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ISTAT, dentro bici elettriche e web TV, fuori i supporti digitali da registrare. Ecco come cambia il paniere dei prodotti Hi-Tech

Come ogni anno l’ISTAT ha rivisto la composizione del cosiddetto paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo, ovvero l’elenco di beni e servizi che rappresentano quelli prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie. Tra i prodotti hi-tech va registrato l’ingresso delle bici elettriche e lo scooter sharing, oltre a cuffie con microfono, web TV e ai cosiddetti hoverbord, mentre escono i supporti digitali da registrare.

L’aggiornamento del paniere tiene conto dei cambiamenti emersi nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati, per questo le new entry sono particolarmente interessanti.

In particolare l’uscita dall’elenco dei supporti digitali per la registrazione decreta di fatto la fine, almeno presso il pubblico consumer, dell’era dei supporti digitali per conservare video, dati e file di vario tipo. L’avvento e la successiva affermazione del cloud infatti ha reso obsoleti questi supporti, sempre meno utilizzati in casa o anche in ufficio.

Largo invece alla mobilità alternativa e sostenibile con bici elettriche, hoverboard e scooter sharing. Nell’ultimo anno prodotti di questo tipo e servizi basati sulla condivisione hanno iniziato a prendere sempre più piede, soprattutto nelle grandi città, come soluzione per la mobilità individuale su brevi distanze o come raccordo tra l’uso di mezzi pubblici e privati, soprattutto per andare al lavoro. L’ingresso nel paniere di questi prodotti significa quindi che stanno crescendo in popolarità nelle famiglie italiane e sono destinati a divenire sempre più rilevanti col passare del tempo.

Spazio infine anche alle web TV e alle cuffie per microfono. Le prime, che vanno a integrare il segmento relativo all’abbonamento alla pay TV sanciscono la rilevanza ormai acquisita da servizi di streaming come ad esempio Netflix, mentre l’ingresso delle cuffie con microfono tra gli apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici conferma la tendenza sempre più social e connessa dell’intrattenimento, tra giochi online, sia su PC che console, e chat.

L’ISTAT inoltre ha anche aggiornato le proprie metodologie. Nel paniere del 2019 utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.507 prodotti elementari (1.489 nel 2018), raggruppati in 922 prodotti, a loro volta raccolti in 407 aggregati.

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) si adotta invece un paniere di 1.524 prodotti elementari (in lieve ampliamento rispetto ai 1.506 nel 2018), raggruppati in 914 prodotti e 411 aggregati.

Nel complesso, le quotazioni di prezzo usate ogni mese per stimare l’inflazione sono circa 6.000.000 e hanno una pluralità di fonti: 458.000 sono raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica e 238.000 direttamente dall’Istat; oltre 5.200.000 tramite scanner data; più di 86.000 arrivano dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico.