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Il Garante del Mercato contro PayPal: poche garanzie per gli acquirenti di beni usati?

L'AGCM ha avviato una consultazione pubblica sulle presunte clausole vessatorie applicate da PayPal ai suoi utenti.

Se acquisti su eBay un oggetto usato, correttamente descritto, paghi con PayPal e poi cambi idea hai diritto al rimborso? Secondo il Garante del Mercato sì, ne avresti totalmente diritto ai sensi del Codice del Consumo (articoli 33, 34 e e 35). PayPal invece è di diverso avviso e nelle condizioni d'uso del suo servizio indica una serie di limitazioni che potrebbero essere considerate vessatorie.

ebay paypal
Ebay e PayPal

L'AGCM ha quindi deciso di avviare una consultazione pubblica che consentirà ad associazioni di categoria e dei consumatori di esprimersi sulla questione (scrivendo a CV140@agcm.it), dopodiché verrà presa una decisione al riguardo.

Il tema chiave è legato a "cosa si intende per notevolmente non conforme alla descrizione" del bene acquisto.

Si legge al Punto 13.9 del contratto Paypal di esempi esaustivi:

  1. Eventuali difetti dell'oggetto sono stati correttamente descritti nell'inserzione.
  2. L'oggetto è stato descritto correttamente ma l'utente non intende più acquistarlo una volta ricevuto.
  3. L'oggetto è stato descritto correttamente, ma non soddisfa le aspettative dell'acquirente.
  4. L'oggetto ha dei piccoli graffi ed è pubblicizzato come "usato".

Insomma, in questi casi parrebbe limitato il margine d'azione dell'acquirente in caso di restituzione. Come se non bastasse le condizioni d'uso – basta leggere il documento PayPal in vigore dal primo luglio 2015 – sono regolati dalla legge inglese.

paypal

"Gli eventuali reclami non risolti in altro modo saranno devoluti alla competenza non esclusiva dei tribunali inglesi risultante da o associata alle presenti Condizioni d'uso o alla fornitura dei Servizi PayPal, senza pregiudicare il diritto dell'utente di adire il competente tribunale del Lussemburgo", puntualizza PayPal.

"Quanto espresso sopra non pregiudica il diritto di PayPal di adire il competente tribunale italiano o di chiedere l'emissione di un decreto ingiuntivo per il pagamento delle tariffe".

Per l'AGCM le calusole determinerebbero a carico del consumatore "un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto".

"I profili di vessatorietà rilevati sembrano permanere anche sulla base della lettura e dell'interpretazione delle clausole alla luce del contesto complessivo dell'intero contratto per adesione in cui sono inserite", scrive il Garante.

La richiesta alle parti in causa è di inviare informazioni, dati di esperienza, osservazioni o commenti sulle clausole oggetto di consultazione utili ai fini della valutazione delle stesse.