Il mercato giapponese dei PC sta attraversando una crisi di disponibilità senza precedenti, tanto da spingere uno dei principali rivenditori di elettronica di Akihabara a lanciare un appello disperato ai propri clienti. Sofmap Gaming, storica catena con sede nel celebre quartiere tecnologico di Tokyo, ha pubblicato sui social un messaggio che suona come una vera e propria supplica: vendete i vostri vecchi PC gaming, qualsiasi modello, a qualsiasi condizione. L'immagine allegata al post mostra scaffali quasi completamente vuoti, una scena inedita per un negocio che si sviluppa su tre piani dedicati all'hardware.
La carenza non riguarda solo le configurazioni di fascia alta o le ultime generazioni di componenti. Sofmap ha chiarito di essere interessata a desktop gaming, notebook e persino sistemi non specificamente dedicati al gaming. "Acquistiamo praticamente qualsiasi PC", recita il messaggio, sottolineando che i prezzi di ritiro sono particolarmente generosi. Una dichiarazione che testimonia quanto sia drammatica la situazione dell'offerta nel mercato retail giapponese.
La crisi affonda le radici nella carenza globale di memoria, esplosa negli ultimi mesi con una velocità e un'intensità che hanno colto di sorpresa l'intero settore. La domanda insaziabile proveniente dai data center per l'intelligenza artificiale, finanziati da investimenti miliardari, ha causato uno shock improvviso nei prezzi della RAM per PC. I tre principali produttori mondiali di memoria devono bilanciare le forniture tra il mercato consumer e quello enterprise, ma le priorità sembrano chiare quando i margini offerti dall'AI sono nettamente superiori.
L'impatto sulle DDR5 è stato devastante. Un kit Corsair Vengeance RGB DDR5-5200 da 16GB (2x8GB), quando disponibile, viene ora venduto a 235 dollari su Amazon.com, contro i 66 dollari di ottobre scorso. Un incremento di oltre 3,5 volte in pochi mesi che ha reso proibitivo l'assemblaggio di nuove configurazioni per molti appassionati e professionisti.
Inizialmente si pensava che le DDR4 potessero rappresentare un rifugio sicuro, grazie alle scorte di magazzino esistenti e ai moduli già in possesso degli utenti. Questa percezione ha influenzato anche i produttori di componenti, che hanno aumentato la produzione di schede madri compatibili con DDR4 e hanno fatto trapelare indiscrezioni su nuovi processori per piattaforme di vecchia generazione.
Il mercato dei PC preassemblati è stato il primo a risentirne dopo quello delle memorie. Ora circolano voci insistenti su limitazioni nelle forniture di schede grafiche con dotazioni generose di VRAM, con possibili aumenti di prezzo per i restock e ritardi nelle GPU di prossima generazione. La situazione ad Akihabara conferma che persino l'usato sta diventando una risorsa scarsa, con consumatori disposti a ripiegare su configurazioni di generazioni precedenti pur di assemblare o aggiornare i propri sistemi.
Non tutti i PC usati, ovviamente, trovano mercato presso rivenditori come Sofmap. Le catene specializzate in sistemi per utenti non entusiasti tendono a limitare gli acquisti a piattaforme DDR4 con specifiche superiori ai requisiti minimi di Windows 11, quindi processori Intel di ottava generazione o successivi e AMD Ryzen 2000 in poi. Esiste tuttavia un mercato parallelo per i computer davvero vintage, che da tempo registra prezzi crescenti tra collezionisti e appassionati di retrocomputing.
La situazione giapponese rappresenta un indicatore particolarmente significativo per il mercato globale. Akihabara è da decenni il termometro dell'industria tecnologica asiatica, e catene come Hard-Off hanno sempre offerto scorte abbondanti di hardware usato di ogni era. Se anche questi canali iniziano a prosciugarsi, le prospettive per i prossimi mesi appaiono preoccupanti, con possibili ripercussioni sui prezzi anche in Europa e Nord America, dove la disponibilità di componenti sta già mostrando segnali di sofferenza.