Spazio e Scienze

xEMU, la NASA riporterà gli astronauti sulla Luna con una tuta che proviene dagli anni ’70

L’esplorazione spaziale non è più quella di una volta, i fondi stanziati sono stati ridotti e anche la NASA si trova a dover fare i conti con alcune ristrettezze. Ad esempio, come segnalato di recente anche da un’ex astronauta, ha problemi con le tute spaziali, che sono obsolete e contate anche nel numero. Per dotarsi di un equipaggiamento in grado di rispondere alle future esigenze esplorative, prima tra tutte il ritorno sulla Luna, alla NASA hanno allora pensato bene di sviluppare una nuova tuta, partendo però dal passato. xEMU (Exploration Extravehicular Mobility Unit) è in fase di sviluppo da alcuni anni e si basa sulle ultime versioni di tuta indossate dagli astronauti che per ultimi posarono piede sulla Luna nel 1972, con la missione Apollo 17.

La nuova tuta xEMU dovrebbe essere pronta per il 2023, ma nel frattempo è già in fase di test sott’acqua (per emulare la microgravità) e il suo design, a grandi linee, è ormai stabilito. Esteriormente ricorda molto le tute bianche che abbiamo imparato a conoscere e che hanno fatto la storia dell’esplorazione lunare e questo, come detto, perché effettivamente la base di partenza è la stessa. ‎Ma sebbene l’aspetto potrebbe sembrare assai simile alla tuta del 1972, i progettisti della NASA sono intervenuti su molti aspetti critici al fine di ottenere importanti miglioramenti.

La NASA ha lavorato anzitutto sulla mobilità, che è stata drasticamente migliorata, grazie a nuove giunture con più gradi di libertà rispetto al passato, tanto che la postura è più naturale e la normale gamma di movimenti più facile, consentendo anche agli astronauti ad esempio di sollevare qualcosa ben al di sopra della propria testa. Le ginocchiere e le suole degli stivali, entrambe flessibili, renderanno inoltre più semplice anche l’atto di accovacciarsi e poi rialzarsi.

Per migliorare la vestibilità, la NASA sta usando l’antropometria, ossia la scansione 3D del corpo, al fine di determinare esattamente quali pezzi si adattano meglio a ogni singolo astronauta. Gran parte della tuta inoltre sarà modulare, con le singole parti facilmente sostituibili. La metà inferiore ad esempio potrà essere cambiata per eseguire una “camminata” spaziale piuttosto che una di superficie, mentre la visiera del casco ha uno strato protettivo rimovibile, che può essere facilmente sostituito con uno nuovo se viene danneggiato‎.

Gli ingeneri inoltre hanno rivisto l’intero apparato di comunicazione, sia da un punto di vista tecnologico che ergonomico. Le precedenti calotte ‎che ospitavano microfoni e altri dispositivi sono state sostituite da microfoni e cuffie ad attivazione vocale che produrranno una qualità audio molto migliore e faranno sudare meno gli astronauti, mentre lo stack di comunicazione è stato sostituito da una nuova telecamera HD e un sistema di illuminazione, il tutto supportato da un collegamento dati wireless ad alta velocità.

Infine una delle novità più importanti riguarda l’ingresso posteriore alla tuta stessa, che in passato era complesso e richiedeva aiuto. Gli ingegneri invece hanno introdotto un vero e proprio “portello” posteriore, una sorta di airlock che consente di entrare in maniera relativamente facile, per poi sigillare la tuta. Il problema maggiore però è un altro e riguarda la produzione: benché infatti la NASA stia sviluppando e certificando la nuova xEMU dovrà affidarne la produzione a ditte appaltatrici e questo potrebbe essere un problema, visto che molti contractor dell’epoca non sono neanche più in attività. Insomma, la NASA avrà bisogno di ricostruire l’intera filiera produttiva e potrebbe non essere semplice visti i tempi stretti.

AGGIORNAMENTO

La NASA ha mostrato oggi ufficialmente la nuova tuta spaziale xEMU che riporterà gli astronauti sulla Luna nel 2024, assieme a una sua variante più leggera, da indossare durante il volo. Sulla sua base inoltre sarà realizzata anche la tuta per le prime missioni su Marte. A questo indirizzo il video dell’evento.

Meglio accaparrarsi questo splendido modellino dell’attuale tuta spaziale per le attività extraveicolari prima che vada definitivamente in soffitta.