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Gundam compie 40 anni! Le origini del mito

Il mito di Gundam da 40 anni prosegue la sua strada fra film, fumetti, action figure, statue e cartoon. Ma in Italia quanto è sentito questo brand?

Quaranta anni di storia, successi ed una storyline che ha saputo, in tutte le sue trasformazioni, conquistare generazioni di appassionati. Fumetti, cartoon, gadget, modellini, videogame, statue giganti. Gundam ha saputo entrare praticamente in ogni media esistente e portare ovunque la sua “forza” iconica come pochi altri brand sono riusciti a fare nella storia.

Gundam

Parlare di Gundam a prima vista può non essere facile. Bisogna spiegare come mai a quarant’anni di distanza, questo universo sia ancora vivo e vegeto e ogni anno nuove produzioni si affacciano sul mercato. Ma soprattutto bisogna spiegare come mai anche in Italia, nonostante la scarsa distribuzione di materiale, un nutrito gruppo di appassionati abbia continuato a coltivare questo mito.

Forse, è il caso d’iniziare dalle origini…

E il mondo dell’animazione robotica non fu più lo stesso

È già trascorso mezzo secolo da quando, a causa della sovrappopolazione, parte dell’umanità fu costretta a trasferirsi su gigantesche isole spaziali che ruotano, come tanti satelliti, intorno alla Terra.
Queste isole sono diventate ormai la seconda patria per queste popolazioni che vivono, lavorano, muoiono…

Anno 79 dell’era spaziale: Side 3, il gruppo d’isole spaziali più lontano dalla Terra, si è autonominato Principato di Zeon. Ha dichiarato la propria indipendenza e tentato con la forza di sottomettere tutte le altre isole spaziali.
Una guerra spaventosa è quindi scoppiata tra la Confederazione delle Isole Spaziali ed il Principato di Zeon. 
I combattimenti, nel solo primo mese di guerra, hanno causato la morte di oltre 10 milioni di uomini…
e sono già otto mesi che la guerra si trascina senza né vincitori né vinti .

Era il 1980 quando alcune emittenti locali trasmisero il “cartone animato” Gundam.

Nel prologo il narratore diceva qualcosa a proposito della sovrappopolazione sulla Terra e del trasferimento di parte della popolazione su gigantesche isole spaziali orbitanti attorno al pianeta. Nel frattempo scorrevano sullo schermo le immagini di queste “gigantesche isole spaziali” e per gli spettatori, quasi tutti piccoli appassionati di scienza, la sorpresa fu enorme! Questi elementi fantastici erano identici ai progetti fatti anni addietro della Nasa proprio per le colonie orbitanti…

Sin dalle prime immagini si è, quindi, catapultati in una realtà distante anni luce da quella dei “compagni” d’avventura di Gundam, ovvero gli storici Goldrake e Mazinga, altri due brand iconici dell’epoca dei cartoon trasmessi dalle reti nazionali.

Per la prima volta lo spettatore è portato nello spazio, uno spazio “credibile”, conforme a quello che la scienza aveva sino a quel momento fatto conoscere. Non ci sono alieni. Ci sono solo gli umani, divisi in fazioni, nazioni o alleanze, che si dedicano a una delle cose che sanno fare meglio: la guerra!

Non ci sono “mostri meccanici”, ma veicoli prodotti in serie, con razzi, telecamere, serbatoi di carburante. I piloti indossano tute e caschi, né più né meno come i piloti dell’aereonautica militare a bordo dei propri caccia. Insomma, in quei due o tre minuti di prologo c’erano già tutti gli elementi che hanno distinto Gundam da qualsiasi altra serie robotica mai prodotta fino a quel momento.

Una storia di carne e ferro

La serie racconta gli ultimi quattro mesi di quella che passerà alla storia come la Guerra di Un Anno, vale a dire dal momento in cui la Federazione schiera in campo il Gundam. Grande attenzione è posta anche al realismo della vita in tempo di guerra. Drammi, amori, orrori, vendetta, sacrificio, amicizia. È una storia “vera”, come quelle accadute a tante persone in tempo di guerra…

I veri protagonisti dell’anime non sono dunque i robottoni, ma alcuni adolescenti costretti a crescere molto più in fretta di quanto dovuto.

È la storia di Amuro che a 14 anni si trova costretto ad assumersi il peso della responsabilità della vita dei suoi compagni.
È la storia di Fraw Bow che perde la propria famiglia durante l’assalto a Side Seven e che, per sfuggire agli orrori della guerra, presta servizio come infermiera a bordo della White Base e “adotta” tre bambini rimasti orfani anche loro.
È la storia di Char, figlio del primo fondatore di Zeon che fu assassinato dall’attuale reggente, e della sua vendetta.
È la storia di Bright Noa, giovane tenente diciannovenne che si trova all’improvviso il peso e la responsabilità del comando di una nave da guerra come la Base Bianca.

Questo succedeva nel 1980 da noi e un anno prima, nel 1979, in Giappone.  Cosa è successo dopo?

