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Nikon Z 7 e Z 6, le nostre prime impressioni

Ormai delle nuove mirrorless full frame della casa giapponese e degli obiettivi Nikkor serie Z si sa (quasi) tutto, ne abbiamo parlato anche recentemente su Tom's, ma in occasione della presentazione ufficiale italiana abbiamo avuto modo di toccarle con mano e di parlare con alcuni fotografi che le hanno usate, ricavandone le prime impressioni. In […]

Ormai delle nuove mirrorless full frame della casa giapponese e degli obiettivi Nikkor serie Z si sa (quasi) tutto, ne abbiamo parlato anche recentemente su Tom's, ma in occasione della presentazione ufficiale italiana abbiamo avuto modo di toccarle con mano e di parlare con alcuni fotografi che le hanno usate, ricavandone le prime impressioni. In attesa, naturalmente, di provarle!

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Le Nikon Z 7 e Z 6 e il sistema di obiettivi Z-Mount rappresentano indubbiamente la novità più importante del 2018 in ambito fotografico: erano mesi che se ne parlava. Prima i rumors, poi il video teaser dello scorso 23 luglio che mostrava la sagoma della macchina in silouette, quindi quello dello sviluppo delle nuove mirrorless ed infine l'annuncio mondiale il 23 agosto scorso, con tanto di foto e specifiche tecniche.

A distanza di soli cinque giorni, la presentazione a Milano, una ghiotta occasione per poter vedere e provare le macchine che, è bene precisarlo, erano preserie in quanto il firmware allo stato attuale non è ancora definitivo.

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Lo spazio allestito da Nital a Milano in Via Solferino per la presentazione delle nuove mirrorless Serie Z

Sei anni fa Nikon si era già buttata a capofitto nel settore delle mirrorless con la serie Nikon 1, dotata di sensore da 1". Visti gli sforzi commerciali enormi per lanciare il prodotto, probabilmente si sarebbe aspettata un riscontro maggiore da parte degli utenti, ma col tempo si è accorta che malgrado l'introduzione di nuovi modelli questa linea di fotocamere non ha mai portato a risultati commerciali interessanti, proabilmente perché vista dai nikonisti come un "ripiego" rispetto alla flotta delle sue reflex APS-C entry e mid level. Il divario qualitativo con queste ultime era ancora grande a causa del sensore piccolo e i prezzi troppo alti per rappresentare dei prodotti appetibili. Fortunatamente, non ha smesso d'investire in questa direzione ed in parallelo ha lavorato alacremente ad un prodotto professionale maturo per affrontare il mercato di oggi.

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La Nikon Z 7 insieme a due modelli della ormai discontinua, e molto più economica, Serie 1

Lo sviluppo delle nuove fotocamere della serie Z risale infatti a ben cinque anni fa e ha richiesto uno sforzo enorme al reparto R & D della casa giapponese, cui hanno lavorato centinaia di ingegneri. Sono state messe in campo tutte le competenze tecniche necessarie e acquisite nel corso degli anni per realizzare due macchine, identiche fra loro nell'aspetto e diverse solo per alcuni importanti caratteristiche tecniche, che partono dalla base qualitativa altissima della D850 –  considerata oggi la miglior reflex disponibile sul mercato – per andare oltre.

Questo sistema, realizzato per ottenere un livello di prestazioni ottiche mai raggiunto prima, eredita la tradizionale qualità, l'innovativa tecnologia, le funzionalità e l'elevata affidabilità che caratterizza tutti i prodotti Nikon e particolarmente le fotocamere reflex digitali del brand, con le quali è compatibile a livello di obiettivi (tramite apposito adattatore) e accessori.

Innesto di ampio diametro e tiraggio ridotto

Il cuore del sistema Z-Mount è il nuovo innesto dall'ampio diametro interno (55 mm) e contemporaneamente il tiraggio ridotto a soli 16 mm. La combinazione di questi due parametri permette al costruttore grande libertà nella progettazione dei nuovi obiettivi. Tutti i vincoli ottici sono stati eliminati alla base tramite il nuovo sistema d'innesto che proietta il sistema verso nuove prestazioni. Una baionetta di grande diametro, assieme ai relativi obiettivi progettati allo scopo, permette infatti di catturare la maggior quantità possibile di luce e di creare quindi un cerchio di copertura sul sensore tale che le prestazioni ai bordi del frame siano pressoché identiche a quelle al centro, e questa è una delle caratteristiche più decantate da Nikon per la sua serie Z.

