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Sicurezza

Huawei: minori restrizioni se scatta l’accordo commerciale tra USA e Cina

La questione Huawei entra ufficialmente nel dibattito sugli accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina. Trump potrebbe mitigare le restrizioni.

Il Segretario del Tesoro statunitense Steven Mnuchin ha dichiarato ieri che il Presidente Donald Trump potrebbe mitigare le restrizioni imposte a Huawei se dovesse concretizzarsi un’intesa commerciale con la Cina. “Penso che quello che sta dicendo il presidente sia: se andiamo avanti sul commercio, forse sarà disposto a fare certe cose su Huawei una volta ottenuta l’assicurazione dalla Cina su questo punto e certe garanzie”, ha dichiarato Mnuchin, come riporta Reuters. “Ma questi sono problemi di sicurezza nazionale”.

Insomma, il caso Huawei è diventato esplicitamente “merce” di scambio. Se da una parte il braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina prosegue sulle tariffe di importazione – poiché Trump punta ad abbattere il deficit commerciale – dall’altra la questione “sicurezza” sembra meno netta rispetto alle accuse iniziali.

Com’è risaputo il colosso cinese, a seguito di un ordine esecutivo, è stata inserita in una blacklist che impedisce alle aziende statunitensi di cederle servizi e apparecchiature. La procedura è stata sospesa per 90 giorni ma solo per consentire alle parti in causa nuovi accordi. Per altro, sempre ieri, White House Office of Management and Budget ha domandato al Congresso più tempo per implementare gradualmente il divieto di contratti federali per le aziende che fanno affari con Huawei. La legge sulla difesa approvata lo scorso anno – chiamata National Defense Authorization Act (NDAA) – avrebbe bisogno di almeno quattro anni anziché due per la sua applicazione.

“Si tratta di garantire che le aziende che hanno rapporti commerciali con il governo degli Stati Uniti o che ricevono sovvenzioni federali e prestiti abbiano il tempo di districarsi dal fare affari con Huawei e altre società tecnologiche cinesi elencate nella NDAA”, ha commentato Jacob Wood, portavoce della Casa Bianca OMB.

Il direttore Vought Russ ha affermato che il ritardo “garantirà l’effettiva attuazione del divieto senza compromettere gli obiettivi di sicurezza desiderati” e ha affermato che vi sarebbe stata una “riduzione drammatica” nel numero di contraenti in grado di vendere senza indugio al governo degli Stati Uniti.

“Se la Cina vuole andare avanti con l’accordo, siamo pronti ad andare avanti sui termini che abbiamo definito. Se la Cina non vuole andare avanti, allora il Presidente Trump è perfettamente felice di andare avanti con le tariffe per riequilibrare la relazione “, ha sottolineato Mnuchin.