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Giochi di ruolo

Il Richiamo di Cthulhu 7a edizione, il ritorno dei Grandi Antichi


Il Richiamo di Cthulhu 7a Edizione
Editore
Raven Distribution
Autori
Sandy Petersen, Mike Mason, Paul Fricker, Lynn Willis
Ambientazione
Horror
Genere
Investigativo
N. Pagine
432
Il Richiamo di Cthulhu 7a edizione, il gioco di ruolo horror basato sulle opere di Lovecraft. Un gruppo di Investigatori contro gli orrori dei Miti, in una spirale discendente verso la follia. Adatto sia a chi si affaccia per la prima volta al gioco di ruolo, sia ai giocatori navigati.

Un gioco di ruolo (GDR)  a sfondo horror basato sui libri realizzati dallo scrittore H.P. Lovecraft ed adatto a tutti gli amanti dell’investigazione e dei misteri. Un gioco dove ambientazione, tensione e pericolo la fanno da padrone e risolvere una situazione a colpi d’arma da fuoco può solo portare ad una prematura dipartita dei personaggi interpretati dai giocatori!

Il Richiamo di Cthulhu è un gioco di ruolo di misteri, orrori e investigazioni che nelle sue sette edizioni ha scritto un lungo capitolo della storia dei GDR e che vanta schiere di appassionati in tutto il mondo. Basato sui miti creati da H. P. Lovecraft, è edito da Chaosium e pubblicato in Italia da Raven Distribution.

Anche in questa sua settima incarnazione (la prima risale al lontano 1981), Il Richiamo di Cthulhu rientra nella categoria dei giochi di ruolo old school, cioè quella tipologia di gioco che necessita di un master (chiamato Custode, in questo caso) e che si affida al lancio di dadi per dirimere il risultato delle azioni e degli eventi di gioco più importanti.

Le sue meccaniche, come vedremo, non sono particolarmente complesse. Per questo motivo, oltre a un’ambientazione evocativa ma al contempo legata al mondo reale e quindi facilmente riconoscibile, questo titolo è sicuramente uno dei migliori candidati per chi è neofita o muove i primi passi nel mondo dei giochi di ruolo, sia come master sia come giocatore.

L’unica accortezza, per un’esperienza ludica davvero riuscita, è che almeno il giocatore che assume il ruolo di Custode abbia un minimo di conoscenza delle opere e delle atmosfere lovecraftiane, così da trasmettere il giusto feeling a tutto il tavolo di gioco.

Lovecraft for dummies

Il Solitario di Providence, come viene spesso chiamato Howard Phillips Lovecraft, e le sue opere non hanno sicuramente bisogno di presentazione. A lui si deve, ad esempio, l’invenzione del Necronomicon e degli altri pseudobiblia che tanto sono stati poi utilizzati da altri autori.

Negli anni, la cosmogonia da lui creata è diventata un vero e proprio fenomeno culturale e numerosissimi sono i prodotti a essa legati e abbracciano ogni ambito commerciale e mediale. Per citare un esempio, è solo di un paio di settimane fa  l’uscita sul mercato del videogioco de Il Richiamo di Cthulhu, porting ufficiale del gioco di ruolo di cui stiamo trattando ora.

A ogni modo, prima di addentrarci nei meandri del prodotto, vogliamo spendere due brevissime parole per chi proprio non abbia mai sentito parlare del Solitario di Providence.

Lovecraft (1890 – 1937) è stato uno scrittore e poeta statunitense ed è uno dei principali esponenti dei generi letterari horror, sci-fi e weird, sebbene tale riconoscimento gli sia arrivato solo postumo.

Non ha mai goduto, infatti, di molta popolarità presso la critica del suo tempo, se si escludono alcuni “scrittori amici” che ne hanno portato avanti la poetica, contribuendo a creare quelli che sono ormai universalmente riconosciuti come il ciclo dei Miti di Cthulhu. Tra questi, per citarne alcuni, August Derleth, Clark Ashton SmithRobert E. Howard, l’autore del cimmero Conan. Tra gli autori dei nostri giorni che pesantemente hanno preso ispirazione da HPL, non possiamo non citare Stephen King Neil Gaiman.

Nei suoi numerosi racconti, di cui consigliamo la lettura, Lovecraft propone una visione estremamente pessimista dell’universo e del posto che l’uomo ha in esso. L’umanità non è altro che una presenza insignificante in un cosmo popolato da potenze sconosciute, inconoscibili, terribili e terrificanti.

