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Realtà virtuale

Oculus Rift, come gestisce i dati personali degli utenti?

Un senatore statunitense chiede delucidazioni ai produttori di Oculus Rift in merito alle norme sulla privacy legate all'utilizzo del dispositivo VR dell'azienda.

Al Franken, senatore democratico del Minnesota, ha inviato una lettera aperta al CEO di Oculus VR, Brendan Iribe, esprimendo le sue preoccupazioni in merito alla politica sulla privacy dell'azienda. In particolare, chiede maggiori informazioni sulle modalità di raccolta dei dati personali dell'utente attraverso il dispositivo VR.

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"Credo che gli americani abbiano il diritto fondamentale alla privacy e questo diritto include il libero accesso da parte di un individuo alle informazioni circa quali dati sono raccolti su di loro, come sono trattati questi dati e con chi sono condivisi", ha scritto il senatore nella lettera – che potete leggere per intero qui. "Mentre la tecnologia della realtà virtuale si evolve, vi chiedo di fornire maggiori informazioni sul dispositivo e su come Oculus VR si sta occupando delle questioni relative alla privacy e alla sicurezza".

Al Franken mette in evidenza il fatto che Oculus utilizza e condivide le informazioni raccolte per migliorare l'esperienza della realtà virtuale degli utenti; l'importante è che questo sia fatto nel pieno rispetto della privacy dei dati personali e secondo le norme di legge.

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Attraverso una dichiarazione sul sito UploadVR, Oculus VR ha chiarito alcuni punti in merito all'uso dei dati raccolti tramite Oculus Rift: "Oculus è una proprietà di Facebook, ma tra le due parti non c'è uno scambio di informazioni al momento", spiega la società.

"Non abbiamo ancora la pubblicità e Facebook non sta utilizzando i dati raccolti con Oculus per questi fini". Anche se nel comunicato Oculus dice che seppure non sta condividendo le informazioni con Facebook ora, è una cosa che "potrebbe essere presa in considerazione in futuro". Vi terremo aggiornati sulla vicenda in caso di ulteriori sviluppi.