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Italia: stipendi? Anzianità batte competenze digitali

Se hai competenze digitali oggi mediamente in Italia guadagni meno rispetto a chi semplicemente ha più anzianità, anche se in Lombardia lo scenario è leggermente più roseo. Il dato sconfortante è stato rilevato dall’ultima indagine di Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil. “Il lavoro a Milano“, che in verità scatta una fotografia più estesa mettendo a fuoco l’intero terreno lombardo e l’Italia in genere, conferma che “mediamente, i lavoratori 4.0 percepiscono stipendi più bassi dell’8% rispetto a quelli tradizionali e che il gap aumenta al -10% per gli addetti sotto i 35 anni”.

In pratica lo studio sottolinea che nella fascia under 35 “l’effetto-anzianità è praticamente nullo e il risultato sembrerebbe indicare che l’entrata precoce nel mercato del lavoro ha ricadute economiche più positive rispetto alla permanenza in formazione necessaria per acquisire le competenze digitali aggiuntive”.

La buona notizia è che qualcosa sta lentamente cambiando. Nelle zone di Milano, Lodi, Monza, Brescia e Bergamo, quindi quelle a maggiore valenza innovativa, “le competenze digitali garantiscono – con la significativa eccezione del responsabile di produzione – un differenziale retributivo positivo mediamente pari al +2%“. Inoltre questo vantaggio, sempre per gli under 35, può raggiungere il valore del +16% in alcuni casi.

Insomma, chi entra oggi in azienda e ha pochi anni di esperienza alle spalle ma ha competenze digitali è avvantaggiato rispetto ai colleghi della stessa leva soprattutto nella logistica e nella manutenzione.

Ad ogni modo “il vantaggio retributivo non trova conferma in tutti i territori: dai dati raccolti, nelle politiche retributive di aziende non lombarde l’anzianità professionale pare prevalere sul possesso di competenze digitali”.

In sintesi molte aziende sono esposte al rischio di perdere risorse preziose dopo averle formate, “un’eventualità concreta trattandosi di lavoratori giovani e scolarizzati e quindi più mobili professionalmente”.