Un GdR con un’ambientazione da brivido

Ne Il Richiamo di Cthulhu, che prende il nome dall’omonimo racconto di Lovecraft, la cosmogonia del Solitario di Providence è il fulcro centrale su cui ruota tutta l’ambientazione del gioco. Il riuscire a ricreare le atmosfere e le situazioni tipiche dei racconti di HPL è il discrimine che rende una partita a questo titolo un evento memorabile o semplicemente un pregevole svago.

Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l’incapacità della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell’infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà, e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo.”

Queste parole, pronunciate dal protagonista del racconto Il Richiamo di Cthulhu e di cui ne compongono l’incipit, riassumono perfettamente l’intera poetica lovecraftiana e l’atmosfera che il gioco vuole trasmettere.

I racconti di Lovecraft raramente presentano un lieto fine. I loro protagonisti vanno spesso incontro a una fine tragica o sono spettatori inermi di eventi terribili e terrificanti su cui possono intervenire solo in minima parte. Le uniche vie di fuga loro concesse sono il sogno e la pazzia.

Tutto ciò si rispecchia nei personaggi interpretati dai giocatori durante le sessioni di questo titolo che ha fatto la storia del gioco di ruolo.

Personaggi reali in un modo reale

Diversamente dalla maggior parte degli altri GdR in cui i giocatori si calano nel ruolo di personaggi in qualche modo eccezionali se non superumani, ne Il Richiamo di Cthulhu i protagonisti sono uomini normali, con vite e professioni normali che, loro malgrado, si ritrovano a investigare misteri inspiegabili e fronteggiare orrori cosmici, creature aliene e culti blasfemi. Il tutto, cercando di portare a casa la pelle senza al contempo impazzire nel tentativo.

Creare un personaggio è semplice. Tramite lancio di dadi e assegnazione di punteggi, seguendo punto per punto l’ottima spiegazione contenuta nel capitolo dedicato, in poche decine di minuti sarà possibile ottenere un personaggio ben delineato e pronto all’avventura.

Numerose sono le professioni a disposizione dei personaggi proposte dal Manuale base. Queste spaziano dal Professore all’Atleta, dall’Agente di Polizia all’Investigatore privato, passando per il Contadino, l’Avvocato e molte altre. Alcune saranno indicate come “lovecraftiane”, come ad esempio il Bibliotecario, a indicare che sono quelle che maggiormente ricorrono nei racconti di Lovecraft. Altre, invece, saranno etichettate come moderne, come ad esempio l’Hacker.

Quest’ultima, è una distinzione importante, poiché con il regolamento del Manuale base è possibile giocare in due periodi storici differenti.

Uno è quello “canonico” dei racconti di Lovecraft: un’ambientazione legata al New England dei ruggenti anni Venti, sebbene sia possibilissimo giocarlo in qualsiasi altro posto con un po’ di lavoro di ricerca da parte del Custode. L’altro, è appunto la cornice moderna, facilmente ambientabile in ogni parte del globo.

Se le molte professioni per i personaggi, presenti sul Manuale base, non dovessero essere sufficienti agli occhi del giocatore più esigente, alcune regole ben delineate offrono gli strumenti per crearne di nuove da zero. Inoltre, Raven Distribution ha già pubblicato il supplemento Il Manuale dell’Investigatore che contiene una miriade di nuove professioni, oltre a tante altre informazioni utili a Custodi e Investigatori.

Investigatori, non guerrieri

L’investigazione è una delle chiavi di volta di questo gioco. I personaggi, infatti, il più delle volte dovranno cercare indizi, pedinare loschi individui, estorcere informazioni e svelare le trame di folli cultisti desiderosi di scatenare sul mondo l’orrore dei Grandi Antichi.

Ne Il Richiamo di Cthulhu, quindi, il combattimento è una parte molto meno fondamentale rispetto ad altri titoli. È possibile trascorrere un’intera avventura senza nemmeno sparare un colpo o menare un fendente.

Il combattimento deve essere considerato l’ultima risorsa per gli investigatori e spesso conduce i personaggi a una fine prematura, all’incarcerazione o al ricovero presso un ospedale psichiatrico.

Le meccaniche di gioco

Il sistema di gioco de Il Richiamo di Cthulhu nel corso della sua storia editoriale è rimasto pressoché invariato, se si eccettuano piccole modifiche e miglioramenti che in questa settima edizione si sono fatti più corposi.

