Sicurezza

Ti arresto, dissidente, e ti infetto pure il blog

Si legge in un report dei giornalisti senza frontiere, che dopo l'arresto il blog è stato temporaneamente disabilitato per un po' di tempo. Stranamente il sito è poi tornato attivo ma con una brutta sorpresa: la pagina era stata infatti impostata per far scaricare un malware sui PC che vi si collegavano.  Il blog di Nhat si chiamava "Another Point of View" (un altro punto di vista), era attivo dal 2010 contro il regime comunista del paese ed era uno dei più influenti. L'autore è stato anche per parecchio tempo giornalista di alcune testate del regime, dalle quali si è poi sentito in dovere di dissentire, creando appunto il suo blog.

Ex giornalista in redazioni controllate dal governo, adesso Truong Duy Nhat è ufficialmente un dissidente sgradito e forse anche la cavia per il primo esperimento di "cybercontrollo" da parte del governo vietnamita.

Il suo ultimo post era intitolato "il Primo Ministro ed il Segretario Generale dovrebbero dimettersi" ed è forse stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la censura del suo governo, che lo ha incarcerato con l'accusa di "abusare della libertà democratica in modo da infrangere gli interessi dello stato, i diritti legittimi dei cittadini e delle organizzazioni del paese".

Non è chiaro se sia stato lo stesso autore ad impostare il blog perché colpisse con un malware i visitatori, ma varie fonti ritengono altamente probabile che tecnici del governo o della polizia ne abbiano preso il controllo per scoraggiare i visitatori o addirittura per installare sui PC di altri dissidenti un malware in grado di controllarli. Nel report dei giornalisti senza frontiere si legge "L'arresto di Nhat è preoccupante, perché dimostra come il governo stia ancora perseguendo ed arrestando i dissidenti, nonostante gli appelli internazionali per il rilascio di altri cinque blogger condannati la scorsa settimana".

Recentemente infatti, una corte ha inflitto condanne dai 4 ai 13 anni a questi cinque blogger ed un totale di 33 sono tutt'ora detenuti in Vietnam. A questo si aggiunge adesso il sospetto che il governo stia usando mezzi informatici per spiare chi si collega al sito dei blogger incriminati per schedarli o spiarli…