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Flames of War, Panzer e fanteria schierati per il torneo di Milano

Decine di persone assiepate attorno ad enormi tavoli da gioco che riproducono scenari di battaglia con dettagli estremamente realistici? Adulti e ragazzi intenti a pianificare le mosse dei propri eserciti in modo da risultare i vincitori del combattimento in corso?

I War Game “classici” o “giochi con i soldatini” non si sono mai estinti ed in questi anni è tornato in auge il ritrovarsi fra amici per una bella sfida a colpi d’artiglieria pesante e mortaio!

La passione delle sfide militari e strategiche non è mai venuta meno nel popolo dei giocatori. I videogiochi strategici su computer sono un genere che va fortissimo ad esempio su PC: titoli come Total War o Panzer Corps vendono centinaia di migliaia di copie e hanno altrettanti fan sparsi per tutto il mondo. Dei “generali da poltrona” che si mettono alla guida di eserciti e combattono battaglie simulate, che seguono regole e schieramenti storici.

Battaglie campali gestite “a tavolino”

Ma non ci sono solo i wargame per computer: esistono anche quelli “tabletop” che hanno molto in comune con i classici giochi di società. Si giocano su tavoli abbastanza grandi (circa due metri per uno e mezzo), con elementi scenici che rappresentano colline, boschi, città e via dicendo. I giocatori preparano i loro eserciti fatti di miniature, li colorano seguendo precisi riferimenti storici, e poi si incontrano per “giocare alla guerra”.

Uno dei regolamenti storici più giocato al mondo è quello di Flames of War  ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli eserciti impiegati nelle sfide sono quelli dell’Asse (italiani o tedeschi) e quelli degli Alleati (Britannici, Americani e Russi). I giocatori compongono il proprio esercito utilizzando delle army list molto accurate e pensate per bilanciare in maniera perfetta ogni schieramento in base alle unità selezionate. Mettere in gioco un carro armato o dieci unità di fanteria ha, ad esempio,  il medesimo costo e la composizione del proprio esercito selezionando le giuste unità è il primo livello di complessità e strategia proprio di questi giochi.

Oltre al gioco “for fun” esiste anche una dimensione competitiva che sfocia in tornei nazionali ed internazionali che vedono arrivare partecipanti da ogni regione d’Italia.

La scorsa domenica, il 27 gennaio si è svolto uno degli eventi con maggior partecipazione degli ultimi anni: 28 giocatori si sono ritrovati nel salone della UESM, un enorme ludoteca che si trova vicino a Viale Monza a Milano, per un torneo di Flames of War sponsorizzato da Slitherine, uno dei più importanti publisher di videogiochi di strategia,  Baueda , azienda tutta italiana produttrice di elementi scenici per wargame e giochi di ruolo e Your Command.

I giocatori per l’occasione sono intervenuti  da tutto il Nord Italia (c’era anche uno svizzero!) e si sono affrontati in una serie di tre battaglie, con gironi alla svizzera.

Ma come funziona una battaglia di Flames of War?

Innanzitutto, si gioca con soldatini e mezzi in 15 mm. Se avete presente i classici soldatini di plastica, come quelli della Airfix o della Atlantic, sono un po’ più piccoli di quelli utilizzati in questo caso.  Ogni giocatore sceglie quindi il suo esercito e si compra le miniature che richiedono una spesa che generalmente si attesta sui 150/200 euro. Una volta messa insieme “la truppa” è necessario dipingerla: attività questa che potrebbe spaventare i “non addetti ai lavori” ma che non è poi così complicata visto che le colorazioni degli eserciti della Seconda Guerra Mondiale sono abbastanza semplici da riprodurre dato che si parla di divise mimetiche che variano semplicemente dal giallo sabbia del deserto dell’Africa del Nord al verde-grigio del fronte Occidentale europeo.

Quando inizia la partita, i due giocatori selezionano una missione da portare a termine, elemento questo che dona molta varietà al gioco portandolo ad un livello di esperienza maggiore rispetto al classico “distruggi l’avversario”. Le varie missioni possono richiedere, ad esempio, di impossessarsi di un obiettivo ben preciso o difenderne uno dall’attacco nemico.

Composto l’esercito e stabilite le condizioni di vittoria i giocatori provvedono a schiere le truppe e ad attivarle muovendole a turni.

A fronte di movimenti ed azioni si passa a stabilire cosa succede sul campo di battaglia tenendo conto di tutti i possibili accadimenti propri di una battaglia dai tiri indiretti dell’artiglieria agli attacchi degli aerei, dai duelli tra carri armati agli assalti di fanteria che sono spesso determinanti per conquistare gli obiettivi.

L’esito di ogni combattimento – sia effettuato da un carro tedesco Tigre che spara contro un cingolato americano Sherman (come visto nel recente film Fury, con Brad Pitt), oppure da un caccia Hurricane inglese che mitraglia una postazione tedesca –  viene determinato da un “semplice” tiro di dadi a sei facce. Una partita di Flames of War dura circa due ore e mezzo: dopodiché si contano i punti fatti calcolati in base alle unità perse e agli obiettivi conquistati, operazione solitamente seguita da una bella birra o bibita bevuta assieme al proprio “avversario” unita alle classiche “lamentele” legate alla sfortuna che ha portato a perdere lo scontro o per i più virtuosi ai complimenti fatti al vincitore per la tattica utilizzata.

Onore ai vincitori

Al torneo di Milano ha vinto Livio Tonazzo di Trieste, uno dei migliori giocatori italiani di Flames of War, già vincitore del Campionato del Mondo. Secondo è arrivato Antonio Pietra di Pavia, e terzo Erik Gilio del club di Torino – sul sito del torneo è disponibile la classifica completa unita a tutte le liste di unità usate dai vari giocatori cosa molto utile nel caso questa tipologia di giochi vi appassioni e vogliate prendere ispirazione dai migliori.

Sempre durante l’evento di Milano era presente anche un premio per l’esercito meglio dipinto (lo ha vinto l’esercito sovietico di Luca Baroni, di Bergamo) oltre ad un premio speciale per il primo giocatore capace di distruggere il tank più potente e corazzato del periodo, il Ferdinand tedesco, tenzone che ha visto vincitore Stefano Regazzoni, arrivato a Milano per giocare al torneo fin dalla Svizzera.

Flames Of War vi incuriosisce come gioco e vorreste provare le vostre capacità strategiche e belliche? Esiste un set base contenente tutto il necessario per iniziare la vostra avventura in questo appassionante mondo!