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Toshiba TDP MT 200: Test oggettivi con le regolazioni di fabbrica

Toshiba TDP MT 200: Objective Tests With Factory Settings

Le qualità associate al chipset Darkchip 2 sono tutte ben in mostra. I neri sono profondi e le sfumature di grigio sono ben distinte. I quattro livelli di bianco nella parte inferiore del modello di test sono abbastanza distinguibili, senza essere troppo luminose. Delle tre modalità gamma disponibili con l’MT200, la modalità "theater" e "standard" sono preferibili rispetto alla modalità "dynamic", che dovrebbe essere riservata all’utilizzo in abbinamento a console e TV. I colori sono molto attraenti, e le regolazioni di fabbrica sembrano quindi ben calibrate. Infine, la definizione delle immagini è molto soddisfacente.

Toshiba TDP MT 200: test soggettivi

Ottimizzazioni prima dei test soggettivi

Modalità Theater

Contrasto: 0


Luminosità: 0


Colore: 0


Definizione: +1


Riduzione del rumore: si

Toshiba TDP MT 200: Subjective Tests


Test soggettivi

La lunghezza focale e lo zoom dell’MT 200 non permettono di riprodurre un’immagine superiore a 68" (1.72 metri) con una distanza di proiezione di 3.10 metri. Inoltre, non c’è la possibilità di regolare la lente, ed è quindi necessario posizionare il proiettore nel centro perfetto dello schermo e perpendicolare alla base. La distanza di visione per non notare i pixel che compongono l’immagine, è pari a due volte la dimensione orizzontale dello schermo. A questa distanza l’immagine è perfetta..

Dal primo film che abbiamo preso in esame, siamo stati pietrificati dalla qualità. L’immagine è stabile, sia con i primi piani sia con visuali molto ampie. Per quanto riguarda l’intensità del nero non ci sono stati problemi – è stata la migliore che abbiamo visto fino ad ora. Nelle scene scure di Blade II, i personaggi e i particolari erano perfettamente visibili.

Per quanto riguarda i colori de "Alla ricerca di Nemo", l’immagine è definita e calda. Un piacere osservarla.

Tuttavia questo modello, già qualificato come eccezionale, ha mostrato delle limitazioni con Minority Report. È stato necessario regolare la luminosità e il contrasto. Con questo film, utilizzare la modalità progressiva è praticamente necessario. L’immagine diventa più pulita e stabile.