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Lenovo rinuncia allo shopping, per ora

Lenovo, quarto produttore mondiali di Personal Computer, ha rinunciato all'acquisto di Positivo Informatica, il maggior produttore di PC brasiliano.

Secondo quanto riporta Reuters si tratta di comune accordo: "Lenovo e Positivo sono d'accordo nell'affermare che, date l'attuale situazione economica e le incertezze, non è possibile raggiungere un punto d'incontro sulla transazione" ha detto Angela Lee, portavoce di Lenovo, all'agenzia stampa britannica Reuters.

Lenovo non poteva certo schivare la crisi globale, e soprattutto il calo della domanda che sta colpendo tutti i settori. Come le altre aziende, quindi, è probabile che anche il colosso cinese preferisca tenersi i contanti disponibili, in previsione di tempi difficili.

 

La politica dell'azienda però non cambia, a quanto dice Lee, e resta vivo l'interessa a fusioni ed alleanze, possibilità per le quali la carta di Positivo è ancora del tutto valida: "Entrambe le compagnie stanno valutando strategie che possano creare vantaggi e lungo termine".

Lenovo, da parte sua, siede letteralmente su una montagna di soldi (circa 2 miliardi di dollari), e resta aperta alle acquisizioni "non appena l'industria dei PC torni stabile", ma non ha fatto nomi di possibili obiettivi.  

L'acquisto di Positivo Informatica, che vale "solo" 215 milioni di dollari, sarebbe stato relativamente poco impegnativo; avrebbe, però, portato la share di Lenovo al 7,9%, lasciandola ancora dietro ad Acer.

A quanto sembra anche Dell era interessata all'azienda brasiliana, che ha visto una notevole crescita del valore delle proprie azioni, in conseguenza dell'interesse dimostrato