Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di I brutti contenuti fatti con l’AI stanno costando molto cari
Business
Immagine di Fare impresa vuole dire comunicare, ecco come farlo al meglio Fare impresa vuole dire comunicare, ecco come farlo al megli...
Immagine di Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa signi...

I brutti contenuti fatti con l’AI stanno costando molto cari

La proliferazione di contenuti sintetici di bassa qualità minaccia i profitti e fa dubitare degli investimenti miliardari fatti finora. Una situazione che i vertici di Bit Tech verso una difesa retorica estrema.

Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 05/01/2026 alle 17:34
Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Le grandi aziende del mondo hanno investito miliardi per realizzare i sistemi AI che tutti conosciamo. E tutti li usiamo ogni giorno per creare contenuti, solo che gran parte di questi contenuti sono di bassa qualità. E quando non sono contenuti sono dati sintetici; qualcosa che dovrebbe sopperire alla mancanza di dati veri, ma che innesca un ciclo che abbassa inesorabilmente la qualità delle informazioni. 

Il problema è così diffuso che “AI Slop” è stato scelto dal dizionario Merriam-Webster come parola dell'anno per descrivere il materiale di bassa qualità generato in massa dall'intelligenza artificiale. 

AI Week
Codice sconto copiato!
AI Week Logo

Se l'Intelligenza Artificiale è il tuo futuro, iscriviti subito alla AI Week 2026 per approfondire tutti questi temi con gli esperti.

  1. Utilizza il codice sconto esclusivo per i lettori di Tom's Hardware:
  2. Acquista il tuo biglietto prima che sia troppo tardi!
    Iscriviti ora!

Fa sorridere ma c’è anche da preoccuparsi perché questi contenuti mettono a rischio la sostenibilità per un settore che ha attirato investimenti per 400 miliardi di dollari nel solo 2025. E se le persone si limitano a usare i chatbot per generare immagini e video da due soldi, di certo non basta a giustificare i costi enormi sostenuti finora e quelli futuri. 

Allo stesso tempo, non è chiaro se e quanto gli usi “seri” dell’AI possano portare a un ROI anche solo minimamente adeguato. Per questo, nel 2026 l'intero sistema finanziario potrebbe subire una correzione violenta nei prossimi dodici mesi. È ancora una volta lo scenario della bolla che scoppia, guardato da un altro punto di vista. 

La comprensione di questa dinamica è fondamentale per interpretare la fragilità dei mercati attuali. Quando la quantità di dati sintetici supera la capacità di assorbimento del mercato, il ritorno economico per singola richiesta decade, rendendo i modelli di business insostenibili. Analisti come Ed Zitron evidenziano come i costi di gestione dei data center superino spesso i ricavi generati, creando una discrepanza che alcuni definiscono simile alla bolla delle dot-com. Senza una redditività chiara, il capitale investito rischia di essere bruciato senza produrre valore aggiunto per le aziende o per i consumatori finali.

Il termine slop definisce il materiale di bassa qualità generato in massa dall'intelligenza artificiale.

La portata degli investimenti è documentata dalla corsa ai data center che ha caratterizzato l'ultimo biennio. Colossi come Microsoft e Google hanno impegnato cifre senza precedenti per costruire infrastrutture capaci di addestrare modelli sempre più pesanti, accogliendo persino l’idea di usare piccoli reattori nucleari per alimentarli. E noi ci siamo abituati all’idea che una cosa del genere sia normale, ordinaria, molto più che accettabile.

Tuttavia, la qualità del lavoro prodotto, spesso definita piatta e priva di contesto, solleva dubbi sulla capacità di queste tecnologie di sostituire realmente le competenze umane. In settori critici come quello legale o della sicurezza, l'uso di trascrizioni errate o di precedenti fittizi ha già mostrato i limiti di un'automazione priva di supervisione rigorosa.

Sicuramente sono molti gli scenari in cui l’AI si è rivelata uno strumento prezioso, un alleato che ci aiuta davvero a fare di più e meglio. Ma questi esempi positivi, finora, non bastano a bilanciare la situazione. 

Le conseguenze di un eventuale ridimensionamento del settore sarebbero pesanti per l'intero listino azionario. Le aziende tecnologiche rappresentano oggi oltre un terzo del valore dello S&P 500, una concentrazione che espone i risparmiatori a perdite sistemiche in caso di crollo delle valutazioni. In Europa, istituzioni come l'Office for Budget Responsibility stimano che una correzione globale del 35% potrebbe sottrarre punti percentuali significativi al PIL nazionale. La narrazione della bolla dell'intelligenza artificiale smette quindi di essere un'ipotesi teorica per diventare uno scenario di rischio concreto che le banche centrali osservano con attenzione.

Gli analisti evidenziano come i costi dei data center superino spesso i ricavi reali.

La strategia difensiva di Satya Nadella e la resistenza degli utenti

In questo scenario di incertezza, i vertici delle aziende leader hanno iniziato una campagna di normalizzazione. Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha espresso apertamente il desiderio che il termine slop venga abbandonato nel corso del 2026. Durante un intervento condiviso su LinkedIn, ha sostenuto la necessità di superare la disputa tra qualità e automazione, descrivendo l'intelligenza artificiale come un nuovo equilibrio della natura umana. 

