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Hyperion: I canti di Hyperion – Libro uno di due, la recensione


Hyperion: I canti di Hyperion – Libro uno di due
Genere
Fantascienza
Formato
Copertina flessibile
Autore
Dan Simmons
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Fantastica

Hyperion: I canti di Hyperion è un volume edito da Mondadori per la collana Oscar Fantastica che racchiude Hyperion e La caduta di Hyperion, i primi due romanzi del ciclo di fantascienza I Canti di Hyperion di Dan Simmons. Uscito nel 1989, Hyperion vinse il prestigioso premio Hugo e il premio Nebula.

Hyperion: I canti di Hyperion, nella sua corposa Titan Edition, è il primo di due libri che insieme andranno a formare l’intero ciclo de I canti di Hyperion. L’uscita del secondo libro, Endymion: I canti di Hyperion – Libro due di due, è prevista per la fine di gennaio 2020.

Due parole sull’autore

Classe 1948, Dan Simmons è considerato uno dei massimi autori statunitensi di fantascienza, fantasy e horror (spesso mischiando i generi in un’unica opera). Vincitore dei premi Hugo, Nebula, Bram Stoker e Locus (per ben undici volte), tra le sue opere maggiori, oltre la saga de I Canti di Hyperion (HyperionLa caduta di HyperionEndymionIl risveglio di EndymionGli orfani di Helix) della cui prima parte ci occuperemo in questa recensione, ricordiamo i cicli di Ilium (Ilium. L’assedioIlium. La rivoltaOlympos. La guerra degli immortaliOlympos. L’attacco dei voynix), di Joe Kurtz (Un caso difficileUn caso glacialeUn caso d’acciaio) e di Elm Haven (L’estate della pauraL’inverno della paura), Il canto di KaliDanza macabraGli uomini vuotiIl grande amanteVulcanoDroodFlashback ed Everest, alba di sangue.

Hyperion: I canti di Hyperion, ambientazione e sinossi

Hyperion

Poiché ci troviamo di fronte a un volume che raccoglie i primi due romanzi di un ciclo, giocoforza non potremo addentrarci molto nell’esplorare la sinossi del secondo, La caduta di Hyperion, senza il rischio di perdersi in rivelazioni poco piacevoli per chi deve ancora immergersi nella lettura. Quindi, in questa recensione ci limiteremo a dare uno sguardo all’ambientazione del ciclo, alla sinossi di Hyperion e un accenno a quella di La caduta di Hyperion.

Ambientazione

Hyperion è ambientato nel XXVIII secolo, periodo che vede l’umanità aver compiuto grandi conquiste e colonizzato molti pianeti, fondando una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l’Egemonia dell’Uomo. La tecnologia consente il viaggio interstellare in tempi accettabili, per mezzo del Motore Hawking (così chiamato in omaggio al celebre fisico e matematico Stephen Hawking), da usare per arrivare su quei pianeti periferici non raggiungibili attraverso la tecnologia Teleporter, cioè il teletrasporto per mezzo di portali, che consente un viaggio immediato. I portali e tutte le altre tecnologie avanzate sono gestite dal TecnoNucleo, una rete composta da migliaia di intelligenze artificiali che si sono distaccate dal controllo degli uomini e agiscono indipendentemente da questi ultimi ma in armonia e collaborazione.

L’umanità si è dunque sparpagliata per la galassia, colonizzando nuovi mondi, ma ha perso il proprio pianeta natio. La Terra, infatti, non esiste più, distrutta durante un fallimentare esperimento passato alla Storia come Il Grande Errore. Quello di Hyperion è un mondo di fantascienza nel quale la teoria della relatività di Albert Einstein è un elemento fondamentale. Viaggiare nello spazio e spostarsi da un sistema stellare all’altro, infatti, obbliga a fari i conti con i fenomeni evidenziati dal fisico tedesco.

Nell’universo di Hyperion, quando si intraprende un viaggio verso una meta lontana per mezzo di un’astronave dotata di Motore Hawking, infatti, si affronta un viaggio lunghissimo e si procede a velocità assolute; per chi viaggia, di fatto il tempo scorre a una velocità diversa rispetto a quello percepito da chi è rimasto a casa. Per cui, chi affronta viaggi spaziali così lunghi potrebbe partire durante un’epoca storica e tornare a casa quando tutti i suoi amici e familiari sono già morti, quando tutto il suo mondo è cambiato e non c’è più nessuno ad attenderlo o che si ricordi di lui, ma per il viaggiatore sono passati solo pochi anni.

Lo Shrike
Hyperion

Ai confini dell’universo di Hyperion, oltre l’ultimo del più lontano dei pianeti periferici, vivono gli Ouster, una società di esseri umani che ha preferito esplorare e colonizzare i bordi esterni della galassia. Sono geneticamente unici, in quanto hanno subito un’auto-manipolazione genetica avanzata al fine di raggiungere livelli crescenti di adattamento alla vita nello spazio, dagli ambienti a bassa gravità al vuoto dello spazio. Con il passare dei secoli gli Ouster sono diventati una civiltà a parte, del tutto aliena rispetto all’Egemonia dell’Uomo, risultando diversi fisicamente, nel modo di pensare, nei principi e nella morale. Sono ben armati e a quanto pare hanno un interesse per Hyperion.

