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Mediaset: il beauty contest non regala niente a nessuno

Il Governo ha sospeso il beauty contest per 90 giorni, e Mediaset l’ha presa decisamente male caricando subito gli archibugi. “Abbiamo deciso di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per avere il tempo di definire al meglio la destinazione delle frequenze“, ha dichiarato venerdì pomeriggio il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, al termine del Consiglio dei ministri.

“Essendo le frequenze una risorsa scarsa e preziosa ci siamo presi il tempo per identificare destinazioni più coerenti con il piano di crescita, equità e rigore che questo governo sta realizzando”. Insomma una presa di posizione “annunciata“, per di più in linea con l’attuale spasmodica ricerca di nuove risorse volta a far quadrare i conti dello Stato e rilanciare lo sviluppo.

Corrado Passera

Mediaset però non ha gradito e parla già dell’esigenza di ripristinare una situazione di legalità. “Al di là delle mistificazioni circolate, il beauty contest è assolutamente legittimo. L’iter che ne ha guidato la realizzazione è stato asseverato passo per passo, fin nelle più dettagliate previsioni, da Agcom, Ministero dello Sviluppo Economico e Commissione Europea. Si tratta di una procedura equa, trasparente e non discriminatoria in grado di mettere la parola fine all’annosa querelle aperta in materia dalla UE contro l’Italia”, si legge nel comunicato dell’azienda.

Di fatto ribadisce i concetti già espressi da Pier Silvio Berlusconi qualche giorno fa, ovvero che nel settore c’è già concorrenza e che “per il business televisivo il vero problema non sono le frequenze, ma i pesanti investimenti per creare contenuti competitivi di livello”. 

“[…] il beauty contest non regala niente a nessuno, tanto meno agli operatori integrati come Mediaset che nel passaggio dall’analogico al digitale sono stati già penalizzati con la perdita di un multiplex ciascuno. In più, Mediaset ha sempre acquisito sul mercato, pagandole, le frequenze in uso e ogni anno versa allo Stato un cospicuo canone di concessione calcolato in percentuale sul proprio fatturato”, prosegue il comunicato.

Insomma, Mediaset è delusa dagli esiti di questa procedura pubblica di assegnazione che sembra voler cambiare le regole del gioco al novantesimo minuto. La richiesta è semplice: o le frequenze saranno regalate, oppure valuteranno “le azioni necessarie alla tutela degli interessi di una società quotata”.

In pratica l’AGCOM dovrà individuare un regolamento inattaccabile dal punto di vista legale. In caso contrario Mediaset si appellerà al TAR del Lazio.