Libri e Fumetti

Hong Kong Hustle: la recensione del librogame


Hong Kong Hustle
Genere
Cyberpunk
Formato
Copertina flessibile
Autore
Andrea Tupac Mollica
Editore
Aristea
Collana
Road to Dusk

Hong Kong Hustle è il nuovo librogame di Aristea, scritto da Andrea Tupac Mollica, che si conferma essere tra uno di più prolifici autori di librogame italiani, nonché il maggiore esperto del genere cyberpunk.
E’ suo, infatti, il primo librogame italiano (e forse internazionale) che ha trattato del genere cyberpunk, ovvero Golgota Blues, che sfruttava l’ambientazione Nemezis pensata originariamente per il gioco di ruolo Savage Worlds.
In questa sua seconda entrata in campo nell’universo cyberpunk, Mollica ha potuto invece dare via libera alla propria creatività, attingendo a diverse ispirazioni per dare vita ad un’opera assolutamente personale.
Tutto questo è Hong Kong Hustle, uscito – non a caso – proprio l’anno in cui (se tutto va bene), dovrebbe debuttare il videogame Cyberpunk 2077.
Hong Kong Hustle inaugura così la collana di Aristea Road to Dusk, dedicata a titolo fantascientifici ambientati in un futuro apocalittico e distopico.

Cos’è il cyberpunk

Come poter spiegare a chi non conosce questo termine, cosa definisce il genere cyberpunk? Vediamo di farlo in pochissime parole.
Il cyberpunk può essere definito come una corrente letteraria e artistica sviluppatasi attorno agli anni ottanta all’interno dell’ambito del più ampio genere fantascientifico, divenendone un sottogenere, solitamente dai toni cupi e distopici.
Il termine cyperpunk deriva da “cybernetic” e “punk” e pare essere stato utilizzato per la prima volta da Bruce Bethke come titolo di un racconto omonimo nel 1983.
In breve, il cyberpunk tratta di tecnologie estremamente avanzate, come la cibernetica, e la loro applicazione ad un contesto sociale di ribellione o in radicale cambiamento.

Hong Kong Hustle

Solitamente, le opere cyberpunk sono ambientate in un futuro non troppo lontano, in cui la società decadente e ipertecnologica viene dominata da poderose multinazionali, con appoggi spesso fra la malavita organizzata. Il protagonista, in genere un pirata informatico o in ogni caso un ribelle, cerca di sottrarsi a questa cupa e grigia realtà, anche tramite sortite all’interno di un mondo virtuale parallelo, il cosiddetto cyberspazio.
La narrazione è caratterizzato da un linguaggio che mischia termini tecnici di informatica e cibernetica con espressioni gergali, “da strada”.
In alcuni casi, l’ambientazione prescelta può essere quella dell’estremo Oriente (come nel caso di specie): in quel caso, agli aspetti fantascientifici tipici del genere, si uniscono concetti religiosi e metafisici delle tradizioni orientali.
Uno dei maggiori esponenti della narrativa cyberpunk è indubbiamente William Gibson, autore tra gli altri – della Trilogia dello Sprawl – il cui primo volume Neuromante è espressamente citato da Mollica quale fonte principale del suo amore per il genere.
Per quanto riguarda il cinema, possono rientrare nel genere famosi film culto quali Terminator e Matrix, sicuramente conosciuti e apprezzati dal grande pubblico.

