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MegaUpload boicottato dai provider: inizia Orange

I servizi come MegaUpload, i cosiddetti Cyberlockers, rischiano di essere boicottati dai provider. In Francia pare che Orange (ma non solo), sussidiaria di France Telecom, abbia iniziato a rallentare, o anche bloccare del tutto, il traffico in downloading proveniente dai server MegaUpload. Com’è risaputo ques’ultimo, come anche RapidShare e altri, noleggiano spazi di archiviazione online da condividere. Ovviamente, senza false ipocrisie, si tratta di uno degli strumenti più comodi e veloci per disporre (illegalmente) di quantità industriali di musica, software, giochi, film, etc.

Il banner anti-Orange

I “Cyberlockers” non hanno ovviamente una responsabilità diretta – che di fatto ricade sugli utenti – ma vengono considerati dall’industria musicale e cinemtografica conniventi all’attività illegale. È evidente che il successo delle rispettive community è decretato dalla quantità di file illegali disponibili.

Dopo le presunte azioni di “guerriglia” attuate da Orange, MegaUpload ha deciso di rispondere con una campagna online di denuncia. “È come se il tuo Internet provider stesse intenzionalmente riducendo l’accesso a significative porzioni del Web!”, si legge uno dei nuovi banner anti-Orange. “[…] chiamate il servizio clienti Orange al 3900 e dite che non potete connettervi ai siti in hosting presso Congent e TATA. Dite anche che state considerando la possibilità di passare a un provider con connettività globale, come Iliad o SFR […]”.

Insomma, MegaUpload vuole convincere gli utenti Orange ad alzare la voce. Di contro il provider ha ribadito di stare rispettando le regole della Net Neutrality. Al massimo, secondo i dirigenti del provider francese, è probabile che gli utenti siano danneggiati dal modello di business low-cost dei cyberlocker, che siglano contratti di peering economici e quindi responsabili delle basse performance di download.

Dove non arriva il lungo braccio dell’Hadopi 2, ci pensano probabilmente gli strateghi del controllo flussi.