Hyperion è uno dei pianeti più periferici del territorio dell’Egemonia dell’Uomo, e vi si può arrivare solo attraverso un viaggio in astronave, non essendo ancora raggiunto dalla tecnologia Teleporter. È un pianeta del tutto anomalo, poiché sprovvisto di attività tettonica e ricco invece di altre peculiarità; sotto la sua superficie, infatti, si estende un labirintico dedalo di tunnel e gallerie, talmente vasto che non è stato possibile determinarne l’estensione né trovarne tutti gli ingressi in superficie.

Inoltre, su Hyperion, così chiamato in onore del poeta John Keats, si trovano moltissimi manufatti alieni, tra cui le misteriose reliquie archeologiche chiamate Tombe del Tempo, strutture che viaggiano a ritroso nello spazio-tempo e che stanno per aprirsi perché in procinto di allinearsi con il presente. Ciò significa che potrebbe scatenarsi lo Shrike, l’unica creatura aliena conosciuta agli esseri umani, un’entità misteriosa e crudele che vive nei campi anti-entropici che circondano le Tombe del Tempo e che non è soggetta alle leggi della fisica.

Lo Shrike, in parte carne e in parte metallo, massacra senza pietà i pellegrini mentre si recano alle tombe, uccidendoli in modo sanguinario, spesso torturandoli in un modo orripilante. Questo essere ineffabile e imbattibile che semina la morte in modo cerimonioso ha persino ispirato una nuova religione (Chiesa Shrike o Chiesa della Sofferenza).

Hyperion

Hyperion, sinossi

E proprio la Chiesa della Sofferenza ha organizzato un pellegrinaggio alle Tombe del Tempo: sette persone selezionate si dovranno recare fino all’area archeologica; sei di loro saranno destinati a morire, i desideri del settimo saranno esauditi. I sette pellegrini sono: il misterioso Console, il prete cattolico Lenar Hoyt, il colonnello Fedmahn Kassad, il poeta Martin Sileno, lo scienziato Sol Weintraub, l’investigatrice privata Brawne Lamia, e il templare Het Masteen.

Durante il viaggio in astronave difficile e pericoloso che li condurrà su Hyperion, questi personaggi saranno forzati a passare molto tempo insieme e finiranno con il raccontare la propria storia personale, sia per intrattenersi sia con la speranza che, una volta messe insieme le loro vicende, possano scoprire il motivo per cui sono stati scelti per questo pellegrinaggio.

Per ognuno di essi (in realtà i racconti sono solo su sei dei sette personaggi), quindi, Dan Simmons propone una storia a sé, che da una parte permette al lettore di conoscere il pellegrino e dall’altra contribuisce a completare il quadro che li unisce tutti.

La caduta di Hyperion, sinossi

La caduta di Hyperion è il secondo romanzo di questo primo volume del ciclo de I Canti di Hyperion e si apre proprio dove il precedente si era chiuso. Questa volta il romanzo non è strutturato a storie separate come abbiamo visto poco fa, ma è narrato in prima persona dal punto di vista del cibrido di John Keats (personaggio presente anche nel romanzo precedente), un corpo umano biologico controllato da un’intelligenza artificiale creata dal TecnoNucleo, ma da questo separata).

Ne La caduta di Hyperion si assiste a un massiccio coinvolgimento nella storia delle IA del TecnoNucleo e ne verranno svelate le relazioni con gli esseri umani e gli obiettivi che le muovono. Obiettivi sempre più inquietanti con il procedere della narrazione. Inoltre, viene infine portata avanti la vicenda dei personaggi del primo romanzo, il cui pellegrinaggio sembra ormai legato addirittura alla salvezza dell’intera umanità, oltre che agli interessi della Chiesa e in qualche modo anche a quelli del TecnoNucleo.

Il pellegrinaggio, infatti, sembra essere connesso all’avvento di una sorta di figura messianica che sarà la chiave della lotta futura tra l’Intelligenza Finale del TecnoNucleo e il Dio che prenderà vita dalla coscienza degli esseri umani.

Editorialmente parlando

Dal punto di vista editoriale, Hyperion: I canti di Hyperion è un corposo volume di ben settecentootto pagine in formato paperback e rilegato in brossura con una copertina con le alette, che nascondono un dettaglio e la figura intera dell’illustrazione della copertina, rappresentante una visione dello Shrike. La carta utilizzata per le pagine è di buona grammatura, così come per il cartoncino della copertina.

All’interno del volume, il testo dei due romanzi è presentato suddiviso in due colonne per pagina cosa che sicuramente aiuta a ridurre il numero di pagine, e di conseguenza la mole del libro, ma che dall’altra potrebbe rendere leggermente meno piacevole la lettura. A parte quelle contenute nelle alette della copertina, il libro non presenta alcuna illustrazione.

