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Recensione Renault Clio: salto di qualità per la compatta francese

Come si può invecchiare rimanendo giovani? Una domanda che sorge spontanea guardando la quinta generazione della Renault Clio, berlina francese nata nel 1990 e da subito entrata nell’immaginario comune grazie alla sua accessibilità e al suo inconfondibile stile. Quasi 30 anni trascorsi con disinvoltura, senza tradire la propria vocazione di berlina adatta sia al tempo libero che all’utilizzo quotidiano per gli spostamenti tipici di una giornata lavorativa.

Rispetto alla precedente generazione (che resterà in commercio per tutto il 2019), la nuova è costruita sulla base della piattaforma CMF-B: più modulare, in grado anche di alloggiare una versione elettrica o ibrida plug- in, prevista proprio nel corso dei prossimi mesi. A cambiare poi, sono soprattutto i dettagli dei gruppi ottici anteriori e posteriori, che riprendono la C-shape tipica del family feeling di Renault, che da Megane siamo ormai abituati a vedere sui modelli più recenti della losanga francese.

Per il resto, l’impostazione della carrozzeria è la medesima: sportiva e accattivante, da berlina dinamica e sempre pronta all’azione. Si tratta, quindi, più di un’evoluzione che di una rivoluzione di quanto visto sulla quarta generazione, visto anche il notevole successo di pubblico registrato dal suo lancio commerciale.

Una formula che sembra aver convinto una buona parte degli automobilisti anche nel nostro paese, giusto quindi che Renault abbia deciso di non cambiare la ricetta ma piuttosto di aggiungere qualche ingrediente per migliorarla. L’auto in prova era equipaggiata con un propulsore a gasolio da 85 Cv (adatto quindi anche ai neopatentati) con cambio manuale a sei marce in allestimento Intens: il più ricco e accessoriato che offre molto in termini di contenuti ma che richiede altrettanto per quanto riguarda la spesa.

Quanta tecnologia

Saliti a bordo, la nuova Clio convince e impressiona per la ricca dotazione tecnologica: al centro della plancia fa bella figura di sé uno schermo da 9,3″ a sviluppo verticale, con schermo touch. Da qui, è possibile visualizzare le informazioni relative alla navigazione, selezionare la stazione radio e le mappature di guida selezionabili tramite il sistema “MySense“. Queste ultime differiscono sensibilmente la dinamica di guida, influenzando più che altro l’erogazione del motore.

Scenografico anche il cruscotto interamente digitale, personalizzabile e utile soprattuto per ottenere le notifiche del navigatore senza distrarsi dalla guida. L’importante dotazione tecnologica è completata dall’interfaccia per smartphone Apple Car Play e Android Auto: rivelatesi entrambe molto fluide e supportate egregiamente dall’infotelematica “Easy link” di ultima generazione di Renault.

A crescere non sono solo i contenuti tecnologici, ma anche la qualità percepita a bordo: le plastiche sono piacevole e morbide, i sedili rifiniti con cura oltre che molto accoglienti e non mancano alcuni dettagli esclusivi come le lucci ambientali soffusi, disponibili sugli allestimenti più costosi. L’innovazione è quindi la parola chiave dell’abitacolo della nuova Clio, che non rinuncia alla praticità, mantenendo i comandi del clima con rotelle fisiche facilmente raggiungibili e molto ergonomiche nell’utilizzo. Tra gli accorgimenti degni di nota, non manca nemmeno la ricarica wireless per il telefono cellulare: optional, comunque utile.

Se la dotazione tecnologica convince, a stupire è soprattutto la disponibilità di aiuti alla guida, non così scontata su di una segmento B. Ebbene, la nuova Clio può diporre infatti della frenata automatica di emergenza con riconoscimento, anche notturno, di pedoni e ciclisti al sistema di mantenimento in corsia, abbinato al cruise control adattivo che nelle versioni con cambio automatico permette una guida semi autonoma in autostrada.

L’offerta degli ADAS è completata dai sensori per l‘angolo cieco e le telecamere per la visione a 360 gradi, utili soprattutto nelle fasi di manovra dove l’andamento spiovente del posteriore unito alle dimensioni ridotte del lunotto sacrificano parecchio la visuale in retromarcia.

Motore fluido, guida piacevole

Il propulsore a gasolio da 86 Cv che equipaggia la versione 1.5 blue dCi si conferma valido e brillante. L’erogazione è fluida e i 220 nm di coppia offrono uno scatto degno di nota se consideriamo che si tratta pur sempre di un allestimento destinato ai neopatentati. Nelle fasi di marcia, il suono del motore Diesel non filtra mai nell’abitacolo, soprattutto ad andature regolari, confermando quanto la Clio si un’auto valida anche per affrontare le lunghe percorrenze.

Positivo anche il funzionamento del cambio manuale a sei marce: innesti e scalate avvengono in maniera piuttosto precisa, anche se la corsa della leva è forse un po’ troppo lunga. Lo sterzo è molto leggero e permette di guidare l’auto con agilità, sfruttando al meglio le dimensioni compatte della berlina.

Non convince, invece, il pedale del freno: per azionarlo serve premere con decisione, le pinze mordono bene e arrestano con decisione l’automobile, ma una risposta più precisa e pronta sarebbe stata forse più gradita.

Per quanto riguarda la dinamica di guida, la Renault Clio convince grazie a una messa su strada che non trascura il piacere di guida: dimensioni compatte e baricentro basso favoriscono la precisione nelle traiettorie mentre la taratura del motore, con cavalleria ridotta, non esalta di certo la sportività, ma convince soprattutto nelle ripartenze e accelerazioni, sfruttando la buona coppia offerta dall’alimentazione a gasolio.

In autostrada, l’auto quasi veleggia a 130 km/h, assicurando un confort di bordo e acustico riscontrabile su auto di segmento superiore. Buono il comportamento in città, dove i buoni riflessi del propulsore permettono di districarsi nel traffico vivacemente. Lato consumi, il computer di bordo della Clio ha registrato circa 16-17 km/l nel ciclo misto, che salgono a circa 21-22 km/l a 110 km/h e si attestano sui 20 km/l a 130 km/h.

Valori più che positivi ottenuti grazie all’efficienza del gasolio e al contenimento della potenza, che con 86 Cv ne fanno una vettura adatta a ogni utilizzo, a patto che rinunciate a prestazioni e guida sportiva.

Conclusioni

La quinta generazione di Renault Clio è un concentrato di tecnologia e qualità: la rivoluzione degli interni è sorprendente se consideriamo il segmento di appartenenza, così come la dotazione di aiuti alla guida che, se opportunamente equipaggiata, le valgono la certificazione di guida autonoma di secondo livello.

La motorizzazione 1.5 blue dCi da 86 Cv convince per fluidità e consumi, confermandosi come un propulsore molto equilibrato e adatto soprattutto a chi ha da poco preso la patente o per grandi macinatori di chilometri. Questi ultimi si troveranno a bordo di un’automobile ottimamente rifinita, comoda e gradevole da guidare.

Dopo quasi 30 anni, la Clio ringiovanisce e si conferma come una delle segmento B più all’avanguardia e moderne dell’intero panorama automobilistico. Certo, non tutto è offerto di serie, e i molto equipaggiamenti opzionali migliorano di molto l’auto, ma basti pensare che l’esemplare in prova in allestimento Intens raggiunge e supera di poco i 21 mila euro.