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ServiceNow, solo il 21% delle aziende è "Agile"

Una ricerca IDC, commissionata da ServiceNow, mostra la correlazione diretta tra l’agilità dell’organizzazione e ottime performance nella fidelizzazione dei clienti

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 29/01/2021 alle 16:05
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ServiceNow e IDC hanno intervistato 873 dirigenti con l’obiettivo di scoprire i livelli di agilità delle aziende e i processi in atto per supportare il viaggio verso l'agilità. Cinque i mercati coinvolti: Financial Service, Government, Healthcare, Manufacturing, Telco&Media. Dieci i Paesi: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Spagna, Svezia e UK.

Il 90% dei CEO europei afferma che l’agilità è un punto fondamentale per poter indirizzare la crescita e le performance del business, ma molti sovrastimano le proprie capacità.

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IDC ha così sviluppato un modello che prende in considerazione cinque tipologie di agilità organizzativa (di leadership, strutturale, di processo, relativa al portfolio e alla tecnologia) e che calcola il momento in cui si trovano le aziende, suddividendole in quattro livelli: aziende agili, aziende sincronizzate, aziende in movimento, aziende disconnesse e aziende statiche.

Nonostante le aziende europee affermino di essere veramente o estremamente agili, lo studio di ServiceNow mostra come la maggioranza delle organizzazioni sia solo all’inizio del proprio viaggio verso l’agilità. Lo studio ha svelato infatti che solo il 21% delle organizzazioni si trova nei primi due livelli di agilità: “sincronizzata” e “agile”. Il 45% delle organizzazioni si trova nella categoria “in movimento”, mentre il 34% è ferma ai livelli “statica” o “disconnessa”.

“Poche organizzazioni hanno abbracciato pienamente l'agilità e l'urgenza di diventare più agili è ora chiara più che mai. Non si tratta solo di sopravvivere, si tratta di avere successo e per farlo le aziende devono accelerare il cambiamento. È importante sapere dove ci si trova per poter costruire una bussola verso l'agilità” - ha affermato Phil Carter, IDC Chief Analyst Europe.

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Le aziende che sono riconosciute come agili o sincronizzate usufruiscono di benefici chiari. Il 65% dei business leader ha affermato infatti che le proprie organizzazioni si stanno riprendendo o stanno tornando a crescere, rispetto al 30% delle aziende che si trovano negli altri livelli.

“L'agilità è stata a lungo riconosciuta come motore del successo aziendale e consente alle aziende di organizzarsi in un modo che privilegia l'efficienza e l'adattabilità. La ricerca ha identificato un chiaro legame tra agilità e risultati aziendali tangibili e questo è vitale per tutte le aziende. Dall'esperienza cliente al time to market, possiamo dimostrare una vera correlazione tra agilità avanzata e le migliori prestazioni aziendali” - sono le parole di Filippo Giannelli, Responsabile ServiceNow Italia.

Tuttavia, i vantaggi in termini di budget e ricavi sono solo una faccia della medaglia, poiché le aziende agili stanno ottenendo risultati anche in altre aree. Oltre la metà (53%) delle aziende agili ha ottenuto infatti risultati eccellenti in termini di customer experience, rispetto a meno di un quinto (16%) delle organizzazioni in generale.

Questo successo è guidato da modelli operativi flessibili, che consentono alle aziende di orientarsi rapidamente nei confronti delle preferenze dei clienti e integrare continuamente il loro feedback, aumentando la soddisfazione e la fidelizzazione complessiva del cliente.

Un livello alto di customer experience è possibile anche grazie a una forza lavoro soddisfatta e qualificata. La ricerca mostra che le aziende agili sono superiori del 10% rispetto alla media per quanto riguarda l'attrazione e la fidelizzazione dei talenti.

Poco meno della metà (47%) delle organizzazioni agili si considera la migliore in termini di time-to-market rispetto a una media del 13% delle aziende europee. E oltre un terzo (36%) delle aziende agili ha riportato un'eccellente performance per quanto riguarda le quote di mercato, rispetto alla media europea del 15%.

"L'agilità non deve essere il punto di arrivo, ma un percorso” - prosegue segue Filippo Giannelli. “La maggior parte delle aziende europee non è né troppo indietro né troppo avanti, ma si trova nella parte centrale del percorso, e non ha ancora realizzato il proprio potenziale a pieno".

"Solo un'azienda europea su cinque si trova attualmente in una fase avanzata del proprio viaggio l’agilità, c'è quindi un'enorme opportunità per promuovere l'agilità in ogni aspetto della propria organizzazione. Attraverso la collaborazione con esperti che possono mostrare come sfruttare il potenziale e costruire infrastrutture di agilità sostenibile, le aziende possono essere pronte, resilienti e adattabili di fronte a qualsiasi sfida futura, oltre ad avere la capacità di riprendersi e tornare alla crescita con fiducia”.

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