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I vulcani di Marte potrebbero essere ancora attivi

Uno studio suggerisce che i vulcani potrebbero essere ancora attivi.

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Avatar di Mabelle Sasso

a cura di Mabelle Sasso

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 17/05/2021 alle 11:30 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 12:24
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Marte e i suoi vulcani, uno studio del Planetary Science Institute potrebbe aver fatto luce sulla probabile attività dei vulcani marziani. La nuova scoperta sul Pianeta Rosso è emersa in un nuovo studio, il quale suggerisce che i vulcani potrebbero essere ancora attivi.

scoperto-un-grande-deposito-d-acqua-su-marte-34038.jpg

Lo studio dal nome Evidence for geologically recent explosive volcanism in Elysium Planitia, Mars (Prove di vulcanismo esplosivo geologicamente recente in Elysium Planitia, Marte) ad opera di David G. Horvath, Pranabendu Moitra, Christopher W.Hamilton, Robert A. Craddock e Jeffrey C. Andrews-Hanna e può essere letto, in inglese, a questo link.

Fino a ora la comunità scientifica concordava nel ritenere che l’attività vulcanica di Marte poteva essere datata tra i tre e quattro miliardi di anni fa, un ampio periodo che ha visto alcuni tremori ed eruzioni isolate, tuttavia il nuovo studio porta alla luce nuove prove dell'attività vulcanica marziana, avvenuta sul pianeta circa 50.000 anni fa. Questa datazione potrebbe sembrare un tempo molto distante, tuttavia gli scienziati credono che questo intervallo di tempo possano addirittura esserci residui di attività vulcanica ancora adesso.

marte-157542.jpg

Per arrivare a questa conclusione il team di scienziati del Planetary Science Institute hanno utilizzato i dati ottenuti da orbiter che girano intorno al pianeta e grazie a tali rilevazioni è stato possibile riscontrare una crepa lunga circa quasi 13 chilometri sulla superficie del pianeta. Questa fessura, situata nella regione dell'Elysium Planitia di Marte vicino all'equatore, mostra le prove di un'eruzione piroclastica dovuta all’'espansione dei gas intrappolati al di sotto della superficie marziana. Questa espansione avrebbe così causato la fuoriuscita esplosiva di magma, creando quindi questa grossa crepa.

In merito a questa scoperta David Horvath, autore principale della ricerca, ha affermato che si tratta del deposito vulcanico più recente del pianeta e che quanto osservato si sovrappone perfettamente ai flussi di lava circostanti, lasciando intendere che questo specifico evento sia il più recente e che altri depositi simili nel passato di Marte fossero più comuni, ma che nel tempo siano stati completamente erosi o sepolti.

Marte si rivela ancora una volta, dopo gli straordinari progressi di Perseverance all'interno del cratere Jezero, fonte di incredibili scoperte, che saranno propedeutiche alla futura colonizzazione del Pianeta Rosso. In attesa di questo importante e avveniristico traguardo, potete approfondire l'argomento con il libro Marte. L'ultima frontiera. La vita su un altro pianeta di Sarah Stewart Johnson, disponibile a questo link di Amazon.

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