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Il confronto fra il diametro interno della baionetta Nikon F-Mount e Z-Mount

Sul discorso della nitidezza assoluta da centro a bordo immagine, sono personalmente d'accordo con l'intervento di un giornalista avvenuto durante la presentazione, che giustamente faceva notare come questa uniformità centro-bordo dipenda dallo schema ottico dell'obiettivo. Ci sono alcuni obiettivi per reflex full-frame che hanno diametro di flangia inferiore a quello delle nuove mirrorless Nikon, su macchine con tiraggio molto maggiore, che sono comunque in grado di garantire eccellente nitidezza ai bordi. Tuttavia, se questo è vero sugli obiettivi macro, sulle focali fisse avviene solo chiudendo il diaframma e raramente alle grandi aperture, mentre sugli zoom è ancora più difficile da ottenere, salvo qualche eccezione. Il bello della soluzione Nikon è garantire questa nitidezza da bordo a bordo del frame anche alle grandi aperture. Un fotografo che ha già provato il Nikkor Z 24-70mm f/4 S ci ha confermato che è possibile lavorare tranquillamente a T.A. a tutte le focali senza evitendi perdite di qualità.

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La più ampia baionetta dell'obiettivo al mondo per il formato full frame è il fulcro del sistema mirrorless Nikon che permette di acquisire la luce come mai prima d'ora

Il tiraggio di soli 16 mm permette invece di compattare le dimensioni del corpo macchina in profondità e di alloggiare dietro al piano del sensore altre componenti e circuiti elettronici necessarie al funzionamento della macchina.

Z 7 e Z 6: le differenze "in pillole"

Per entrambe le fotocamere Z 7 e Z 6 è stato adottato un sensore CMOS in formato FX retroilluminato con AF a rilevazione di fase sul piano focale. La differenza sta nella risoluzione.

La Nikon Z 7 ha un numero di Mpixel effettivi pari a 45,7 (guarda caso analogo a quello della D850) e supporta l'intervallo ISO 64-25600 (è anche possibile raggiungere l'equivalente di ISO 32 e ISO 102400).

La Nikon Z 6 ha una risoluzione effettiva di 24,5 Mpixel e supporta l'ampio intervallo ISO 100-51200 (riducibile fino all'equivalente di ISO 50 ed espandibile fino all'equivalente di ISO 204.00, grazie alla risoluzione più bassa del sensore rispetto al modello Z 7). I rapporti d'aspetto possibili sono 3:2, 5:4, 16:9, 1:1.

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Questa slide sintetizza le differenze fra la Z 7 e la Z 6. E' pertanto errato considerare la Z 6 la sorella minore della Z 7: una privilegia la risoluzione del sensore, l'altra le prestazioni agli alti ISO

Il processore di elaborazione delle immagini è in entrambi i casi l'EXPEED 6.

Entrambe le macchine sono dotate di stabilizzatore ottico in camera. L'unità VR consente la compensazione per lo spostamento lungo i 5 assi. Gli effetti della riduzione vibrazioni integrata offre l'equivalente di un tempo di posa più veloce di 5 stop. Questa funzione può essere usata efficacemente anche con gli obiettivi Nikkor F, compresi quelli privi di stabilizzatore ottico, con l'adattatore FTZ.

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Come ci si aspetta da una coppia di mirrorless professionali di ultima generazione, le due macchine offrono ampia connettività Wi-Fi e Bluetooth tramite SnapBridge. È possibile utilizzare accessori esistenti già sviluppati per le reflex Nikon come il trasmettitore wireless WT-7 (disponibile separatamente) per trasferire immagini e filmati ad alta velocità tramite LAN cablata o wireless, e un sistema d'illuminazione avanzata senza cavi con radiocomando che consente di scattare fotografie con flash multipli per la massima flessibilità.

Sistema AF ad ampia copertura d'immagine

Con le nuove mirrorless della serie Z, Nikon innalza drasticamente le prestazioni dell'autofocus, che sia nel modo foto che video non fanno rimpiangere quelle delle uniche concorrenti sul mercato ad offrire prestazioni simili: le Sony Alpha 7/9.  Il nuovo sistema AF ibrido usa un algoritmo ottimizzato per il sensore in formato FX, utile a passare automaticamente dall'AF a rilevamento di fase sul piano focale all'AF con rilevamento del contrasto.

La Z 7 ha 493 punti AF mentre la Z 6 ne ha 273, ma non è tanto il numero in sé a meravigliare (la già citata Sony Alpha 9 ne ha ben 693!), quanto la copertura di circa il 90% dell'area immagine sia in orizzontale sia in verticale.

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Durante il tracking di soggetti in movimento, l'ampia copertura dell'area immagine da parte dei punti AF consente un'efficace messa a fuoco anche quando gli stessi si avvicinano ai bordi

Inoltre, Nikon dichiara una sensibilità di – 4 EV, praticamente la messa a fuoco al chiaro di luna: valuteremo con una prova pratica l'efficacia di questo sistema. Al momento ne abbiamo avuto un'idea solo in modalità video, osservando alcuni sample proiettati durante la presentazione, girati sia in 4K che Full HD a vari frame rate per mettere in evidenza non solo la qualità complessiva degli stessi ma anche, e soprattutto, l'efficacia dell'AF.

