La britannica Arm Holdings è in una fase di trasformazione strategica, e ha appena messo a segno un colpo importante sul fronte del reclutamento. L'azienda ha infatti riportato a casa Rami Sinno, uno dei principali ingegneri di Amazon Web Services specializzato nello sviluppo di chip per il cloud computing. La mossa rappresenta un segnale chiaro della volontà di Arm di evolversi da semplice fornitore di licenze per architetture di processori a produttore diretto di semiconduttori.
Sinno non è un volto nuovo per Arm: aveva già guidato team di ingegneri nell'azienda britannica prima di trasferirsi nel 2019 ai laboratori Annapurna di Amazon. Durante la sua permanenza nel gigante dell'e-commerce, ha supervisionato lo sviluppo di Trainium e Inferentia, i chip specializzati che hanno permesso ad Amazon di competere nel mercato dell'hardware per l'intelligenza artificiale. La sua esperienza spazia dalle architetture fisiche dei semiconduttori alle infrastrutture per il machine learning, competenze che potrebbero rivelarsi decisive per i piani futuri di Arm.
Secondo fonti vicine alla questione citate da Reuters, il ruolo specifico che Sinno ricoprirà in Arm rimane ancora da definire. Non è chiaro se si concentrerà sullo sviluppo di acceleratori AI dedicati, simili a quelli che ha creato in Amazon, oppure sui processori tradizionali che costituiscono ancora il cuore del business dell'azienda.
Una strategia in evoluzione
La tradizionale filosofia di business di Arm si è sempre basata sulla concessione di licenze per i propri design a giganti tecnologici come Apple, Qualcomm, MediaTek, Google, Microsoft e Nvidia. Questa strategia le ha permesso di essere presente praticamente ovunque nel mondo mobile e, sempre più spesso, anche nei data center attraverso le architetture Neoverse. I processori Arm alimentano infatti ogni sistema rack Nvidia GB200 e GB300 NVL72 attualmente sul mercato, e anche le future CPU Vera del produttore di schede grafiche condivideranno questa base architetturale.
Tuttavia, l'amministratore delegato Rene Haas ha recentemente lasciato intendere che l'azienda potrebbe presto abbandonare questo modello tradizionale. Durante la conference call sui risultati del primo trimestre, Haas ha dichiarato: "Stiamo continuando a esplorare la possibilità di muoverci oltre la nostra piattaforma attuale verso sottosistemi di calcolo aggiuntivi, chiplet e potenzialmente soluzioni complete end-to-end".
I rischi di una transizione delicata
L'azienda ha già iniziato questo percorso con i Compute Subsystems (CSS), design di chip completi che includono tutto il necessario per portare un semiconduttore sul mercato. I processori Cobalt di Microsoft, ad esempio, si baserebbero proprio su queste soluzioni "chiavi in mano". Il passo successivo logico sarebbero i chiplet, componenti modulari che mantengono la flessibilità progettuale pur offrendo soluzioni più integrate.
La sfida più grande per Arm sarà evitare di entrare in competizione diretta con i propri clienti più importanti. Produrre CPU complete e System-on-Chip potrebbe infatti spingere alcuni partner storici verso architetture alternative come RISC-V, mettendo a rischio il modello di business che ha reso l'azienda britannica un attore fondamentale nell'ecosistema tecnologico globale. Il reclutamento di Sinno suggerisce però che Arm è determinata a percorrere questa strada, consapevole dei rischi ma anche delle opportunità offerte da un mercato in rapida espansione.