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Captur E-TECH, il B-SUV plug-in alla base del futuro Renault

Captur, il crossover del costruttore francese, è nata per arrivare laddove clio non poteva: il mercato dei piccoli SUV. Nonostante l’introduzione della variante E-Tech, Renault necessitava di un modello “premium” sul quale debuttare la propria piattaforma plug-in.

Il risultato è un vettura che si discosta poco dalla celebre compatta della losanga pur condividendo parte della propria essenza con le elettriche della gamma Renault.

Aggiornamenti estetici

Se paragonata alla variante TCE o DCI, Captur E-Tech presenta alcune differenze nei dettagli. Al di là delle numerose targette che evidenziano la natura ibrida della vettura, l’azzurro è stato utilizzato per rendere riconoscibile questo modello.

In assenza di queste differenze l’unico modo per distinguere la variante E-Tech dalle altre è la presenza di uno sportello ausiliario nella parte posteriore destra. In aggiunta alla classica bocchetta per il rifornimento di benzina (sul lato sinistro) troviamo infatti anche la presa tipo 2 (combinata CCS) per la ricarica del pacco batterie.

Specifiche tecniche

Nonostate le versioni ibride di Clio e Captur condividano la stessa sigla, le differenze tra i due modelli sono sostanziali, al punto da differenziarli per categoria.

Captur E-Tech è equipaggiata con il noto 1.6 litri benzina, introdotto da Renault con il lancio di Clio. La meccanica che rende possibile l’interazione tra la sezione endotermica e quella elettrica del sistema ibrido è anch’essa condivisa: Captur monta un cambio automatico strettamente integrato con il motore elettrico principale. Alla stregua di Clio, sono disponibili solamente tre rapporti, a partire dalla canonica “quarta marcia”; il motore elettrico ha il compito di propellere la vettura fino ai 50-70 Km/h, limite al di là del quale viene accesso il propulsore tradizionale.

Se questo è il modus operandi di Clio E-Tech, Captur differisce a causa della maggiore capacità della batteria di bordo. La vettura ha a disposizione 9.8 kWh per alimentare il motore elettrico da 49 kW. La scelta di includere un motore così performante è curiosa e lodevole: 68 cavalli e 200 Nm di coppia sono dati degni di una vettura come Twingo, nella sua variante puramente elettrica. Ciò assicura, nell’utilizzo quotidiano, una distribuzione uniforme di frangenti in cui la vettura si comporta a tutti gli effetti come un’elettrica, ripiegando sul propulsore endotermico solo quando conviene al conducente e alla batteria.

Leggendo la scheda prodotto di Captur viene menzionato un secondo motore elettrico, denominato HSG (High-voltage Starter and Generator). Non si tratta di una parte integrante del sistema di propulsione, ma di un anello fondamentale della catena che rende simbiotico il rapporto tra la metà elettrica e quella fossile del sistema E-Tech.

L’HSG è il classico motorino d’avviamento presente su tutte le vetture contemporanee ma, a differenza di quest’ultime, viene alimentato direttamente dal pacco batterie (che opera ad una tensione nominale di circa 400V). La differenza è un “budget” di potenza molto più ampio, che risulta in un avviamento più veloce ed efficace. Questo dettaglio apre alla possibilità di pianificare l’accensione del propulsore endotermico con minori tolleranze e margini di errore, rendendo possibile l’implementazione di un cambio sequenziale privo di frizione e fluido durante l’utilizzo.

Come si guida?

Le prime impressioni sono le medesime di Clio E-Tech. Le partenze avvengono esclusivamente grazie al motore elettrico, ma la permanenza di Captur questa modalità è notevolmente estesa. Come per le altre plug-in che abbiamo avuto modo di testare, la modalità “automatica” tende ad utilizzare in primo luogo il sistema elettrico, preferendo il completo scaricamento della batteria all’accensione del propulsore endotermico.

Sebbene questo trend sia ottimo per i consumi (che fino all’accensione del motore a benzina vengono contati come nulli), obbliga il conducente a fare una scelta preventiva: scaricare la vettura al punto da uilizzarla come “ibrida tradizionale” o conservare il livello di carica per completare il tragitto esclusivamente in modalità elettrica?

Avere numerose opzioni è quasi sempre un bene, quindi il budget di autonomia della batteria maggiorata è certamente desiderabile, ma il comportamento della modalità automatica è insincero. Preferire l’utilizzo esclusivo del motore elettrico incide pesanetemente sul livello di carica della batteria, risultando in un consumo di carburante maggiore nel momento in cui la soglia di scaricamento completo viene raggiunta.

L’approccio leggerro all’ibridizzazione, costituito dal sostituire il propulsore endotermico laddove mostra maggiormente le proprie inefficienze, rimane la scelta migliore (nella maggior parte dei casi). Certo, seguendo questa strada non si ottengono consumi record, nell’ordine dei 40-50 Km/L, ma si distribuisce il “risparmio potenziale” su un maggior numero di chilometri.

Qualunque sia la scelta del conducente, la risposta di Captur è comunque soddisfacente. Lasciando la vettura in modalità automatica e impegnandosi nel dosare il pedale in fase di accelerazione si percorrono facilmente 30 chilometri con un litro di carburante. Scegliendo la modalità “battery save” invece il consumo riportato si allinea a quello di Clio E-Tech, nell’ordine dei 24 Km/L.

Come si guida in modalità “full electric”? Alla stregua di una vettura prettamente elettrica, oserei dire. In nessuna circostanza ho notato mancanze nel comparto potenza e coppia, stupendomi ripetutamente delle solide performance del propulsore elettrico. L’autonomia rilevata, forse a causa della stagione (e quindi del consumo dovuto al riscaldamento dell’abitacolo) è inferiore a quella dichiarata: sono riuscito a percorrere circa 41 Km prima che il computer di bordo accendesse in autonomia il motore termico. E la ricarica? Il caricabatterie interno è limitato a 3.7 kW, il che permette di completare un ciclo  0-100% in circa 4 ore.

Conclusioni e prezzo

Captur viene proposta ad un prezzo di 32.950 euro nell’allestimento “Intens”, un’offerta che la avvicina alle vetture che competono nel settore dei B-Suv e delle compatte plug-in. Le performance più che discrete sono adatte ai tragitti quotidiani garantendo, in base alla scelta del conducente, anche la possibilità di spostarsi ad emissioni zero.

Nella sostanza Captur è quello che Clio potrebbe diventare, un “assaggio” di un futuro votato alla mobilità elettrica del brand francese. Come precursore mostra entrambe le facce della medaglia: propone i vantaggi della mobilità elettrica senza precludere le comodità dei sistemi endotermici, ma lo fa ereditando i difetti di entrambi i paradigmi.

Nonostante i cambiamenti alla normativa inerente agli incentivi statali, Captur E-tech permette la richiesta di un incentivo statale pari a 2500 euro oppure 4000 euro in caso di rottamazione.