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Animosity: la rivoluzione bestiale degli animali senzienti

Cosa accadrebbe se gli animali di tutto il mondo acquisissero, un giorno, una piena coscienza razionale, arrivando addirittura a parlare, utilizzare utensili (e armi) e organizzarsi in vere e proprie società? Probabilmente sono molti quelli che si sono posti questa domanda almeno una volta nella vita e la risposta – spiacevole, per quanto vicina a tutte le proiezioni possibili che si potrebbero fare nella realtà – ce la dà a suo modo Animosity, la serie a fumetti di Marguerite Bennett e Rafael De Latorre.

Animosity

Una panoramica su un mondo in rovina, poiché le creature che popolano la Terra non sono di certo amichevoli o protagoniste di simpatiche gag come nei film di animali parlanti ma, dotate infine di consapevolezza, hanno deciso di ribellarsi alla secolare tirannia umana che le ha viste sempre come beni da sfruttare, esseri inferiori da poter umiliare e addomesticare, pezzi di carne per nutrire le masse. Animosity è tuttavia anche il viaggio di una bambina e del suo amato cane, attraverso un’America devastata, alla ricerca di una famiglia, di una speranza e di un domani migliore per tutti, animali ed umani.

Ostilità animale

Già il titolo della serie è un’esplicita dichiarazione di ciò che è contenuto tra le pagine di questo fumetto. I veri protagonisti di Animosity – traducibile letteralmente con “animosità”, “ostilità” – possono essere considerati infatti la rabbia e il dolore. In questo caso, delle creature animali.

Animosity

La serie a fumetti pubblicata da AfterShock nel 2016 negli Stati Uniti e giunta in Italia nel 2019 grazie a SaldaPress, porta la firma di Marguerite Bennett, mentre i disegni sono ad opera di Rafael De Latorre. Troviamo la prima in diversi progetti DC Comics, Marvel, Boom! Studios e Dynamite, con Animosity, Animosity: Evolution e Insexts all’attivo per AfterShock; mentre il secondo è autore di Fade Out: Painless Suicide, oltre che delle serie Lost Kids: Seeing Samarkand e 321: Fast Comics. Ad accompagnare i due nel viaggio di Animosity, Rob Schwager ai colori e Marshall Dillon per il lettering originale, sebbene nel quarto volume della serie troviamo due giovani promesse alla realizzazione dei disegni degli episodi 16, 17 e 18: Ornella Savarese e Elton Thomasi.

Ad oggi abbiamo la pubblicazione in Italia di quattro volumi, con un quinto in arrivo a breve: i fumetti pubblicati finora da SaldaPress si intitolano Il Risveglio, Il Drago, Lo Sciame e La Città Fortezza. E hanno tutti un unico filo conduttore: il sovvertimento delle leggi della natura, con l’improvvisa acquisizione di una razionalità da parte di ogni animale sulla Terra, in grado adesso di ribellarsi all’uomo. Non si tratta, però, di semplici fumetti animalisti ed ecologisti che tentano di mostrare attraverso la violenza della verità le crudeltà cui gli animali sono regolarmente sottoposti. In Animosity l’ostilità delle creature risvegliatesi di punto in bianco non è rivolta semplicemente verso l’uomo, ma contro le contraddizioni e le ingiustizie di un mondo in cui, ad esempio, l’eccessivo consumo di carne porta alla macellazione incontrollata delle bestie negli allevamenti intensivi, ma d’altro canto l’acquisto a basso costo di frutta e verdura conduce allo sfruttamento e al costante impoverimento dei contadini.

Chi dice, allora, che il mondo non fosse in rovina già da parecchio tempo, prima ancora del Risveglio?

Jesse e Sandor

In mezzo alla violenza, all’odio e al rifiuto dello status quo che ha retto il mondo per secoli, vi sono loro, Jesse Hernandez, una ragazzina di undici anni, e Sandor, il suo bloodhound di cinque anni che prende il nome da Sandor Clegane, mossi da un affetto che valica i confini della specie.

Animosity

Animosity prende le mosse dall’improvviso risveglio degli animali, che da un istante all’altro sono divenuti in grado di parlare e pensare proprio come gli umani, in una presa di coscienza ed un’acquisizione della razionalità che giungono inattese, ma di cui gli animali sanno esattamente cosa fare. Ha quindi inizio la violenta rivolta delle bestie, sebbene molte di esse siano tese alla protezione degli esseri umani con cui vivono. Sandor ne è un esempio: un cane di grossa taglia dall’aspettativa di vita molto breve il cui unico scopo nella vita è tuttavia quello di affiancare e proteggere la sua piccola Jesse, anche se il tempo a sua disposizione con la bambina è ormai esiguo.

