Auto

Passaggio di proprietà auto: quando e come si paga

L’intenzione di acquistare un’automobile spesso pone il conseguente problema relativo all’orientamento verso un mezzo nuovo oppure usato. Nella maggior parte dei casi, chi opta per l’acquisto di un veicolo usato pone come limite un budget ridotto, ma non è da escludere che il mercato dell’usato possa offrire delle occasioni particolarmente convenienti, caratterizzate sia da eccellenti prestazioni che da un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Decidere di acquistare un veicolo usato richiede inevitabilmente che vengano portate a termine alcune pratiche burocratiche che presuppongono tempo e denaro. Uno dei principali oneri legati all’acquisto di un veicolo è il passaggio di proprietà che a seconda dell’acquisto, in un concessionario o tramite privato, vedrà il semplificarsi o il complicarsi delle pratiche burocratiche. Nel primo caso, infatti, sarà il concessionario a pensare ai relativi adempimenti di legge e alle necessità burocratiche da portare a termine; se invece la compravendita dovesse concludersi tra privati, è bene seguire determinati passaggi fondamentali per completare il processo senza errori. Bisogna tuttavia sottolineare che se la compravendita avviene tra due privati, quest’ultima pratica svolta in completa autonomia, è il modo migliore per permettere di risparmiare. Vediamo più nel dettaglio costi e documenti utili richiesti.

Partiamo ribadendo che il passaggio di proprietà è la procedura burocratica con la quale si annota la titolarità del veicolo da un soggetto, persona o azienda che sia, ad un altro nei pubblici registri. Una volta portato a termine l’iter, l’auto diventa dunque proprietà del nuovo titolare. Dal momento dell’atto di sottoscrizione del contratto vi è un periodo di 60 giorni entro i quali bisogna procedere alla modifica del libretto di circolazione, riportando conseguentemente i dati del nuovo proprietario.

Con l’obiettivo di contenere la diffusione del contagio da Covid-19, il Governo italiano ha imposto una serie di misure restrittive relative alla circolazione dei cittadini. A tal proposito, è stato tuttavia definito uno slittamento di alcune scadenze fisse che interessano i possessori di auto e di veicoli in genere. Il decreto “Cura Italia” ha pertanto stabilito lo slittamento per il rinnovo dell’assicurazione RC auto, del pagamento di bollo, della revisione dei veicoli e del rinnovo della patente. Lo stesso decreto ha tuttavia stabilito la proroga, per 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, della validità della ricevuta sostitutiva della carta di circolazione rilasciata dalle agenzie di pratiche auto inerenti al passaggio di proprietà.

Passaggio di proprietà: quali documenti servono?

Nel caso in cui si decida dunque di procedere in modo autonomo e si è in possesso del Certificato di Proprietà del veicolo (CdP), è necessario avere a disposizione alcuni documenti quali:

  • documento di identità del venditore;
  • documento di identità e codice fiscale dell’acquirente;
  • certificato di Proprietà cartaceo o digitale del veicolo;
  • carta di circolazione, l’originale più una fotocopia;
  • atto di vendita;
  • nota di presentazione al PRA su cui indicare il codice fiscale dell’acquirente;
  • modulo TT2119, necessario per richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione.

I documenti necessari per procedere al passaggio di proprietà saranno invece diversi nel caso in cui l’acquirente non sia in possesso del Certificato di Proprietà. In questo caso sarà fondamentale disporre di:

  • documento di identità del venditore;
  • documento di identità e codice fiscale dell’acquirente;
  • copia della denuncia di smarrimento del CdP o dichiarazione di avvenuta denuncia;
  • carta di circolazione, l’originale e una fotocopia;
  • atto di vendita con firma autenticata;
  • nota di presentazione al PRA su cui indicare il codice fiscale dell’acquirente;
  • modulo TT2119, per richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione.

Dove è possibile sbrigare le pratiche del passaggio di proprietà?

Se un acquirente dovesse preferire di affidarsi agli uffici specializzati, il passaggio di proprietà del veicolo può essere fatto presso il proprio Comune, la Motorizzazione Civile o all’ACI. Più nel dettaglio, recandosi presso il Comune si potrà far autenticare la firma per poi recarsi al PRA al fine di ottenere il nuovo Certificato di proprietà, ed in  seguito alla Motorizzazione per aggiornare la Carta di Circolazione.

Presso l’ACI si può procedere all’autenticazione della firma e ricevere il Certificato di Proprietà aggiornato, che richiede di essere in seguito portato alla Motorizzazione. Così come l’ACI, presso la Motorizzazione Civile si può autenticare la firma ricevendo il Certificato di Proprietà aggiornato. Tuttavia, i comuni più grandi dispongono di un apposito sportello, conosciuto con il nome di Sportello Telematico dell’Automobilista, dove è possibile autenticare la firma ed effettuare l’iscrizione al PRA, ottenendo dunque il CdP aggiornato.