Uno, dieci, cento Gundam

In quarant’anni, in Giappone, le storie di questa saga si sono moltiplicate. Sono state prodotte altre serie TV, dei lungometraggi cinematografici, e delle miniserie specifiche per il mercato home video (OAV – Original Anime Video).

Nonostante le loro trame si dipanino lungo secoli di storia futura, nonostante siano ambientate in mondi diversi, ognuno con la propria storia e il proprio tessuto sociale, tutte sono legate al mito della leggendaria macchina da guerra chiamata Gundam.

In alcuni casi si tratta di seguiti della serie originale, o di serie “contemporanee” incentrate su altri avvenimenti e personaggi della Guerra. Sono state prodotte delle autentiche “perle” come Gundam 0080: War in the pocket, miniserie di sei episodi ambientata durante l’ultima settimana della Guerra di Un Anno. Il protagonista è un bambino per il quale i Mobile Suit sono degli enormi “giocattoloni” da guardare con occhi incantati. Dovrà poi scoprire la dura realtà: sono veicoli da guerra, armi, e come tali causano morte e distruzione…

Dal lato dei lungometraggi va segnalato Il Contrattacco di Char, ambientato nell’anno 0093 dell’Universal Century, che porta a conclusione gli eventi iniziati nell’anno 0079 nella prima serie di Gundam e l’eterno duello tra Char e Amuro.

In altri casi, invece, è stato prodotto qualcosa di totalmente nuovo: storie ambientate in altri universi, differenti da quello del Gundam originale, e raccontate con un diverso spirito. Sono storie prodotte con minor pretesa di realismo dal punto di vista tecnologico e incentrate soprattutto sui rapporti interpersonali dei protagonisti e sui loro drammi adolescenziali.

Ecco quindi G Gundam, dove le elite di governo vivono in felici colonie spaziali e dove gli equilibri di potere tra le nazioni sono decisi facendo combattere il proprio Gundam in un torneo che ha come arena la Terra ormai inquinata e devastata.

Gundam X è, invece, una serie dai toni molto più dark delle altre. Ci troviamo in un mondo a stento sopravvissuto a una guerra catastrofica, i Mobile Suit rimasti sono prede preziose e quindi contesi da bande di predoni e di cacciatori di taglie…

Gundam Wing ripropone i temi classici di Gundam (guerra tra colonie e governo federale oppressore) ma in una chiave più romantica e con ben 4 piloti protagonisti, ognuno con il suo Gundam!

Gundam Seed (e il suo seguito Seed Destiny) è il Gundam degli anni 2000. Nuova timeline (Cosmic Era) e nuovi protagonisti. Tragico ed emozionante fino alle ultime puntate, è pensato per le nuove generazioni cresciute con iPod e Playstation, ma resta godibile anche per la “vecchia guardia”. Alcuni tra i più bei Gundam, lo “Strike” e il “Freedom”, appaiono proprio nella Cosmic Era.

Nel mondo Gundam deve la sua fortuna non solo ai prodotti video (TV e cinema), ma anche e soprattutto a tutto l’altro materiale prodotto.

Se da una parte, i modellisti possono trovare praticamente qualsiasi veicolo/mobile suit apparso in una serie o fumetto, dall’altra i maniaci della tecnologia possono trovare i famosi Technical Manual, al pari dei fan di Star Trek o Star Wars. Molte delle storie più belle poi sono state raccontate a fumetti o persino a romanzi…

Il Gundam “tricolore”

Tutto questo, in Giappone. E in Italia?

All’inizio degli anni 2000 qualcosa inizia a muoversi. Nel 2001 fa la sua veloce comparsa in TV la serie di Gundam Wing, che però non riesce a far breccia nonostante l’indubbia qualità del prodotto.
Chi si aspettava Peter Rey e il Maggiore Scia rimane deluso (la serie infatti è ambientata in uno degli  universi paralleli con personaggi e fazioni differenti da quello classico). Poi la tragedia dell’11 settembre “impone” di togliere dalla TV un prodotto che, bene o male, parla di guerra…

Ci penserà la Panini, con il marchio Planet Manga ad accontentare i “vecchi” fan, pubblicando dapprima il manga Gundam 0079 di Kondo e poi altri manga ambientati sempre nell’universo classico. Sin dall’inizio degli anni 2000, alcuni fumetti sono pubblicati regolarmente, e i modellini da qualche anno si vedevano nelle fumetterie. Nelle fiere si vedevano anche i dvd d’importazione (senza audio italiano).

I fan hanno quindi acquistato i DVD che nel frattempo erano usciti negli USA, qualcun’altro ha addirittura montato il video dei laser disc giapponesi con l’audio di vecchie vhs registrate dalle emittenti locali dell’epoca. C’è chi ha imparato il giapponese e con il PC ha sottotitolato in italiano varie serie…

Alla fine nel Paese del Sol Levante qualcuno ha capito che la richiesta di materiale di Gundam in Italia c’era ed era pure notevole. Fatto sta che Gundam è infine tornato in Italia con un’edizione rivista e corretta dallo stesso Tomino (il regista della serie originale) grazie all’adattamento fatto dalla D-Visual. Tomino è addirittura venuto a Roma a scegliere personalmente i doppiatori!