Hong Kong, A.D. 2174

Come è facile intuire dal titolo, il volume è ambientato nella città asiatica di Hong Kong, vera e propria megalopoli da 30 milioni di abitanti. L’anno è il 2174 qualche decennio dopo il Big Climate Shift (BCS), il grande cambiamento climatico che ha devastato gran parte del pianeta. Numerose città costiere sono state flagellate dall’aumento delle maree e dagli sconvolgimenti climatici, che hanno causato 3 miliardi di vittime.
Di fronte a tale cataclisma e all’appurata incapacità delle nazioni di porvi rimedio, le corporazioni sono ascese al potere: enormi e ramificate multinazionali, al di sopra di ogni legge statale se non quella del mercato.
In contemporanea, anche la tecnologia si è evoluta rapidamente. La vecchia rete Internet ha dimostrato tutta la sua inefficienza nello scorso secolo. Ormai la stessa è stata soppiantata dalla Hexnet, o Nexus, spazio digitale nel quale è possibile digitarsi da quasi ogni luogo del pianeta. Il modo più rapido per accedervi è tramite la DigiBay, una porta di connessione impiantata direttamente all’interno della corteccia cerebrale.
L’aumento di tale tecnologia e l’ascesa delle corp non hanno però sopperito alle disuguaglianze sociali, manifestatesi anzi ancora con più rilevanza. La logica competitiva del mercato domina ogni azione dei cittadini, meri ingranaggi all’interno dell’enorme macchina di una società omologata e anestetica.

Hong Kong Hustle

Di fronte a un tale grigiume quotidiano, sentimenti che possono essere definiti religiosi, oppure semplici superstizioni, hanno ricominciato a manifestarsi, specialmente tra gli strati più poveri della popolazione. La “Perla d’Asia”, come era chiamata Hong Kong, ha così preso a essere abitata anche da guru, santoni e mistici che benedicono ogni connessione neurale con antiche nenie e preghiere.
Ma come sempre, in questo miscuglio di persone e tradizioni, c’è sempre chi non intende omologarsi: chiamati con molti altri nomi, i nexer sono pirati informatici, che scandagliano il Nexus alla ricerca di ogni informazione possa permettere loro di “svoltare”.
Noi siamo uno dei nexer emergenti più promettenti, Sheeran Crowe: ci siamo già fatti un nome all’interno dello sprawl, la grande periferia di Hong Kong, ma la sera del 13 agosto abbiamo intenzione di fare il colpo della vita. Tra pochi minuti, la mega corp Weilan-Tassier eseguirà un trasferimento di parecchi dati secretati su una linea cifrata: in quel momento, saranno alla portata di chi sarà tanto abile da deviare il flusso di dati verso la propria postazione.
Il valore delle informazioni che si possono nascondere all’interno di tali dati è inestimabile: impossessarcene vuol dire mettere in gioco la nostra vita, ma al contempo significa entrare nella leggenda dei nexer di tutta la città!

Il regolamento

Hong Kong Hustle usa un regolamento che permette una piacevole caratterizzazione del personaggio, pur essendo semplice e decisamente accessibile ad un neofita.
Il nostro Sheeran Crowe dispone di tre Abilità: la Resistenza (che indica il nostro grado di salute), con un punteggio iniziale di 18, la Combattività (che indica la nostra capacità fisica e atletica, nonché la nostra abilità nel combattimento) e la Volontà (che indica le nostre abilità mentali e sociale, nonché quanto sappiamo destreggiarsi nello spazio digitale del Nexus). Il punteggio di queste due ultime Abilità viene scelto dal giocatore: questi, infatti, dispone di 15 punti che possono esser ripartite a piacere tra Combattività e Volontà, senza poter aumentare un punteggio oltre il 9 e (di conseguenza) farlo scendere sotto il 6.
Se la nostra Combattività o la nostra Volontà hanno un punteggio almeno pari a 8, potremo scegliere due Competenze tra una rosa di tre.
Le competenze relative a Combattività sono Addestramento Tattico (che conferisce bonus in combattimento), Nanomed (che permette di recuperare Resistenza) e Parkour (che ci permette di compiere incredibili acrobazie lungo l’architettura urbana della città).
Le competenze relative a Volontà sono Bassifondi (che ci permette di muoversi a nostro agio tra gli ambienti più loschi), DigiBay Customizzata (che conferisce bonus all’hackeraggio nel Nexus) e Faccia da Schiaffi (per risultare particolarmente convincente).

