Spazio e Scienze

NameExoWorlds, un nome ai nuovi pianeti

In un periodo in cui accesi dibattiti pre e post elettorali sono all'ordine del giorno, l'Unione Astronomica Internazionale (UAI) ha tirato le somme sulle votazioni che hanno portato alla definizione di veri e propri nomi per i pianeti remoti sparsi nel cosmo.

Difatti da almeno 20 anni gli scienziati hanno confermato l'esistenza di mondi lontani detti esopianeti o pianeti extra-solari poiché orbitano attorno a stelle più o meno distanti dal nostro Sole. Il loro numero è andato aumentando a un ritmo a dir poco impressionante, cosicché oggi se ne contano 3472 confermati e oltre 2000 da convalidare. Non ci sarà quindi da stupirsi se entro ferragosto quelli verificati dovessero superare le 3500 unità.

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Immagine di Plutone acquisita dalla sonda spaziale New Horizon della NASA

Ma facciamo un passo indietro iniziando col chiarire cosa si intende per pianeta. Secondo l'UAI, l'organismo internazionale che ufficializza i nomi dei corpi celesti e delle caratteristiche peculiari della loro superficie (mari, valli, monti), un corpo celeste è definito "pianeta" se orbita attorno ad una stella, ha una massa inferiore a 13 volte quella di Giove, forma sferica ed è stato in grado di ripulire la propria orbita da eventuali corpi di pari dimensioni. Proprio la mancanza dell'ultimo requisito ha causato nel 2006 il declassamento di Plutone (ridefinito 134340 Pluto) da nono pianeta del Sistema Solare a "pianeta nano".

Fino al 1930, anno della scoperta di Plutone ad opera dell'astronomo statunitense Clyde William Tombaugh, i nomi dei pianeti e dei loro satelliti erano mutuati per lo più dalla mitologia greca e latina. Il nome stesso di Plutone, dio dell'oltretomba, era sembrato la scelta ideale per quest'ammasso di rocce e ghiacci vagante nell'estrema periferia del Sistema Solare.

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Nei quasi 100 anni di attività, l'Unione Astronomica Internazionale ha spesso collaborato con le agenzie spaziali di tutto il mondo per definire i nomi ufficiali dei vari corpi celesti, non disdegnando i suggerimenti dell'opinione pubblica. Tuttavia i nomi proposti dai semplici cittadini erano inseriti in banche dati che solo all'occorrenza venivano interrogate dagli esperti dell'UAI per essere selezionati secondo rigide norme interne. In questo modo son stati stabiliti circa 20000 nomi per i corpi minori del Sistema Solare, di cui solo un centinaio derivanti da proposte di non addetti ai lavori.

Nel 2012 si decise di adottare una nomenclatura per i nuovi pianeti riadattando la convenzione in uso per i sistemi di stelle multiple: si stabilì perciò di utilizzare il nome ufficiale dell'astro al centro del sistema planetario, seguito da lettere minuscole "b, c, …" per gli esopianeti elencati in ordine di scoperta.

Il primo corpo celeste scoperto nel 1995 da M. Mayor e D. Queloz attorno alla stella 51 Peg è quindi conosciuto come 51 Peg b. A questo son seguiti centinaia di nomi a volte tanto difficili da ricordare perché stranamente simili a codici fiscali (come 2MASS J2126-8140 o OGLE-2008-BLG-355L b) da spingere l'opinione pubblica a muovere lamentele e petizioni a favore di una nomenclatura più familiare.

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Dopo aver messo a punto un nuovo sistema per l'assegnazione dei nomi degli esopianeti, l'UAI ha dato inizio al progetto "NameExoWorlds" con la pubblicazione, il 9 luglio 2014, di un sito contenente un campione di 305 esopianeti accompagnati dalle loro caratteristiche. Il 3 ottobre dello stesso anno è stata aperta la fase di registrazione al sito, utile per poter proporre i nomi e poi votarli.

Si è passati quindi a selezionare attraverso una prima votazione i sistemi planetari più interessanti, pervenendo così alla Top 20 ExoWorlds, contenente 32 esopianeti e 15 stelle. A partire dal 27 aprile 2015 ciascun "club" registrato (tra cui scuole, università, gruppi culturali, astrofili, eccetera) ha potuto presentare una sola proposta di ridefinizione riguardante sia la stella selezionata che il relativo sistema planetario. Alla scadenza del 15 giugno le urne hanno restituito 237 proposte da 45 Paesi, per un totale di 551 nomi diversi.

Nonostante alcuni problemi organizzativi, le votazioni sulle proposte ammesse alla fase finale si son tenute dal 12 agosto al 31 ottobre 2015, a pochi giorni dal ventesimo anniversario della pubblicazione del lavoro di Mayor e Queloz. Infine, dopo aver validato oltre mezzo milione di voti (si veda l'infografica dell'UAI), il 15 dicembre 2015 son stati annunciati i vincitori.

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Andando ad analizzare nel dettaglio la lista dei nomi vincenti, che rappresentano tutti i continenti, si nota come a personaggi dei racconti di fantascienza siano stati preferiti rimandi alla letteratura (in primis Cervantes e i suoi celeberrimi personaggi), mitologia (Arkas, Phobetor) e fantasia (Draugr, Poltergeist).

Secondo l'UAI quest'iniziativa ha avuto il merito di aver innescato non solo un'incredibile serie di attività e dibattiti nei circoli astronomici, scuole e università, ma anche eventi divulgativi che hanno coinvolto il grande pubblico su tematiche proprie dell'astronomia.

Un'attenta analisi condotta dall'Ufficio per la Divulgazione Astronomica di Tokyo ha infatti stimato che l'iniziativa specifica ha prodotto oltre 800 articoli online in ben 54 Paesi, tanto da rendere gli stessi organizzatori del progetto "NameExoWorlds" molto soddisfatti del grande impatto riscontrato sull'opinione pubblica mondiale, non escludendo perciò prossime elezioni… stay tuned!

Luigi Manni è assegnista di ricerca del Dipartimento di Matematica e Fisica dell'Università del Salento. Si è occupato di caratterizzazione di sorgenti di raggi X in galassie nane alla ricerca di buchi neri di massa intermedia, ha partecipato alla scoperta del primo esopianeta distrutto da una nana bianca ed è coinvolto nel progetto di ricerca "Dwarf galaxies with x-ray signatures of active black holes". Ha al suo attivo diverse pubblicazioni su A&A, ApJ, MNRAS, New Astronomy e altre prestigiose riviste specializzate. Siamo felici di annunciarvi che collaborerà con Tom's Hardware per la produzione di contenuti scientifici.