Animosity

Essi sono i protagonisti di Animosity, costretti a fuggire da New York dopo l’inspiegabile Risveglio, per permettere a Jesse di trovare il suo fratellastro a San Francisco, Adam, unico membro della sua famiglia rimasto. Il loro, è un viaggio che li conduce quindi da una parte all’altra degli Stati Uniti e li mette sulla stessa strada degli altri personaggi che rappresentano il cast “corale” del fumetto: Bethesda, Pallas, Zarzamora, Chirrut, Arandano, Potter, Kyle (l’unico altro umano del gruppo), creature che cercano solo un loro posto in un mondo allo sbaraglio, mentre aiutano i due a raggiungere San Francisco.

Così, tra animali affamati che attaccano altri animali con l’aiuto di umani alleati, lotte per la sopravvivenza, uomini che si appropriano delle risorse offerte dalle bestie per produrre cibo ed una città fortezza che nasconde terribili segreti dietro mura protettive che la rendono uno degli ultimi baluardi degli uomini sulla Terra, l’affetto tra Jesse e Sandor sembra essere l’unica certezza in un contesto catastrofico.

Animosity

Bennett e De Latorre rappresentano una distopia in cui la fine del mondo sta per approssimarsi non a causa di una guerra nucleare o un’epidemia zombie, come nelle più classiche delle storie che raccontano di un’apocalisse, ma perché le creature della natura hanno acquisito infine le capacità per riappropriarsi di un pianeta soggiogato dal dominio dell’uomo. In mezzo a questa guerra tra uomini e bestie, camminano i due protagonisti, in una sorta di rapporto padre-figlia dove Sandor, pur essendo un cane, possiede verso la bambina l’istinto genitoriale alla protezione ed un affetto che diventa devozione per l’umana che lo ha adottato da cucciolo dandogli tutto l’amore possibile; un ribaltamento del rapporto precedente al Risveglio, in cui era Jesse invece a fare da “madre” a quel piccolo bloodhound bisognoso di cure e attenzioni.

Animosity

E spesso è proprio Jesse la chiave di volta nella risoluzione dei diversi conflitti cui il gruppo di personaggi in Animosity deve far fronte, proprio per la sua particolare sensibilità verso gli animali: già nel momento in cui condivide il suo cibo con essi, questi comprendono che non si tratta di un’umana come tutti gli altri e, con il suo animo buono teso verso la protezione di queste creature, diviene una vera e propria eroina che si fa carico delle ingiustizie cui esse sono sottoposte, che queste siano perpetrate dagli uomini o da altri animali. Sandor, dal suo canto, è presentato talvolta come un personaggio ambiguo, un cane burbero e aggressivo che nasconde uno spaventoso segreto, benché il suo amore per Jesse e la sua volontà di proteggerla ad ogni costo siano innegabili: per lui, di certo i nodi verranno al pettine con il prossimo volume in uscita.

Animosity: di chi è il mondo?

De Latorre è riuscito, con le sue illustrazioni, nell’arduo compito di rappresentare numerosi animali, tutti diversi e ciascuno con delle peculiarità caratteristiche (chi indossa delle giubbe e chi utilizza armi e granate, ad esempio), senza cadere nella trappola del disegno “cartoon” quando si è trattato di tratteggiare le espressioni facciali o pose particolari. Le sue raffigurazioni si combinano in maniera ottimale al tono dato da Marguerite Bennett ad Animosity nel raccontare la lotta tre le creature, l’ostilità, le contraddizioni del mondo, talvolta con la dolcezza che contraddistingue l’affetto tra Jesse e Sandor, o con la durezza atta a rappresentare gli scontri in cui non mancano il sangue e la violenza.

Animosity

Animosity, tuttavia, non si concentra solo sulla conflittualità tra animali e uomini o su come questi ultimi abbiano portato il pianeta sull’orlo del collasso a causa del consumo, dello sfruttamento, della crudeltà in generale; la serie a fumetti di Bennett e De Latorre verte anche su alcune questioni fondamentali, cui adesso sono proprio le bestie ad interrogarsi: gli animali possiedono un’anima e questa era presente in loro anche prima del Risveglio? Da dove derivano queste loro nuove capacità razionali? È forse la volontà di Dio, che ha deciso di ridare il controllo alle creature che per prime hanno popolato il pianeta? O è l’uomo, la creatura più evoluta del mondo che si è adattata e ha piegato la natura al suo volere, a dover detenere il dominio?

Animosity

Giusto e sbagliato, guerra e pace, sangue e convivenza: in Animosity vengono presentate le antinomie del mondo, i contrasti tra due estremi cui non è semplice fornire una risposta netta e che portano, al contrario, al sorgere di nuovi quesiti morali. Probabilmente, però, questo stesso fumetto rappresenta una risposta alla domanda che ci ponevamo all’inizio, e cioè: cosa accadrebbe se gli animali possedessero capacità razionali? Di certo, farebbero ciò che è in loro diritto, che questo sia giusto o sbagliato: porterebbero la guerra sugli uomini.

Il primo volume della serie edita in Italia da SaldaPress: trovate Animosity 1 a questo link.