Secondo Nadella quindi non dovremmo preoccuparci della scarsa qualità prodotta dall’AI, e forse nemmeno di altre questioni come la possibile crisi occupazionale, sopratutto per i giovani, le implicazioni etiche, l’offload cognitivo o il peggioramento in ambito fake news e informazione generale. Tutto questo sarebbe il “nuovo equilibrio”? 

Il tentativo di imporre questa visione si scontra con una resistenza diffusa da parte del pubblico. Milioni di persone continuano a preferire Windows 10 a Windows 11, nonostante la spesa massiccia per l'intelligenza artificiale che caratterizza l'ultima versione del sistema operativo. E in generale non sono molte le persone disposte a spendere un extra per poter usare l’AI, anche se quasi tutti noi siamo più che disposti a giocarci quando è gratis. 

Forse il limitato successo di Windows 11 e dei PC con AI è un fastidio per Microsoft, ma magari è anche il sintomo di come gli utenti non percepiscano i vantaggi promessi dalla "sofisticazione" algoritmica, vedendo invece nelle nuove funzionalità un'intrusione non necessaria. La strategia di Microsoft punta a forzare l'adozione di strumenti che alimentano il volume di dati circolanti, sperando di giustificare le spese in conto capitale.

Satya Nadella ha sostenuto la necessità di superare la disputa tra qualità e automazione.

Il mercato si trova dunque davanti a un bivio tra la necessità di distinguere modelli sostenibili dall'entusiasmo irrazionale. Se l'industria continuerà a produrre contenuti mediocri per sostenere le proprie quotazioni, il valore dell'informazione digitale subirà un degrado irreversibile. La riduzione del personale in favore di sostituti digitali ha già creato un "livello di slop" che rende difficile identificare ciò che è reale o verificato, aumentando i costi di filtraggio per le organizzazioni che necessitano di dati affidabili per operare correttamente nel mercato globale.

Il rischio principale risiede nell'illusione che la quantità possa compensare la perdita di profondità analitica. Quando i dirigenti aziendali chiedono di non usare parole critiche, stanno cercando di proteggere un asset finanziario piuttosto che promuovere un progresso tecnico reale. La saturazione del web con materiale sintetico non è un'evoluzione, ma un'esternalità negativa prodotta da un modello di crescita che privilegia i volumi rispetto all'utilità. Se questa tendenza non verrà corretta, la svalutazione dei contenuti digitali trascinerà con sé le aziende che hanno scommesso tutto sulla loro produzione automatizzata.

L'ostinazione con cui si persegue l'automazione totale, nonostante le evidenti lacune qualitative, suggerisce una disconnessione pericolosa tra la Silicon Valley e le necessità dell'economia reale. Non si può costruire un'economia solida basata sulla generazione di rumore, specialmente quando tale rumore richiede risorse energetiche e finanziarie gargantuesche. La vera innovazione dovrebbe mirare alla risoluzione di problemi complessi, non alla creazione di una sovrastruttura di contenuti ridondanti che servono solo a gonfiare le metriche di utilizzo e a rassicurare azionisti sempre più scettici.

Ma sì, certo, potremmo anche smettere di usare “AI Slop” e altre parole simili. Potremmo del tutto dimenticarci di come l’AI abbia innescato e stia alimentano il fenomeno dell’epistemia, o di come ci abbia portati in una crisi che mette in dubbio la stessa natura della nostra società. Potremmo far finta di nulla su tutte queste cose per far contento Nadella, e per illuderci che le cose stiano andando alla perfezione. 

Eppure nel mondo dell’AI esiste un concetto chiaro e semplice: garbage in, garbage out. Se alimenti un sistema con delle schifezze, otterrai schifezze. E allora, forse, dovremmo fare proprio il contrario: vedere le schifezze, indicarle con il dito e fare in modo che siano rimosse. Solo così, forse, domani avremo sistemi migliori.  

Contenuto esclusivo

Inserisci la tua email per sbloccare l'intero articolo.

Rispettiamo la tua privacy. Non condivideremo mai la tua email con terze parti.

Le notizie più lette

#1
RTX 5070 Ti al capolinea, pesa la strategia di NVIDIA

Hardware

RTX 5070 Ti al capolinea, pesa la strategia di NVIDIA

#2
Se l'IA è una bolla, questo è quello che rischiamo davvero
7

Hardware

Se l'IA è una bolla, questo è quello che rischiamo davvero

#3
RAM DDR5, prezzi quadruplicati da settembre
2

Hardware

RAM DDR5, prezzi quadruplicati da settembre

#4
Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa
4

Business

Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa

#5
TV Micro LED RGB: cambia tutto o non cambia niente?
8

Hardware

TV Micro LED RGB: cambia tutto o non cambia niente?

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Ti potrebbe interessare anche

Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa

Business

Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa

Di Valerio Porcu
Fare impresa vuole dire comunicare, ecco come farlo al meglio

Sponsorizzato

Fare impresa vuole dire comunicare, ecco come farlo al meglio

Di Valerio Porcu
L'intelligenza artificiale ridisegna le risorse umane: i dati sulla diffusione in Italia

Business

L'intelligenza artificiale ridisegna le risorse umane: i dati sulla diffusione in Italia

Di Valerio Porcu
La disinformazione sulla sicurezza quantistica favorisce i criminali informatici

Business

La disinformazione sulla sicurezza quantistica favorisce i criminali informatici

Di Yaroslav Rosomakho
Amazon si assicura rame estratto negli USA per l’AI

Business

Amazon si assicura rame estratto negli USA per l’AI

Di Antonello Buzzi
Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.