Hong Kong Hustle

Un altro passaggio prevede di scegliere in quale ambito abbiamo i migliori contatti, se nello Sprawl, ovvero presso le gang e i criminali di strada, oppure fra i Tech, il mondo dei programmatori digitali ed esperti di informatica.
Infine, oltre alla nostra dotazione iniziale (che prevede l’essenziale Olog, strumento che ogni Nexer porta con sé per potersi connettere al Nexus, dove funziona anche come arma) potremo scegliere uno fra gli oggetti proposti.
I combattimenti si svolgono in due “ambienti” diversi: nel mondo reale o nel Nexus, l’enorme rete digitale che unisce ogni terminale della città. Nel primo caso, la caratteristica che dovremo usare sarà la Combattività, nel secondo invece la Volontà.
Anche i combattimenti si risolvono facilmente. Basta eseguire una prova della caratteristica richiesta: se avremo successo, infliggeremo al nemico i danni portati dalla nostra arma, altrimenti lo avremo mancato. In ogni caso, noi perderemo automaticamente punti di Resistenza pari al Danno del nemico. Infine, in alcuni casi sarà possibile usare Primo Colpo, ovvero un attacco a distanza che ci permette di evitare qualsiasi contrattacco.
Combattività e Volontà non verranno sfruttate solo nei combattimenti: in alcuni frangenti, infatti, ci verrà richiesto di mettere alla prova la relativa caratteristica per verificare se l’opzione scelta andrà o meno a buon fine.

Le tre vie di un Nexer

La nostra avventura si apre poco prima dell’inizio della nostra audace “run”: dopo aver contattato i nostri “soci”, Is0bel e Blitz (nomi ben familiari a chi ha giocato a Shadowrun!) dovremo scegliere come gettarci nella mischia. Possiamo scegliere se procedere al furto dati in modo cauto e controllato, oppure se fiondarci su quei dati come un falco sulla preda. In ogni caso, una volta ottenuta la patata bollente, dovremo congedare i nostri partner e decidere cosa fare di quello che abbiamo così audacemente ottenuto.
Qui sta la maggior particolarità di Hong Kong Hustle: in molti librogame la nostra “missione” ci viene già comunicata dall’inizio e sarà l’obiettivo che guiderà ogni nostra azione, salvo imprevisti o colpi di scena.
In Hong Kong Hustle, invece, sarà la nostra scelta a determinare quale obiettivo cercheremo di mettere a segno in questa folle e lunga notte. Una cosa è chiara: i dati che abbiamo sottratto alla Weilan-Tassier sono davvero importanti… cosa vogliamo ricavarci?
Ci sentiamo particolarmente attenti alle questioni socio-politiche di Hong Kong e vogliamo utilizzare la nostra abilità da Nexer per sferrare un colpo mortale ad una delle tante Corpo che affossano il tessuto sociale della nostra città?
Oppure, molto banalmente, sappiamo che ci sono decine di acquirenti intenzionati a mettere le mani su quei dati, in particolare Corp rivali. Il che vuol dire che, trovato il giusto offerente, potremmo convertire tutti quei terabite in crediti, una montagna di crediti.

