La corsa all'intelligenza artificiale vede Apple ancora in affanno rispetto ai suoi principali concorrenti, nonostante gli sforzi interni per recuperare terreno. Mentre OpenAI con ChatGPT e Google con Gemini dominano già il mercato degli assistenti virtuali consumer, e Microsoft ha integrato Copilot in tutto il suo ecosistema Windows e Office, la casa di Cupertino continua a testare internamente le sue soluzioni senza rilasciarle al pubblico. Questa cautela potrebbe costare cara all'azienda californiana, che rischia di perdere definitivamente la partita nell'era dell'AI generativa.
Il progetto Veritas: un ChatGPT nascosto nei laboratori Apple
Nei laboratori di Apple si sta sviluppando Veritas, un'applicazione dal nome latino che significa "verità" e che replica le funzionalità di ChatGPT per iPhone. L'app permette agli ingegneri dell'azienda di sperimentare con funzionalità avanzate come la ricerca automatica tra email e musica, oltre alla possibilità di completare operazioni complesse all'interno delle applicazioni, inclusa l'editing fotografico. Si tratta di uno strumento esclusivamente interno, utilizzato per accelerare lo sviluppo e il perfezionamento delle capacità di Siri.
Bloomberg ha rivelato che questa soluzione rimarrà confinata ai test interni, almeno per il momento. L'azienda non ha piani attuali per renderla disponibile ai consumatori, una decisione che sottolinea ulteriormente il ritardo di Apple nel settore dell'intelligenza artificiale generativa rispetto alla concorrenza già presente sul mercato.
La prudenza di Apple si scontra con l'aggressività dei competitor
La strategia prudente di Apple è emersa chiaramente durante il lancio dell'iPhone 17, dove i dirigenti hanno preferito concentrarsi sulle prestazioni del chip e sui miglioramenti del design. Le funzionalità AI come la traduzione in tempo reale in Messages e FaceTime, insieme al riconoscimento visuale in Photos, sono state menzionate solo brevemente, e gran parte di queste erano già state presentate mesi prima durante la conferenza sviluppatori dell'azienda.
Questo approccio rappresenta un'inversione di rotta rispetto al debutto dell'iPhone 16, quando l'intelligenza artificiale aveva occupato il centro della scena prima che i ritardi ne rallentassero l'implementazione. La fase di testing prolungata potrebbe lasciare Apple in una posizione di svantaggio nel definire le aspettative dei consumatori riguardo agli assistenti AI.
Il rischio del "momento Nokia" per la casa di Cupertino
Gli analisti di Bloomberg hanno evidenziato come Siri abbia già perso rilevanza nel panorama degli assistenti virtuali, mentre Tokenist ha lanciato l'allarme su un possibile "momento Nokia" per Apple se non riuscirà a fornire presto funzionalità AI robuste. Il riferimento al gigante finlandese che perse la leadership nel settore mobile per non aver saputo adattarsi all'era degli smartphone rappresenta un monito significativo per l'azienda di Tim Cook.
Nel frattempo, i concorrenti stanno raccogliendo enormi quantità di dati dai consumatori attraverso prodotti già implementati su larga scala. Questa differenza nell'accesso ai dati reali potrebbe rivelarsi decisiva per lo sviluppo di soluzioni AI sempre più efficaci e personalizzate.
La sfida temporale: marzo come ultima chiamata
Se Apple manterrà troppo a lungo le sue funzionalità AI più ambiziose nella fase di testing, i competitor potrebbero stabilire definitivamente gli standard per l'intelligenza artificiale consumer. L'app interna segnala che l'azienda comprende la posta in gioco, ma il fatto di mantenerla in fase di test mentre i rivali espandono la loro presenza sul mercato comporta il rischio di arrivare troppo tardi per ridefinire il ruolo di Siri nella corsa all'AI generativa.
Anche senza un rilascio al pubblico, l'applicazione interna rappresenta una nuova fase nella strategia di Apple per ricostruire Siri, un lancio considerato critico per cambiare le percezioni riguardo alla strategia AI dell'azienda. Dopo ripetuti rinvii, la versione aggiornata di Siri dovrebbe finalmente vedere la luce già a partire da marzo, rappresentando forse l'ultima opportunità per Apple di recuperare il terreno perso nella rivoluzione dell'intelligenza artificiale.