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La UE respinge l’offerta di Microsoft

Sembra sfumare anche l’ultimo tentativo di Microsoft per emergere dallo scomodo procedimento attivato dalle autorità antitrust dell’Unione Europea in merito al suo ruolo nel mercato del software. Stando a quanto riportato ieri dal Financial Times , Microsoft ha suggerito come opzione risolutiva la possibilità di produrre e distribuire insieme a tutti i computer in vendita […]

Sembra sfumare anche l’ultimo tentativo di Microsoft per emergere dallo scomodo procedimento attivato dalle autorità antitrust dell’Unione Europea in merito al suo ruolo nel mercato del software.
Stando a quanto riportato ieri dal Financial Times , Microsoft ha suggerito come opzione risolutiva la possibilità di produrre e distribuire insieme a tutti i computer in vendita che montano Windows un Cd-ROM che contenga il software delle case rivali. Come noto, infatti, la UE indaga sulla possibilità che i competitor di Microsoft a causa del comportamento dell’azienda non abbiano l’opportunità di intervenire sul mercato con le dovute possibilità di successo.

Nelle ore successive, alcune indiscrezioni trapelate tramite Reuters parlano di una fonte interna alla Commissione che darebbe per scontato il rifiuto dell’offerta, ritenuta dalle autorità antitrust non sufficiente a risolvere il problema. L’idea della Commissione è che un Cd-ROM del genere non verrebbe utilizzato ampiamente dagli utenti e, dunque, non costituirebbe una formula di distribuzione capace di superare i problemi della libera competizione sul mercato.

Secondo il New York Times , inoltre, anche i rivali di Microsoft che hanno chiesto l’intervento dell’antitrust europeo non ritengono sufficiente la distribuzione del Cd-ROM. A loro dire, infatti, la necessità di installare i loro software dal Cd-ROM li porrebbe comunque in svantaggio rispetto al Media Player, che gli utenti trovano già integrato al sistema operativo.

Come già noto, nella sua prima bozza attorno ai rimedi da imporre a Microsoft per far tornare il mercato sui giusti binari, la Commissione ipotizza la richiesta che la società di Bill Gates “estragga” da Windows il suo Media Player , la cui presenza nel sistema operativo rappresenta uno dei punti focali dell’inchiesta della Commissione.

Secondo la Commissione, Microsoft avrebbe utilizzato la propria posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi per rendere la vita difficile ai produttori di software server e di applicazioni multimediali. L’antitrust ritiene che i prodotti dei competitor di Microsoft non girano su Windows “bene” quanto quelli sviluppati dalla stessa Microsoft, segno che quest’ultima non fornirebbe loro tutte le necessarie informazioni per una corretta e piena integrazione dei propri prodotti nel sistema operativo dell’azienda.

L’alternativa potrebbe essere costituita, evidentemente, dall’integrazione diretta in Windows dei software rivali, una ipotesi che fin qui non ha trovato l’appoggio del big di Redmond.

La Commissione comunque sottoporrà la propria decisione finale ad una commissione di consulenza a cui partecipano i paesi membri della UE che si riunirà a marzo. In ogni caso tanto la Commissione quanto Microsoft hanno confermato che i contatti continuano e nessuno esclude la possibilità di un accordo conclusivo in zona cesarini.