In particolare, uno bellissimo girato a Venezia da un videomaker professionista dove la modella che sale e scende per i ponti della Serenissima, ripresa con AF continuo, è sempre perfettamente a fuoco ad eccezione di qualche sequenza di frame, che però solo occhi attenti riescono a cogliere. Anche soggetti dal movimento più rapido sono efficacemente catturati, come ad esempio un gabbiano che nel video si spostava da sinistra a destra del campo inquadrato restando comunque a fuoco.

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Accanto al monitor, sulla destra, un joystick consente lo spostamento diretto del punto di MAF, una soluzione comoda ed efficace che ormai la maggior tutti i costruttori utilizza in ambito professionale

La funzione di focus stacking (sovrapposizione delle immagini), introdotta per la prima volta in ambito fotografico sulle mirrorless Panasonic, è stata ulteriormente migliorata rispetto a quella della D850 e consente all'utente di correggere le impostazioni dopo la ripresa eseguita con cambio di messa a fuoco. Questa funzionalità è particolarmente utile nella macrofotografia poiché consente all'utente di risparmiare ore ed ore di lavoro in quanto la macchina scatta automaticamente un certo numero di fotogrammi cambiando di volta in volta la MAF, che poi vengono combinati per ottenere la profondità di campo voluta.

Un mirino elettronico eccellente

Il mirino elettronico adottato per i modelli Z 7 e Z 6 è quanto di meglio ci si possa aspettare e siamo certi farà cambiare idea anche a chi ritiene di non poter fare a meno del mirino ottico. Devo ammettere che non ho mai visto un EVF tanto chiaro e luminoso. Basato su un pannello OLED ad altissima risoluzione (3,69 Mpixel), ha una copertura di circa il 100%, un ingrandimento pari a 0,8 x ed un angolo di visione diagonale di 37°. Trae ispirazione dalle avanzate tecnologie ottiche e di elaborazione delle immagini di Nikon, offrendo una visione comoda e naturale quanto i mirini ottici, con ridotta aberrazione e minimo affaticamento degli occhi, anche durante riprese prolungate. Inoltre, sulla finestra di protezione oculare è stato applicato un trattamento al fluoro che garantisce un'efficace protezione dallo sporco.

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Anche la parte ottica di questo super mirino elettronico è stata curata nei minimi dettagli, poiché il sistema di traguardazione dall'oculare al pannello OLED sfrutta uno schema complesso per offrire la massima naturalezza di visione

Questo mirino elettronico ha una sensibilità superiore a quella dell'occhio umano, permette di vedere in condizioni di scarsa illuminazione particolari che sfuggono all'occhio umano.

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Il monitor posteriore, angolabile, touch, offre anch'esso una notevole risoluzione di ben 2,1 Mpixel e soprattutto una diagonale di 3,2" (8 cm) al posto dei classici 3"

Design ergonomico per un funzionamento intuitivo

Le fotocamere Z 7 e Z 6 hanno ereditato l'elevata semplicità d'uso che Nikon ha coltivato in anni di sviluppo delle sue fotocamere: una priorità assoluta per il costruttore giapponese.

I corpi macchina sono compatti, ma al contempo dotati di una salda impugnatura che consente di tenerli con facilità, come abbiamo potuto constatare prendendole in mano. Non sono né troppo grandi, né troppo piccole. Il peso è di soli 585 grammi per il solo corpo a vantaggio della portabilità.

Tutto è disposto in maniera ottimale, la profondità è piuttosto limitata così la mirrorless risulta "sottile" alla vista e al tatto:

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Il finto pentaprisma è abbstanza piccolo, poco più della larghezza dell'oculare

I pulsanti, quali selettore secondario, AF-ON, ISO e compensazione dell'esposizione sono tutti posizionati in modo da consentirne l'attivazione rapida e agevole.

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La ghiera dei modi ha solo 8 selezioni possibili, inclusi tre modi utente personalizzabili e un programma totalmente automatico

In più, è stato posizionato un display OLED nella parte superiore destra della fotocamera, dove è possibile visualizzare le informazioni sulle impostazioni, analogamente ai modelli delle fotocamere SLR digitali di fascia alta, che ricorda  quello adottato dalla Fujifilm X-H1.

Il sistema operativo, ereditato dalle reflex digitali Nikon, consente un funzionamento intuitivo di pulsanti e interruttori: la semplicità d'uso è stato un fattore importantissimo nello sviluppo della Z 7/Z 6!

