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Report Cisco: i consumatori italiani conoscono le leggi sulla privacy

Secondo il Consumer Privacy Survey 2024, gli italiani sono a conoscenza delle leggi sulla privacy e si sentono più sicuri quando sanno che i loro dati sono protetti in modo adeguato.

Avatar di Marina Londei

a cura di Marina Londei

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 03/12/2024 alle 09:00
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Secondo il Consumer Privacy Survey 2024, studio annuale di Cisco sui comportamenti dei consumatori in relazione alla privacy dei dati, gli italiani sono a conoscenza delle leggi sulla privacy e si sentono più sicuri quando sanno che i loro dati sono protetti in modo adeguato. 

Foto di geralt da Pixabay
matrice binario sicurezza privato - Image

Nel dettaglio, il 69% degli intervistati dice di conoscere le normative sulla privacy. Sono soprattutto i giovani a essere i più attenti al problema, molti dei quali si definiscono "Privacy Active", ovvero attenti a seguire delle pratiche che garantiscano la protezione dei dati personali. 

Dallo studio emerge un altro dato importante: per la prima volta dal 2019, primo anno del report, il 53% dei consumatori a livello globale ha affermato di essere a conoscenza delle leggi sulla privacy del proprio Paese. In Italia questa percentuale sale addirittura al 69%, con l'89% di essi che afferma di sentirsi più protetto riguardo ai propri dati rispetto a coloro che non conoscono le leggi in questione.

"La nostra indagine sottolinea l'importanza della consapevolezza della privacy per costruire la fiducia dei consumatori nei confronti dei brand e delle tecnologie di IA" ha dichiarato Harvey Jang, Cisco Vice President and Chief Privacy Officer. "Quasi il 60% dei consumatori consapevoli delle leggi sulla privacy si sente a proprio agio nell'utilizzare l'IA. Ampliare la consapevolezza e informare i consumatori sui loro diritti in materia di privacy li aiuterà a prendere decisioni informate e a sviluppare una maggiore fiducia nelle tecnologie emergenti".

A proposito di IA, la survey ha evidenziato anche che in Italia la fiducia nella tecnologia è abbastanza diffusa: il 68% dei consumatori ritiene che l'IA possa migliorare la vita di tutti i giorni. Nonostante gli utenti riconoscano il valore della tecnologia come supporto alla creazione di contenuti, essi esprimono anche preoccupazione riguardo la sicurezza, il potenziale abuso e i rischi sociali legati.

"L'influenza crescente dell'IA nella nostra vita quotidiana richiama l'attenzione sulla necessità di un uso responsabile e sicuro di questa tecnologia" ha dichiarato Dev Stahlkopf, Cisco’s Chief Legal Officer and Executive Vice President. "Il 78% dei consumatori intervistati ritiene che sia responsabilità delle aziende utilizzare l'IA in modo etico, evidenziando così l'importanza fondamentale della relazione tra IA responsabile e fiducia dei consumatori".

Gli utenti italiani ammettono di inserire informazioni personali o riservate, come dati finanziari (29%), sanitari (39%) e lavorativi (45%), negli strumenti di IA generativa, anche se l'84% degli intervistati a livello globale si dice preoccupato che queste informazioni possano diventare di dominio pubblico.

privacy

I giovani sono i più attenti alla privacy

Ormai i consumatori sono piuttosto ferrati sui temi di privacy e protezione dati, tanto che oltre il 75% di essi (a livello globale) dichiara che non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non si fida.

Questo si traduce in azioni concrete, soprattutto tra i più giovani: per proteggere i propri dati, il 49% dei consumatori tra i 25 e i 34 anni ha cambiato azienda o fornitore a causa delle politiche sui dati o delle pratiche di condivisione dei dati, rispetto invece al 18% tra quelli con più di 75 anni.

Il report evidenzia inoltre che i giovani consumatori sono i più consapevoli dei propri diritti sulla privacy (64% contro il 33% di quelli sopra i 65 anni). È stato registrato poi un significativo aumento (36% contro il 28% dell’anno scorso) di coloro che esercitano il diritto di accesso, correzione, cancellazione o trasferimento dei propri dati personali tramite le richieste di accesso ai dati (DSAR), con i più giovani che guidano questa tendenza ( il 46% di essi compie queste azioni, contro solo il 16% di quelli con più di 65 anni).

In generale, i consumatori italiani  utilizzano sempre di più strumenti di sicurezza per proteggere i propri dati: il 71% ha esaminato o aggiornato le proprie impostazioni sulla privacy in app o piattaforme. Il 73% afferma invece di utilizzare l'autenticazione a più fattori, mentre il 69% usa password manager per proteggere e tenere traccia delle proprie credenziali.

A livello globale sta aumentando la percentuale di consumatori che si dice favorevole alla protezione della privacy: il 77% degli intervistati supporta l'adozione di normative uniformi tra paesi e regioni per garantire standard minimi di protezione dei dati.

"I dati sono una risorsa che tutti noi dobbiamo proteggere attivamente" ha dichiarato Anthony Grieco, Cisco Senior Vice President and Chief Security and Trust Officer. “"Dall'uso dell'autenticazione a più fattori alla garanzia che gli utenti sappiano in modo chiaro e semplice chi può accedere alle informazioni quando vengono condivise, siamo incoraggiati dalle azioni intraprese dai rispondenti per proteggere le proprie informazioni personali".

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