Gundam

Sembrava finalmente iniziata l’Era di Gundam in Italia. Purtroppo i continui cambi d’orario e di giorno di messa in onda, nessuna pubblicità, ostinazione (tipicamente italiana) di considerare i cartoni animati come prodotti per bambini, hanno lentamente ma inesorabilmente raffreddando gli animi.

Nel 2005 la Star Comics porta in Italia altri manga, più recenti e più di grido: Origini, Char’s Deleted Affair ed Ecole du Ciel.

Nonostante il ritmo di pubblicazione “ballerino”, il fatto inconfutabile è che alcuni titoli di punta dei manga di Gundam vengono ora pubblicati in Italia quando non lo sono neanche negli USA! Insomma, se non è l’epoca d’oro poco ci manca: alcuni fumetti sono pubblicati regolarmente, i modellini si possono trovare con facilità nelle fumetterie. Il materiale originale giapponese si trova sugli scaffali nelle fiere del fumetto.

Convention e rinascita

Poi … giovedì 7 Giugno 2007…  un fulmine a ciel sereno. Sulla home-page del sito della Dynit appare una schermata nera con i simboli della Federazione e di Zeon!  Cosa vorrà mai dire?

Caso vuole che nel weekend del 16 e 17 giugno 2007, si teneva la prima convention mai organizzata in Italia a tema Gundam. Alla chiusura di quel raduno, veniva annunciata la nascita del GIC – Gundam Italian Club. Martedì 26 giugno 2007 Dynit scioglie il segreto. È la realizzazione di un sogno che in tanti aspettavano da anni. Viene pubblicata in DVD la prima mitica serie: Mobile Suit Gundam.

Gundam

Per l’occasione vengono prodotti due box limited edition che raccolgono l’intera serie, arricchiti dalla presenza di un modellino in scala 1/200 del primissimo Gundam: l’RX-78-2.

Ma quello è stato soltanto l’inizio! L’8 dicembre 2008 Gundam arriva sul digitale terrestre. Mediaset, che ha investito in un canale a pagamento dedicato all’animazione (Hiro), trasmette l’inedito Zeta Gundam, seguito diretto della prima mitica serie.

Dynit rilancia e sconvolge tutti il 3 maggio del 2010 annunciando ben 11 titoli (tra film e OAV) totalmente inediti! Nello stesso periodo un nuovo editore, GP Publishing, edita il manga di Turn A Gundam.

Cosa chiedere di più? Ce lo dice sempre Dynit a Lucca Comics & Games del 2011: Gundam Unicorn, la più recente serie ancora in produzione in Giappone verrà pubblicata in Italia! Si avvia la collaborazione tra l’editore ed il club che curerà i libretti allegati all’home video.
E sempre nello stesso anno, Cosmic Group diventa importatore ufficiale in Italia dei Gunpla, i modellini di Gundam e contatta il GIC – Gundam Italian Club per occuparsi della recensione dei modellini sulla loro rivista.

Gundam

Nel 2012 la pubblicazione di Gundam Unicorn raggiunge quella giapponese e bisogna aspettare che vengano prodotti i nuovi episodi. L’anno dopo, Dynit sorprende nuovamente tutti: il sesto episodio di Gundam Unicorn uscirà a Marzo 2013 in contemporanea con il Giappone!

Nell’autunno del 2014, GP Manga lancia la collana Gundam Collection (frutto di una consulenza fornita tempo addietro dal club). I 4 volumi del manga “Il complotto per uccidere Gihren” viene prodotto anche in versione Limited Edition esclusiva per i soci del GIC – Gundam Italian Club). Anche Star Comics ritorna sul brand Gundam e avvia la pubblicazione del manga di Gundam Thunderbolt.
Nello stesso periodo Dynit mette a segno un nuovo colpo: fa uscire in Blu Ray la serie classica (Mobile Suit Gundam) in due cofanetti accompagnati ognuno da una enciclopedia di ben 150 pagine!

Nel 2015, Nexo Digital e Dynit portano Gundam The Origin al cinema! La collaborazione tra il Gundam Italian Club e l’editore porta il fan club a curare i dialoghi e ad essere presente in sala doppiaggio come consulente. Sempre nel 2015, Star Comics porta in Italia, un altro titolo: Gundam 0083 Rebellion.

Gundam

A Maggio del 2017, Nexo e Dynit portano l’anime di Gundam Thunderbolt al cinema. Il 2018 scorre tutto sommato senza grossi scossoni. Ovviamente se si esclude l’annuncio ufficiale di un film Live Action di Gundam, frutto di una joint venture tra Legendary Pictures e Sunrise! L’apparizione di Gundam nel film Ready Player One di Steven Spielberg doveva farci subodorare qualcosa, in effetti…

Ma è in questo 2019 che ci si aspettano grandi cose, per i 40 anni di Gundam il mercato saprà proporre qualcosa di davvero spettacolare!

Lo sapete che esiste un club italiano completamente dedicato al mondo di Gundam? Si chiama GIC – Gundam Italian Club e raccoglie appassionati da tutto il paese.