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Assinform, 500mila posti di lavoro vacanti per mancanza di competenze

La crescita di un Paese moderno oggi passa necessariamente dallo sviluppo e dalla implementazione di tecnologie digitali. Ci vogliono risorse da destinare a investimenti ma non basta. Questo il punto di partenza nella presentazione del Rapporto Assinform.

Probabilmente la vera chiave di accesso alla digitalizzazione sono le competenze che oggi mancano. Le figure necessarie a dare sistematicità e forma al digitale sono stimate in non meno di mezzo milione. L'indicazione è venuta durante la presentazione dei dati semestrali sul mercato digitale nazionale da parte di Assinform.

"Senza queste figure – ha chiosato Giancarlo Capitani, presidente di NetConsultingcube, che per l'associazione cura da sempre la elaborazione dei dati di mercato -, l'Italia potrebbe avere serie difficoltà a seguire i trend internazionali e quindi restare competitiva. In altre parole a seguire il ritmo di innovazione di altre economie, e quindi a mettere in pratica i dettami della Industry 4.0 che contemplano, tra l'altro, la creazione di nuovi prodotti e servizi 'intelligenti' e lo sviluppo di nuove filiere ed ecosistemi intersettoriali dell'innovazione".

Andamento del mercato digitale in Italia (fonte Assinform)
Andamento del mercato digitale in Italia (fonte Assinform)

È questo il motivo che ha ispirato Assinform a farsi promotrice di un Osservatorio per le Competenze Digitali, che ha anche come ambizione quella di porsi come riferimento per le 80-85 Università italiane sulle modifiche da introdurre nei programmi si studio accademici, per assecondare la crescita economica e social del Paese.

Quali le figure di cui vi è maggiore esigenza? Una, già conosciuta, è quella dei data analyst, codificata a livello professionale negli Stati Uniti, ma non in Italia. Da noi, è meglio parlare di analista dati più che di scienziato dei dati, proprio perché le mansioni maggiormente richieste ruotano, per ora almeno, attorno alla capacità di sintetizzare informazioni utili a chi poi prende le decisioni in azienda.

La figura forse più dominante, secondo Capitani, è però quella dell'architetto informatico: colui che concepisce l'architettura del sistema informatico, cioè seleziona le differenti componenti del sistema informatico e il loro assemblaggio ed è incaricato della loro evoluzione.

Servizi ICT in ripresa: i numeri del Rapporto

Venendo ai numeri, nei primi sei mesi del 2015, il mercato digitale nel suo complesso è cresciuto dell'1,5% a 31.583 milioni di euro. Il dato di crescita, pur contenuto, non solo interrompe una tendenza negativa che durava da anni, ma concorre ad aggiustare al rialzo le stime per l'intero 2015: dall'1,1% della primavera scorsa all'1,3%, per un valore di 65.100 milioni.

Il mercato dei servizi ICT in Italia (fonte Assinform)
Il mercato dei servizi ICT in Italia (fonte Assinform)

Una correzione in sintonia con quella tendenziale dell'economia nel suo complesso, che ha nel settore dell'automotive il suo punto di maggiore forza (si è in presenza di un vero boom con tassi di espansione anno su anno del 30-40%).

Alla sostanziale tenuta del software si accompagna la ripresa per i servizi ICT, secondi solo ai servizi di rete per peso sul mercato digitale complessivo. La crescita rilevata, per quanto contenuta (+0,3% a 5.096 milioni), pone fine a un trend negativo che durava da anni e che rivela tutta la consistenza dell'emergere di nuovi e più evoluti trend di spesa e di investimento.

Previsioni sull'andamento del mercato digitale nel 2015 (fonte Assinform)
Previsioni sull'andamento del mercato digitale nel 2015 (fonte Assinform)

Il comparto è infatti trainato dai servizi di data center e cloud computing (+12,3% a 869 milioni) che compensano l'andamento in lieve calo di tutti gli altri segmenti (outsourcing -1,2%, formazione-3,6%, consulenza -1,6%, assistenza tecnica -1,7%, sviluppo applicativo e systems integration -1,9%), più esposti sui fronti dell'ICT tradizionale.

In conclusione, per Agostino Santoni, Presidente di Assinform, "L'inversione di rotta c'è ma non basta. Il nostro Paese soffre ancora di troppe lentezze sul fronte di grandi progetti di stimolo e aggregazione. Le strategie lanciate dal Governo, dal piano banda ultralarga alla digitalizzazione della PA ai piani per la sanità e la scuola digitali, vanno nel verso giusto, ma richiedono accelerazione e anche pragmatismo".