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La Corte di Giustizia UE ha respinto il ricorso TIM legato ai bandi Infratel e Open Fiber

La Corte di Giustizia UE ha respinto il ricorso di TIM riguardante i bandi Infratel del 2016 e la partecipazione di Open Fiber.

La Corte di Giustizia UE oggi ha respinto il ricorso di TIM risalente ai bandi Infratel del 2016 e le presunte alterazioni nella gara pubblica legate alla partecipazione di Open Fiber. Ai tempi l’ex-monopolista denunciò al tribunale amministrativo che la fusione tra Open Fiber e Metroweb aveva alterato la procedura di assegnazione. Bisogna ricordare infatti prima delle termine per la presentazione delle offerte Metroweb si era prequalificata (per poi ritirarsi) in maniera indipendente e poi era confluita per fusione in Open Fiber.

L’alterazione dell’identità giuridica, sebbene precedente ai termini, secondo TIM era da considerarsi un’irregolarità. Il tribunale amministrativo si rivolse al Consiglio di Stato e questo successivamente alla Corte di Giustizia UE. Oggi i giudici del Lussemburgo, stando a quanto riporta l’ANSA hanno rilevato che Open Fiber ha mantenuto la sua identità giuridica e sostanzialmente è stata oggetto di un aumento del suo capitale sociale.

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Inoltre sia Open Fiber che Metroweb, sempre per la Corte UE, pre-qualificandosi alla gara pubblica hanno di fatto rispettato gli stessi requisiti e quindi non sono state oggetto di favoritismi. “Non è stato violato il principio, posto dalla direttiva sugli appalti pubblici, della parità di trattamento delle imprese partecipanti alla selezione”, ha concluso la Corte.

Soddisfazione da parte della dirigenza di Open Fiber, che per altro dava per scontato l’esito della vicenda. “È una decisione attesa, ci stanno dando tutti ragione, accogliamo con favore la decisione della UE”, ha dichiarato l’amministratore delegato della società Elisabetta Ripa, a margine della relazione dell’Agcom in Parlamento. Dello stesso avviso il presidente Franco Bassanini: “Era talmente scontato, era talmente evidente che non c’è neanche da esprimere soddisfazione”.