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Le due fotocamere sono realizzate in lega di magnesio e presentano finiture accurate; inoltre i corpi sono tropicalizzati, resistenti ad acqua e polvere. Stesso livello di robustezza e resistenza e stessa protezione della Nikon D850, ma in un corpo macchina compatto

Opinabile la scelta di dotare la macchina di un solo slot per schede di memoria: Nikon sostiene che una coppia di slot avrebbe rubato troppo spazio. Il formato supportato è XQD, schede molto meno note del più comune formato SD e più costose, ma con prestazioni più elevate anche delle SD UHS-II.

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Le immagini possono essere memorizzate nei formati RAW a 12 bit o 14 bit, come TIFF RGB o come immagini compresse JPEG. I file RAW possono essere compressi o memorizzati senza perdita. È anche possibile salvare file RAW a risoluzione media o bassa, anche se questi hanno una profondità fissa di 12 bit e richiedono una compressione senza perdita di dati

Grandi possibilità video

Le funzioni avanzate di ripresa video, come N-Log da 10 bit, offrono una maggiore gamma dinamica e il Time Code le rende conformi alle esigenze professionali.

Le nuove mirrorless Nikon supportano la registrazione di filmati non solo in formato "pieno" 4K UHD (3840×2160 pixel)/24/25/30p, ma anche di filmati full-HD sino a 120 frame progressivi. Inoltre, si può contare sul D-Lighting attivo, lo stabilizzatore elettronico, il peaking della messa a fuoco e la "zebra" per l'esposizione.

La funzione di foto intervallate time lapse permette di creare filmati accelerati 8 K (solo sulla Z 7).

Le fotocamere offrono un'ampia tavolozza di colori e dodici stop, un intervallo dinamico del 1300 % per registrare (solo per output HDMI e non su card di memoria dentro la fotocamera) una serie d'informazioni sul tono, dalle alte luci alle ombre per una gradazione di colore efficace. Il supporto Time Code è indispensabile per la sincronizzazione di filmato e audio girati da più dispositivi.  

Non mancano ovviamente la presa per il microfono esterno e per la cuffia:

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Da quanto abbiamo potuto vedere osservando alcuni video dimostrativi ripresi qualche giorno prima della presentazione, il nuovo sistema offre risultati cinematografici in un corpo realmente compatto. Anche i registi più esigenti trarranno vantaggio dall'uso di queste macchine, previa verifica del loro comportamento "sul campo", legato ad esempio alla capacità di mantenere la temperatura del corpo macchina entro livelli accettabili.

Una linea di obiettivi dedicati di alte prestazioni

Il sistema Z-Mount offrirà una varietà di ottiche ad alte prestazioni che saranno disponibili sul mercato secondo una roadmap ben precisa di cui abbiamo già trattato qui, compreso l'obiettivo più luminoso nella storia di Nikon, il Noct da 58 mm, dotato  di apertura massima pari a f/0.95, un valore incredibilmente basso ma già proposto da Leica con il NOCTILUX-M 50mm f/0.95 ASPH (dedicato alla serie M) e da Mitakon con lo Speedmaster 50mm f/0.95 Pro.

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Il nuovo adattatore consentirà la compatibilità con gli obiettivi Nikkor F-Mount, offrendo ai fotografi una vastissima scelta di ottiche.

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L'adattatore FTZ trasmette tutti gli automatisti dell'obiettivo al corpo macchina (e viceversa) e aumenta solo il tiraggio

Per il momento gli obiettivi disponibili sono il Nikkor Z 24-70mm f/4 S , il 35 mm f/1.8 S e il 50 mm f/1.8 S. Questi nuovi obiettivi espressamente progettati per la nuova baionetta offrono alcune caratteristiche particolari, come la possibilità di usare la ghiera della MAF manuale per diverse funzioni assegnabili dal corpo macchina. Sono inoltre waterproof e realizzati utilizzando i migliori materiali:

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Il 24-70 è uno zoom standard che sarà disponibile in kit con la macchina. la sua luminosità non è eccezionale, ma grazie alle sue prestazioni ottiche può essere usato con efficacia a tutta apertura senza sensibili variazioni di nitidezza fra centro e bordi. Inoltre, ha una distanza di MAF inferiore ai 15 cm

Dopo questa prima presa di contatto con le nuove mirrorless full frame Nikon, resta solo da provarle sul campo per verificare le prestazioni di cui sono capaci. Cosa che faremo presto, appena ne avremo la possibilità.  Le aspettative sono chiaramente molto alte ed evidentemente il primo concorrente cui si guarda è Sony, che con la Alpha 7R Mark III è attualmente il punto di riferimento con cui la Z 7 dovrà confrontarsi.

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La Nikon Z 7 sarà disponibile a partire dal fine settembre, mentre la Z 6 da fine novembre al prezzo rispettivamente di 3.399 e 1.995 dollari: a breve sarà comunicato il prezzo di listino ufficiale per il mercato italiano.