Cinema e Serie TV

Frammenti dal passato – Reminiscence, la recensione

Hugh Jackman è sempre stato un attore tremendamente versatile, nonostante gran parte del pubblico lo ricordi soprattutto per la sua interpretazione del mutante artigliato Wolverine/Logan nell’ormai leggendaria serie di film dedicati agli X-Men pre-MCU. The Fountain, Prestige, Australia e Les Misérables sono solo alcune delle pellicole a cui ha preso parte la star di origini australiane, complice una bravura fuori dal comune e una capacità di interpretare i ruoli più disparati, lontani da quello del classico eroe tutto d’un pezzo. Non sorprende quindi che vedere Jackman protagonista di un progetto come Frammenti dal passato – Reminiscence, scritto e diretto da Lisa Joy (co-creatrice e produttrice esecutiva della serie HBO Westworld – Dove tutto è concesso) qui al debutto come regista di un film per il grande schermo, incuriosisca e non poco.

Frammenti dal passato - Reminiscence

Joy ha avuto quindi carta bianca sul progetto (basato su una sua sceneggiatura originale), facendo salire a bordo oltre a Jackman anche due attrici come Rebecca Ferguson e Thandie Newton (nel cast anche Nico Parker, Daniel Wu, Cliff Curtis, Brett Cullen e Mojean Aria). Purtroppo, però, come spesso accade in questi casi, il risultato finale non è purtroppo all’altezza della somma delle singole parti. Partiamo dalla trama: in un futuro non troppo lontano (siamo nel 2030) il riscaldamento climatico ha causato un tracollo per il pianeta, dilaniato da crisi climatiche e costringendo i sopravvissuti a vivere quasi esclusivamente di notte (le ore diurne sono infatti diventate invivibili a causa di un’insostenibile calura). Le ingiustizie di una società in cui poveri e i ricchi sono ormai due fazioni ben definite tratteggiando un mondo soffre la devastazione dalle conseguenze del surriscaldamento globale.

Reminiscence: il passato non dimentica

Anche il livello dei mari si è innalzato a livelli inimmaginabili, cosa questa che ha portato all’allagamento di città come Miami. Proprio nella città sudorientale della Florida troviamo Nick Bannister che, assieme alla sua collaboratrice Emily Watts, ha sviluppato un’avveniristica tecnologia che permette di rivivere le memorie di un essere umano, come fossero veri e propri viaggi nel tempo. Più nello specifico, Nick è in grado di scavare nel passato dei suoi clienti, aiutandoli così ad accedere ai ricordi più sepolti, visto che il macchinario permette di rivivere momenti importanti del passato di una persona, riuscendo a percepire sulla propria pelle anche i profumi e le sensazioni provate in quel determinato momento della loro vita, oltre alla possibilità inedita di risolvere questioni lasciate in sospeso.

Frammenti dal passato - Reminiscence

La situazione si complica quando alla porta di Nick si presenta una cliente di nome Mae (Ferguson), una cantante di night che chiede aiuto per una questione fin troppo semplice, ovvero lo smarrimento di un mazzo di chiavi. Le cose si complicano nel momento in cui la ragazza scompare presto senza lasciare alcuna traccia. Nick, innamorato in maniera quasi ossessiva di Mae, si metterà quindi subito sulle tracce della donna, grazie anche alla possibilità di indagare nelle pieghe del tempo e dei ricordi. Inutile dire che segreti nascosti, menzogne e una cospirazione più grande del previsto metteranno Bannister in serio pericolo.

Frammenti dal passato – Reminiscence si pone come un noir con elementi sci-fi, ambientato in un classico futuro distopico più o meno plausibile, cosa questa che sicuramente non suona come una novità per chiunque segua il genere a partire dall’inizio degli anni 2000. Il tocco della co-creatrice di Westworld, a suo agio nel trattare tematiche drammatiche più classiche e infarcendole di elementi fantascientifici, è evidente sin dal primo minuto, sebbene la pellicola impieghi un po’ a decollare. Il personaggio di Nick non è infatti il classico eroe tutto d’un pezzo, bensì un investigatore privato che deciderà di agire ai confini della legalità pur di ritrovare il suo amore perduto. Il carisma di Jackman e della Ferguson (che, curiosità, avevano già recitato assieme in The Greatest Showman,) rappresentano infatti la colonna portante in grado di sorreggere da sola il peso di un film che purtroppo inciampa sulle sue stesse ambizioni.

Questo perché se da un lato Frammenti dal passato – Reminiscence è un noir con venature thriller che si lascia guardare senza problemi (ma che fatica a rimanere impresso), dall’altro la trama principale risulta scritta e sviluppata senza troppa convinzione, pur omaggiando in certo qual modo il mito di Orfeo e Euridice. Per quanto quindi alcune idee siano sicuramente funzionali al contesto, l’inesperienza di Joy nel campo del cinema finisce per lasciarci alla mercé di una pellicola non al livello dei mostri sacri del genere, evocati spesso e volentieri in brevi omaggi e strizzatine d’occhio più o meno volontarie (incluso ovviamente Blade Runner, ma anche Chinatown). Anche per quanto riguarda le poche sequenze d’azione, alcune scazzottate e sparatorie piazzate strategicamente per spezzare una monotonia di fondo sembrano essere state realizzate per scimmiottare in maniera piuttosto pacchiana alcuni film action di inizio anni 2000.

I ricordi sono frammenti dal passato

Il film mette sul piatto anche una storia d’amore piuttosto stereotipata, nascosta da varie sottotrame a cui lo spettatore non darà troppo peso. La liaison tra Hugh e Rebecca è infatti l’unico motivo di interesse di una sceneggiatura scritta probabilmente senza un’idea concettuale chiara e forte. Anche a livello puramente registico Frammenti dal passato – Reminiscence mostra la volontà di rendere tutto fin troppo perfetto e “patinato”, cosa questa che rappresenta un colpo non indifferente all’atmosfera generale, che dovrebbe invece essere sporca, polverosa e cupa come da tradizione del genere noir/sci-fi. Lisa Joy ha optato per una resa scenografica fin troppo luminosa e vivida, dove ogni dettaglio (e volto) è sempre tratteggiato oltre il limite del buon senso.

Frammenti dal passato - Reminiscence

Anche l’accompagnamento musicale (inclusa ovviamente la colonna sonora del film, curata da Ramin Djawadi) propone brani spesso lontani dal contesto principale, cosa questa che tende ad allontanare ulteriormente lo spettatore dal coinvolgimento generale. Ciò è un gran peccato, visto e considerato che un cast tutto sommato poderoso si sforza oltre ogni limite per sorreggere un film tanto intrigante quanto annacquato. Considerando la bontà dell’idea di fondo, sarebbe stato sicuramente meglio se Lisa Joy avesse optato per una serie TV sulla falsariga del suo Westworld, riuscendo così a tratteggiare con più attenzione una storia d’amore infarcita di interessanti chicche tech noir, sostenuta da un cast stellare qui palesemente in difficoltà. Così facendo, Frammenti dal passato – Reminiscence risulta essere solo l’ennesimo thriller fantascientifico di cui non sentiremo sicuramente parlare negli anni a venire (anche a fronte dei tiepidi incassi al botteghino americano). Sempre che qualcuno non decida di indagare nei nostri ricordi più nascosti.