Quanto costa il passaggio di proprietà?

Come ribadito sbrigare in completa autonomia le pratiche burocratiche richieste, può inevitabilmente essere l’unico modo per risparmiare sul passaggio di proprietà. Non a caso, l’ammontare necessario per portare a termine la pratica può rivelarsi un’ulteriore e ingente cifra da sommare al costo del veicolo stesso. Nel dettaglio, il costo del passaggio di proprietà si differenzia tra due voci, fissa e variabile, e dunque differenziate in base ad appositi parametri.

Naturalmente per sapere il costo esatto è necessario conoscere tutti i dati relativi al proprio veicolo così da poter calcolare dettagliatamente la voce di costo variabile. Nonostante sia piuttosto difficile dare una chiara indicazione relativa ai costi effettivi, considerando che le tariffe variano in base alle auto e dunque della componente variabile, cerchiamo di fare comunque un po’ di chiarezza.

Nella maggior parte dei casi il passaggio di proprietà ha un costo compreso tra un centinaio di euro fino a ben 1000 euro, nel caso in cui il veicolo che si sta acquistando sia di una certa cilindrata.

Costi fissi: quali sono?

Includendo i costi fissi nella prima componente del costo del passaggio di proprietà del proprio veicolo, quest’ultimo si traduce in una tariffa standard base invariata che non dipende dunque dalla tipologia di auto in questione. Tra i costi fissi sono pertanto inclusi:

  • emolumento ACI: 27.00 euro;
  • diritti DT: 10,20 euro;
  • imposta di bollo per registrazione al PRA: 32,00 su CdP (48,00 se redatto su modulo NP3C);
  • imposta di bollo per aggiornamento (e rilascio) Carta di Circolazione: 16,00 euro.

Nel caso in cui ci si rechi presso lo STA di un ufficio ACI o presso una qualunque agenzia dedita al disbrigo pratiche delle auto, il costo finale potrebbe inevitabilmente subire un aumento.

Costi variabili: quali sono?

Ai costi fissi appena citati, è tuttavia necessario aggiungere l’imposta provinciale di trascrizione, il cui calcolo dipende sia dalla propria provincia di residenza sia dalla potenza del motore espressa in chilowatt del veicolo. Non a caso, l’IPT è un’imposta dovuta per ciascun veicolo all’Unità Territoriale ACI (PRA) il cui importo base è stabilito con apposito Decreto del Ministero delle Finanze. Ciascuna provincia può inoltre deliberare l’aumento dell’importo stabilito dal Ministero fino ad un massimo del 30%. Nel calcolo dell’importo relativo all’imposta provinciale di trascrizione, fino ai 53 kW di potenza è stabilito un importo nazionale fisso pari a 150,41 euro.

  • marche da bollo: circa 74 euro;
  • imposta di registro: a partire da 150,41 euro, variabile in funzione della potenza del veicolo.

Superati i 53 kW, ciascun kW successivo richiede il pagamento di 3,51 euro. Tuttavia, i 3,51 euro subiscono una maggiorazione fino al 30% in base alla propria provincia di residenza. Più nel dettaglio, le province di Aosta, Bolzano e Trento applicano la tariffa base di 3,51 euro per ogni KW ulteriore ai 53 previsti, mentre la maggiorazione del 10%, ovvero 3,86 euro/Kw, è applicata solamente dalla provincia di Matera. La maggiorazione del 15%, pari quindi 4,04 euro/Kw, è applicata dalla provincia di Ragusa, mentre il 20% di maggiorazione, ossia 4,21 euro, è adottata dalle province di Arezzo, Avellino, Bari, Benevento, Carbonia-Iglesias, Grosseto, Latina, Lecce, Pescara, Pordenone, Reggio Emilia, Siracusa, Trieste, Udine e Vicenza. Il 25% di maggiorazione, ovvero 4,39 euro/Kw, è adottato dalle province di Crotone, Ferrara e Sondrio, mentre la maggiorazione massima del 30%, cioè 4,56 euro/Kw è adottata dalle restanti province.

Ribadiamo che l’IPT auto deve essere versata anche nel caso in cui l’auto sia una vettura storica, ma in questo caso il pagamento da effettuare, in misura ridotta, è pari a 51,65 euro.

Così come succede per tante altre pratiche burocratiche, il mancato eseguimento, o eventuali errori durante la procedura, porterebbero l’acquirente ad andare incontro a sanzioni che partono da 705 euro fino ad oltre 3500. Tuttavia, non è da escludere che possa essere ritirato il libretto di circolazione del veicolo. A tal proposito, dunque, è necessario e fondamentale assicurarsi che l’acquirente abbia realmente formalizzato il passaggio di proprietà così da evitare di rimanere, per il PRA, l’intestatario effettivo del mezzo. In questo caso, infatti, eventuali problemi legali (ad esempio multe, incidenti) saranno ancora rilasciate all’intestatario.