Il mondo degli agenti AI personali sta vivendo una fase di riassestamento cruciale, con uno dei progetti open-source più discussi degli ultimi mesi che cambia radicalmente strategia. Peter Steinberger, lo sviluppatore dietro OpenClaw (precedentemente noto come Moltbot), ha annunciato il suo ingresso in OpenAI, dove si occuperà dello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale personali di nuova generazione. La mossa rappresenta un punto di svolta per un progetto nato come iniziativa laterale e rapidamente esploso nella scena tech globale, ma anche afflitto da controversie legate a sicurezza e proprietà intellettuale.
OpenClaw si distingue dagli assistenti conversazionali tradizionali per la sua capacità di eseguire azioni concrete sul sistema operativo dell'utente, con accesso profondo a livello di sistema e integrazione con servizi di terze parti come Google Drive e WhatsApp. Questa architettura orientata all'automazione rappresenta un'evoluzione significativa rispetto ai chatbot puramente testuali, avvicinandosi al concetto di agente autonomo in grado di portare a termine task complessi senza supervisione continua.
Il percorso del progetto, tuttavia, è stato tutt'altro che lineare. Dopo la diffusione virale, Steinberger si è trovato costretto a modificare più volte la denominazione del software: da "Clawdbot" a "Moltbot" fino all'attuale "OpenClaw", a causa di una disputa sui marchi con Anthropic, l'azienda dietro Claude. La confusione generata dai ripetuti rebrand ha aperto la strada a truffe organizzate, con account social e repository di codice compromessi per promuovere criptovalute fraudolente apparentemente associate al progetto.
Le criticità più gravi riguardano però la sicurezza operativa. Ricercatori di cybersecurity hanno individuato migliaia di dashboard di controllo di Moltbot esposte pubblicamente su Internet, molte delle quali prive di autenticazione di base. Alcuni di questi sistemi conservavano informazioni sensibili come chiavi API e credenziali di accesso ai server in formato non cifrato, creando un vettore di attacco potenzialmente devastante per il controllo remoto delle macchine degli utenti.
Nonostante la crescita esponenziale della base utenti, Steinberger ha dichiarato di non avere l'obiettivo di trasformare OpenClaw in una grande azienda. La sua visione punta invece verso la creazione di un agente AI utilizzabile in modo sicuro e accessibile da chiunque, preferendo la transizione del progetto verso una fondazione indipendente che ne garantisca la natura open-source. OpenAI ha confermato il proprio supporto continuativo all'iniziativa, pur non acquisendone il controllo diretto.
L'amministratore delegato di OpenAI Sam Altman ha commentato l'arrivo di Steinberger sottolineando come il suo contributo sarà determinante per plasmare la prossima generazione di agenti personali, lasciando intendere che i sistemi multi-agente diventeranno presto un elemento centrale nell'ecosistema di prodotti dell'azienda di San Francisco. Questa dichiarazione si inserisce in una tendenza più ampia del settore, con tutti i principali player che stanno investendo massicciamente in architetture dove più agenti AI collaborano per risolvere problemi complessi.
La separazione tra sviluppatore e progetto originale solleva interrogativi sul futuro di OpenClaw come iniziativa comunitaria. Il passaggio a una struttura di fondazione potrebbe garantire trasparenza e governance distribuita, ma la perdita del fondatore principale rappresenta sempre un rischio per progetti open-source ancora in fase di consolidamento. Resta da vedere se la comunità di sviluppatori riuscirà a mantenere il ritmo di innovazione che ha caratterizzato i primi mesi di vita del software.
Sul fronte della sicurezza, il caso OpenClaw evidenzia i rischi intrinseci degli agenti AI con permessi estesi sul sistema. La convergenza tra accesso profondo alle risorse locali e connettività cloud crea superfici di attacco completamente nuove, per le quali le best practice tradizionali di cybersecurity potrebbero rivelarsi insufficienti. L'industria dovrà sviluppare framework di sicurezza specifici per questa categoria di applicazioni, bilanciando funzionalità avanzate e protezione degli utenti.
L'ingresso di Steinberger in OpenAI potrebbe accelerare lo sviluppo di GPT-5 o di successori orientati specificamente all'automazione di task, potenzialmente integrando alcune delle intuizioni architetturali maturate con OpenClaw. La competizione nel segmento degli agenti autonomi si sta intensificando rapidamente, con Anthropic, Google DeepMind e startup specializzate come Adept che stanno tutti puntando su paradigmi simili.