Hong Kong Hustle

Va poi detto che tra la mole dei dati di cui siamo in possesso, ce n’è una bella fetta interamente criptata in un modo così sicuro che neppure un Nexer abile come noi è in grado di crackare il codice senza aiuto… la curiosità ha ucciso il gatto, si dice, ma chissà cosa si può nascondere lì dentro…
Vogliamo abbattere un’intera Corp? Un compito folle per essere eseguito da un Nexer solitario… dovremo quindi cercare di rintracciare degli attivisti fra le bande dell’expanse, con la conoscenza necessaria per aiutarci a intrufolarci nel mainframe della Weilan-Tassier.
Se il nostro obiettivo è il vile denaro, dovremo prepararci a inseguimenti mozzafiato fra le strade, le metro e i tetti di Hong Kong, tallonati dai peggiori assassini prezzolati sul libro paga della Weilan-Tassier.
Se invece decidiamo di decrittare il batch ultra-segreto, dovremo sfruttare al meglio tutte le nostre conoscenze tecnologiche. Forse a Millenium City, dove si riuniscono i migliori smanettoni della città, c’è qualcuno che può fare al caso nostro.
Come si può evincere, quindi, in Hong Kong Hustle si nascondono almeno tre vie narrative, che in alcuni casi possono persino arrivare ad incrociarsi fra di loro. Vedere tutto ciò che la brulicante metropoli asiatica ha da offrire in una sola “run”, pertanto, non solo è impossibile, ma è anche sconsigliato… come fare, altrimenti, ad ottenere tutti quegli achievement?
Hong Kong Hustle si svolge nell’arco di un’intera notte, che ci vedrà percorrere in lungo e in largo l’intera città per ottenere il nostro obiettivo (qualunque esso sia) prima del sorgere del sole.
Tutto il libro, quindi, è percorso da una sensazione di frenesia che ben rappresenta la nostra necessità toglierci dalle mani la patata bollente prima che gli sgherri della Weilan-Tassier possano mettere le mani addosso a noi!
La Weilan-Tassier, infatti, non baderà a spese pur di mettere le mani sui dati sottratti, sguinzagliando alle nostre calcagna non solo i propri agenti, ma anche mercenari prezzolati e persino un clan di ninja!

Nel dettaglio

Quasi ogni ostacolo presente nel librogame può solitamente essere superato in due modi, uno più brutale e diretto, mentre l’altro richiede un approccio più intellettuale. In particolare, questo è vero nelle sezioni che si svolgono nel Nexus, ovvero la controparte digitale del nostro mondo.
Scoprire un codice segreto, forzare una connessione o superare un firewall solitamente può essere compiuto tramite un combattimento oppure tramite la risoluzione di un enigma matematico.
Quest’ultima opzione ci metterà di fronte a enigmi di logica matematica non troppo complessi, ma in alcuni casi sufficienti a richiedere una dose di concentrazione non indifferente. Dovremo ad esempio completare una serie di cifre con il numero mancante, o ancora calcolare un’incognita… insomma, nulla che non dovremmo avere già imparato a scuola.
Qualora proprio non sapessimo che pesci pigliare di fronte a questi enigmi, come detto, dovremo affidarci al combattimento, cardine di numerosi librogame.
Un altro elemento degno di nota di Hong Kong Hustle è la gestione dei compagni: due dei percorsi, infatti, ci vedranno fare la conoscenza con due altri personaggi, Hando e Chaina, i cui obiettivi finiranno per coincidere con i nostri.
Quanto sarà affiatato il nostro rapporto con il partner dipenderà dalle scelte che effettueremo: queste finiranno anche per influenzare il finale a cui approderemo, quindi se vogliamo ottenere la conclusione migliore per Sheeran dovremo stare attenti a non indispettire il nostro compagno ma, anzi, a farlo sentire indispensabile per la riuscita del nostro piano.
Non è certo la prima volta che il protagonista di un librogame può farsi accompagnare da altri personaggi, ma è comunque piuttosto raro poter influenzare il rapporto con lo stesso, con un sistema basilare di “romance” come invece accade in Hong Kong Hustle.

