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Modem libero: operatori promossi e bocciati, secondo Altroconsumo

L'ultima inchiesta di Altroconsumo sul "modem libero" ha fatto emergere criticità presso i negozi e sui siti degli operatori.

Altroconsumo ha scoperto sui siti e nei negozi di TIM, Wind Tre, Vodafone, Tiscali e Fastweb che le informazioni legate al modem libero in molti casi sono poche chiare. L’inchiesta, realizzata con tanto di telecamera nascosta, ha fatto emergere diverse criticità. L’unica che si è distinta positivamente su ogni fronte, secondo l’associazione, è TIM. Ed effettivamente a gennaio AVM aveva rilevato già bocciati e promossi.

“I provider come stanno informando gli utenti che si recano nei punti vendita o vanno sul loro sito per attivare un contratto?”, si è domandata Altroconsumo. “Lo abbiamo verificato in tre negozi per ogni principale provider, con telecamera nascosta, fingendo di voler attivare una linea fissa, nel nostro caso in fibra: non sempre il nostro diritto al cosiddetto modem libero ci è stato riconosciuto“.

L’associazione dei consumatori sostiene che Tre abbia ignorato le nuove regole in tutti e tre i negozi visitati, mentre in quelli di TIM e di Tiscali tutto è filato liscio.

I commessi Tre ci hanno sempre detto che eravamo obbligati a prendere il modem dell’operatore (in 48 rate mensili da 5,99 euro per un totale di 287 euro)”, sottolinea Altroconsumo. “I negozi Tim sono stati gli unici in cui, in tutti e tre i casi, ci hanno detto che eravamo liberi di scegliere, per due volte anche prima che fossimo noi a chiederlo (una rarità). Anche in Tiscali (di cui però abbiamo visitato un solo negozio, l’unico nella città delle prove, Milano) ci hanno detto che eravamo liberi di prendere un altro modem”.

Nei negozi Vodafone, Wind e Fastweb in alcuni casi è stata indicata la possibilità del modem libero, in altri no.

Per quanto riguarda la trasparenza dei siti web ufficiali secondo Altroconsumo complessivamente quelli di TIM, Vodafone e Fastweb si sono dimostrati adeguati, anche se i primi due rendono un filo più complicato l’accesso alle informazioni sulle configurazioni – comunque ci sono. Maluccio Tre, che rende disponibili i parametri ma dice poco sulla possibilità del modem libero. Tiscali e Wind potrebbero fare meglio.

“La delibera dell’AGCOM stabilisce senza ombra di dubbio che tutti i clienti (anche quelli vecchi, NdR.), senza distinzioni, devono essere posti nella condizione di poter utilizzare un dispositivo di proprietà”, conclude Altroconsumo. “Gli operatori non possono dunque rifiutare di fornire ai clienti tutti i dati necessari per l’accesso. Non ci sono limitazioni neanche per quanto concerne la connessione. In caso di connessioni particolari è necessario selezionare con attenzione il modem da comprare per essere sicuri della compatibilità con il servizio offerto dal provider”.

Da rilevare in tal senso che TIM ha completato l’attività di sblocco dei suoi principali modem commercializzati nel tempo. In pratica gli Smart Modem Technicolor, Smart Modem Sercomm, Smart Modem Plus e TIM Hub possono essere impiegati anche con altri operatori, a patto di procedere ad aggiornamento (versioni 2.0.0 o superiori) e reset ai valori di fabbrica (factory-reset). Per ogni informazione è sufficiente rivolgersi a uno dei Centri di Assistenza TIM presenti sul territorio nazionale, anche se a tutti gli effetti non si è più clienti TIM, oppure chiamare il 187.

Aggiornamento del 18 aprile 2019. Siamo venuti a conoscenza di una incongruità legata alla nota pubblicata ieri 17 aprile da Altroconsumo sul suo sito. I contenuti dettagliati dell’inchiesta saranno disponibili sull’edizione cartacea, ma l’anticipazione di ieri includeva affermazioni legate a una precedente indagine datata 7 febbraio 2019 (qui la web cache di Google). Oggi si può vedere una nuova versione della nota. Ad ogni modo Altroconsumo ci ha anticipato dei dati e abbiamo aggiornato l’articolo di conseguenza.

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