. A pensarci bene, con quello che ha al momento il colosso di Mountain View può collezionare dati provenienti da sensori di fumo, termostati e sistemi di allarme, oltre che sulla collocazione dell'abitazione tramite Maps e Google Earth. Tutti dati che interessano alle assicurazioni per concorrere al calcolo dell'ammontare delle polizze. E probabilmente non è un caso che il settore assicurativo sia fra i maggiori investitori in AdWords.

Non solo: in una relazione pubblicata di recente in collaborazione con BCG India, Google spiega che l'assicurazione è tra le prime cinque categorie di prodotti in cui il web è il canale dominante di acquisto, e che il 75 percento di tutti gli acquisti di assicurazioni avverrà on-line entro il 2020. Insomma abbiamo già affidato a Google molti dei nostri dati, presto ci ritroveremo anche ad affidargli la casa. Altro che Grande Fratello.