Criptovalute

Stablecoin, cosa sono e a cosa servono

Le cosiddette stablecoin sono al centro di una delle più grandi controversie nel settore delle criptovalute, ma nonostante questo il loro numero continua a crescere e quasi non c’è settimana che non arrivi qualche annuncio nel settore. Cerchiamo quindi di capire cosa sono e a cosa servono. Una stablecoin è un tipo di criptovaluta destinata ad avere un prezzo stabile (o relativamente stabile), in genere ancorato al valore di una valuta emessa da un governo, come ad esempio il dollaro statunitense. L’obiettivo è chiaro: offrire i vantaggi delle criptovalute classiche evitando la loro volatilità.

In generale le stablecoin si pongono l’obiettivo di portare a termine la missione originale di Satoshi Nakamoto per Bitcoin, ossia diventare un “sistema di cassa elettronico peer to peer”. La maggior stabilità dovrebbe incoraggiare i mercati, purtroppo però la poca trasparenza sul reale supporto di ogni stablecoin e un utilizzo spregiudicato per fini non sempre chiari, non consentono al momento di ottenere tale risultato.

La stablecoin più conosciuta è probabilmente Tether, che una volta affermava di essere sostenuta al 100% dal dollaro statunitense, ma ora afferma di essere supportata anche da altre attività. Ma Tether è anche uno dei progetti più controversi tra tutte le criptovalute, proprio a causa delle domande su come i Tether siano effettivamente supportati e accuse su come siano utilizzati per sostenere il prezzo di bitcoin.

Tether e Circle dominano il mercato delle stablecoin, almeno per ora, ma come altri progetti hanno dimostrato, le stablecoin spuntano ovunque ci sia domanda. Ad El Salvador, ad esempio, il primo Paese a riconoscere una criptovaluta a corso legale, in questo caso Bitcoin, il governo del presidente Nayib Bukele starebbe pensando di incorporare una stablecoin per facilitare il primo tentativo al mondo di riconoscere bitcoin come moneta a corso legale.