Hong Kong Hustle

Fra gli aspetti forse meno riusciti di Hong Kong Hustle, va segnalato il sotto utilizzo dell’impianto di gioco. Come visto, lo stesso è sufficientemente complesso da offrire diverse alternative alla costruzione del personaggio (primo fra tutti se aumentare al massimo un’Abilità per averne le relative Competenze o se mantenerci nel mezzo), ma che a mio parere non vengono sfruttate a dovere nel librogame.
Innanzitutto, alcune delle vie prescelte sembrano sbilanciate in favore di una o dell’altra Abilità, senza che il giocatore possa saperlo se non dopo averle imboccate. Infine, il sistema di gioco, seppure profondo, finisce per passare in secondo piano rispetto alle scelte del giocatore: a patto di avere le giuste Competenze e stando attenti alle opzioni a nostra disposizione, è possibile completare il gioco utilizzando davvero molto poco i dadi. Sicuramente quella di rendere secondario l’uso del dado è stata una precisa intenzione dell’autore, ma forse a questo punto non sarebbe stato meglio addirittura evitare qualsiasi aleatorietà nell’impianto di gioco?
Un’altra delle poche critiche da rivolgere a Hong Kong Hustle è quella delle numerose descrizioni delle bizzarrie tecnologiche in cui ci imbatteremo. A volte, infatti, tali descrizioni saranno così ricche di termini tecnici da risultare inverosimili, come quando ci imbattiamo in un drone dotato “di artigli di metallo a nucleo di cartone”. In alcuni casi, sembra quasi di trovarci davanti al cosiddetto technobabble, un gergo talmente tecnico da essere incomprensibile o poco meno ai non addetti ai lavori.
Come anticipato, nel librogame è presente un sistema di achievement: si va da achievement ottenibili in combattimento, a imprese che ci richiedono di seguire un percorso ben definito, a volte davvero ingegnoso (quando ho realizzato come poter ottenere e usare l’Autorespiratore in un’unica partita sono rimasto ben soddisfatto di esserci riuscito).
Chiaramente questi achievement sono un modo per prolungare la già elevata rigiocabilità del titolo, ma non solo: una volta ottenuti tutti e dodici gli achievement, è possibile scrivere direttamente all’Editore per richiedere l’invio di due brevissimi librogame, in cui interpreteremo i nostri compagni di avventura.

Conclusioni

Hong Kong Hustle è un’ottima introduzione sia al mondo dei librogame (per l’immediatezza del suo regolamento e per la relativa facilità) sia al genere cyberpunk, per la cura con cui ne mescola gli elementi essenziali (e a volte anche sopra le righe!), senza mai scadere nella caricatura di sé stesso, pur essendo ricco di citazioni ai diversi capolavori del genere (come Shadowrun e Blade Runner).

Hong Kong Hustle

Sicuramente ingegnosa l’idea di non dare una missione al giocatore, ma lasciare allo stesso la scelta fra tre diversi obiettivi. Apprezzabile anche l’idea di inserire un (seppur basilare) sistema di “romance” in grado di gestire il nostro rapporto con gli eventuali compagni di viaggio, in grado di influire anche sul finale della storia.
I numerosi enigmi di logica matematica presenti nel testo permettono poi di affinare le proprie doti di deduzione e ragionamento, senza mai divenire frustranti per il giocatore in quanto mai passaggi obbligati.
Le illustrazioni di Katerina Ladon impreziosiscono il volume, anche se per l’elevata quantità di colore utilizzata nelle immagini in bianco e nero, non rendono bene quanto la fantastica copertina, dai colori brillanti.

Hong Kong Hustle


Hong Kong Huslte ha l’indubbio pregio di esplorare un genere decisamente poco sfruttato all’interno della narrativa interattiva e lo fa con l’attenzione che ci si aspetta da un intenditore. Non è un caso, infatti, che dietro la penna ci sia Mollica, massimo esperto cyberpunk nello scenario italiano dei librogame. Pirati informatici, sicari mezzo uomo e mezzo macchina, templi orientali riconvertiti in centri di connessione informatica, ninja armati di katana e dell’ultima tecnologia disponibile: tutto questo ed altro ancora si possono trovare all’interno di Hong Kong Hustle, librogame che riunisce in sé un vero e proprio melting pot di elementi esattamente come la città in cui è ambientato è un crogiolo di civiltà. Consigliato a chi ha finito di giocare a Shadowrun e non vede l’ora di mettere le mani su Cyberpunk 2077.

Pro

  • Ambientazione cyberpunk originale e molto poco sfruttata in ambito librogame
  • Tre diverse avventure in una, spetta al giocatore scegliere la propria missione
  • Si possono superare gli ostacoli risolvendo enigmi o con la forza bruta

Contro

  • Sistema di gioco ben congegnato ma poco sfruttato
  • In alcuni casi la terminologia tecnica risulta poco comprensibile