Non abbiamo ravvisato refusi o errori degni di essere riportati, sebbene la nostra copia presenti qualche pecca a livello tipografico, come sbavature di inchiostro e parti di testo sbiadite.

Nel complesso, dal punto di vista estetico, Hyperion: I canti di Hyperion non brilla particolarmente e risulta sottotono se paragonato agli splendidi volumi pubblicati sempre da Mondadori nella collana Oscar Draghi; un ciclo letterario così importante forse avrebbe meritato un’edizione più vistosa e accattivante.

Il testo è suddiviso su due colonne per pagina...
Hyperion

Conclusioni

Con Hyperion: I canti di Hyperion, Mondadori propone i primi due romanzi di un ciclo che ha reinventato il genere della fantascienza epica.

Dan Simmons, autore dalla profonda cultura letteraria, non lesina nel prendere ispirazione dalle opere del passato per imbastire un ciclo di romanzi che letteralmente strabordano di citazioni in ogni pagina. In Hyperion, ad esempio, non è difficile ritrovare la struttura de I Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer o finanche di Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello. I pellegrini di Hyperion, infatti, come quelli dell’autore siciliano sono alla ricerca di una definizione di sé, di qualcosa o qualcuno che possa dar loro un’identità completa e armoniosa, anche se ciò dovesse significare morire.

Molti sono i generi letterari che si possono ravvisare all’interno della fantascienza di Hyperion: I canti di Hyperion, dal romanzo di avventura al cyberpunk, dall’horror agli intrighi politici, passando per altri generei ancora.

La caduta di Hyperion, invece, pur rimanendo un’ottima opera di sci-fi, raramente riesce a raggiungere l’intensità delle proprie storie che i pellegrini raccontano nel primo romanzo. In questo secondo libro le vicende vissute dai protagonisti sono parte di una narrazione molto più ampia, che risulta a volte leggermente impersonale.

La narrazione si fa quindi più complessa e meno lineare rispetto a quanto visto in Hyperion e talvolta il ritmo rallenta in modo evidente, a volte eccessivo. La storia rimane comunque avvincente, ricca di colpi di scena, e va a concludersi in un crescendo di drammaticità.

Hyperion e La caduta di Hyperion sono considerati dalla critica tra i migliori romanzi di fantascienza mai pubblicati; risultano estremamente piacevoli per quei lettori in grado di cogliere le infinite citazioni e i rimandi metaletterari, ma sono parimenti appassionanti anche per chi cerca soprattutto una lettura di intrattenimento che presenti anche riflessioni sul possibile evolversi della scienza, meditazioni sul futuro, voli pindarici su chi o cosa diventeremo.

Alcuni lettori meno abituati ai romanzi complessi, pregni di salti stilistici e altri stilemi letterari, però, potrebbero trovare il volume un po’ faticoso, a volte perfino noioso. Il nostro consiglio è quello di non demordere, alla fine ne sarà valsa la pena.

Hyperion

Un libro adatto a…

Hyperion e La caduta di Hyperion (così come gli altri libri del ciclo) sono libri non possono assolutamente mancare nella libreria di ogni amante del genere sci-fi. Questa edizione Mondadori consente a chi non dovesse già averli letti di rimediare al proprio errore, concentrando i due romanzi in un unico volume. Va da sé che ovviamente sarà necessario fare proprio anche Endymion: I canti di Hyperion – Libro due di due, di imminente uscita (disponibile in preordine), per avere il ciclo completo.

Hyperion: I canti di Hyperion è adatto a una larghissima fetta di lettori, sebbene la sua mole e complessità possano scoraggiarne alcuni, soprattutto tra i più giovani e non è certo il mezzo migliore per avvicinare qualcuno al genere sci-fi.

Hyperion: I canti di Hyperion – Libro uno di due

Hyperion: I canti di Hyperion è un corposo volume edito da Mondadori che racchiude i due romanzi di Dan Simmons “Hyperion” e “La caduta di Hyperion”, le prime due opere che vanno a formare il ciclo de I Canti di Hyperion, la saga sci-fi che ha reinventato la fantascienza epica.


Verdetto

Hyperion: I canti di Hyperion racchiude tra le sue pagine due romanzi di fantascienza che non possono mancare nella collezione di ogni amante di questa branca della narrativa di genere. Hyperion e La caduta di Hyperion, infatti, innalzano la fantascienza epica a un nuovo livello e raccontano in modo estremamente avvincente una storia ricca di colpi di scena e colma di citazioni, omaggi e riferimenti ad altre opere letterarie. Lettura altamente consigliata, sebbene possa risultare un po’ faticosa per alcuni.

Pro

- I primi due romanzi di un ciclo che ha fatto la storia
- Sci-fi di altissimo livello
- Storia avvincente

Contro

- Edizione esteticamente un po’ anonima