Il panorama della connettività italiana sta attraversando una trasformazione radicale, con le tecnologie su rame che perdono rapidamente terreno a favore di fibra ottica FTTH e collegamenti wireless fissi FWA. Una dinamica accelerata non solo dalle normative europee che impongono la dismissione progressiva delle infrastrutture obsolete, ma anche da una convenienza economica sempre più evidente per gli utenti finali. I numeri dell'ultima rilevazione dell'Osservatorio Segugio.it, elaborati su dati Agcom aggiornati a settembre 2025, certificano un crollo di 25,2 punti percentuali della quota di mercato combinata di ADSL e FTTC dal 2021 a oggi, segnando l'epilogo di un'era tecnologica.
Le statistiche dell'Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom rivelano che le linee in rame puro rappresentano ormai appena l'11,8% del totale degli accessi da rete fissa, con un calo di 3,1 punti rispetto al 2024 e di ben 17,3 punti rispetto al 2021. Anche la fibra mista rame FTTC, tecnologia di transizione che ha dominato il mercato negli ultimi anni, registra una contrazione significativa attestandosi al 41,6% degli accessi, in calo di 3,8 punti anno su anno e di 7,9 punti rispetto al 2021. Complessivamente, le soluzioni basate sul rame hanno perso 6,9 punti di quota nell'ultimo anno.
La strategia commerciale degli operatori riflette questa evoluzione tecnologica. Attualmente solo il 28% dei provider italiani mantiene almeno un'offerta ADSL nel proprio listino, un segnale inequivocabile della volontà di spingere i consumatori verso alternative più performanti. Dove l'infrastruttura FTTH non è ancora disponibile, la maggior parte degli operatori preferisce proporre soluzioni FWA piuttosto che mantenere attive le vecchie linee in rame, offrendo velocità e latenze nettamente superiori.
Il paradosso della diffusione della fibra ottica in Italia emerge chiaramente dai dati più recenti. Il Rapporto sulla connettività in fibra FTTH del quarto trimestre 2025 evidenzia che il 77,19% delle famiglie italiane risulta raggiunto dalla rete FTTH, con un incremento di 1,19 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, equivalenti a circa 250.000 nuove unità abitative coperte. Otto regioni superano la media nazionale, con la Sicilia in testa all'89% di copertura. Eppure, nonostante questa capillare disponibilità infrastrutturale, la quota di mercato effettiva della fibra ottica si ferma al 32,9%, pur registrando una crescita di 5,9 punti rispetto all'anno precedente.
L'analisi dell'Osservatorio Segugio.it individua due possibili cause per questo divario tra copertura e adozione. La prima riguarda la scarsa consapevolezza dei consumatori, molti dei quali ignorano che la propria abitazione sia effettivamente raggiunta dalla fibra ottica pura. La seconda ipotesi, più complessa da quantificare per l'assenza di dati ufficiali consolidati, concerne potenziali rallentamenti tecnici e amministrativi a livello locale che impedirebbero la commercializzazione effettiva del servizio nonostante l'installazione fisica degli impianti sia completata.
Il vantaggio economico derivante dal passaggio a tecnologie più avanzate rappresenta un incentivo concreto per gli utenti. Secondo le rilevazioni, la spesa media mensile per il primo anno di abbonamento delle offerte FTTH e FWA risulta inferiore rispetto ai costi degli abbonamenti FTTC o ADSL. Il caso più emblematico riguarda la sostituzione di una connessione ADSL con una soluzione FWA nei piccoli comuni non raggiunti dalla fibra: l'Osservatorio calcola un risparmio medio di 46,68 euro sul primo anno, accompagnato da un significativo incremento di velocità e reattività della connessione.