Il sistema si basa sull’utilizzo dei dadi percentuale per determinare il successo o il fallimento di un’azione; l’intervallo di risultati possibili con un lancio di dadi, quindi, varia da uno a cento. Ottenere un valore che sia compreso in questo intervallo è semplicissimo, è sufficiente lanciare due dadi a dieci facce, uno rappresentante le decine e l’altro le unità. Quindi, se il dado delle decine ottiene un 5 e quello delle unità un 3, il risultato ottenuto dal giocatore sarà 53.

Quasi tutti i punteggi sulla scheda del personaggio sono espressi in valori percentuali, dalle Caratteristiche, che indicano Forza, Intelligenza, Aspetto e altri tratti principali, alle Abilità, che indicano quanto il personaggio sia bravo in un determinato compito o ambito: ad esempio Guidare Auto o Archeologia.

Per vedere se una certa azione ha successo o meno, il giocatore dovrà quindi tirare i dadi percentuale e ottenere un risultato pari o inferiore al suo punteggio nell’abilità che entra in gioco in quell’azione.

Una meccanica semplice ma non scialba

Non tutti i compiti, però, sono ugualmente facili o difficili. Un conto è guidare tranquillamente in una deserta strada di campagna, un conto è sfrecciare in discesa su una strada di montagna, di notte, sotto un temporale e con i freni rotti. L’abilità in gioco sarà sempre Guidare Auto, ma la difficoltà sarà diversa.

Ecco, quindi, che in questa edizione entrano finalmente in gioco i livelli di difficoltà, che modificano il punteggio dell’abilità dimezzandolo (tiro Arduo) o riducendolo a un quinto del valore di partenza (tiro Estremo)

L’intervento di fattori esterni, inoltre, potrà modificare il tiro del dado, con l’aggiunta di un dado bonus o un dado penalità. Infine, risultati di dado particolarmente bassi o alti saranno interpretati come successi critici o fallimenti disastrosi.

Allo stesso modo funziona anche il combattimento; le abilità di lotta e quelle inerenti all’uso delle armi sono anch’esse su base percentuale.

L’unica parte di regolamento non perfettamente riuscita, a nostro avviso, è quella relativa alle regole sugli inseguimenti, novità introdotta in questa edizione. Sebbene siano molto interessanti e funzionino alla perfezione sulla carta, una volta portate sul tavolo da gioco risultano un pochino macchinose e rischiano di spezzare il ritmo della narrazione. Sono, però, un ottimo spunto da cui partire per gestire gli inseguimenti in modo più narrativo.

Infine, usare con successo un’abilità offre vantaggi non solo nell’immediato, ma anche sulla lunga distanza. Al termine dell’avventura, infatti, tutte le abilità che sono state utilizzate con successo e che il giocatore avrà provveduto a marcare, avranno la possibilità di aumentare il proprio punteggio: il personaggio impara dall’esperienza vissuta.

Non tutte le esperienze però, saranno positive per i personaggi, alcune andranno a ledere direttamente la loro sanità mentale e potrebbero condurli alla pazzia.

Una lenta discesa nella follia

Una delle cose che hanno fatto la storia de Il Richiamo di Cthulhu sono le regole riguardanti il logoramento mentale degli Investigatori, una volta esposti agli orrori cosmici dei Miti lovecraftiani.

Tra le Caratteristiche dei personaggi una delle più fondamentali è la Sanità Mentale (conosciuta anche come SAN). Il suo valore varierà continuamente durante un’avventura e può cambiare sensibilmente all’interno di una campagna (più avventure unite da un filo conduttore), aumentando e diminuendo. Soprattutto diminuendo.

Più il punteggio è alto e più gli Investigatori saranno equilibrati, razionali e sani di mente. Durante le loro investigazioni, però, i personaggi avranno a che fare con situazioni scioccanti e sconvolgenti, orrori ultraterreni, creature aliene e innaturali e libri arcani contenenti le terribili verità cosmiche dei Miti di Cthulhu. Queste metteranno a dura prova le loro certezze sull’ordine naturale delle cose e mineranno la loro salute mentale.

La SAN sarà dunque la misura sia dello stato di salute mentale dei personaggi, sia della loro capacità di resistere a quegli stimoli snervanti o terrificanti

Perdendo punti SAN (a seconda del risultato di un tiro percentuale sulla Caratteristica stessa), saranno vittime di episodi di pazzia temporanea o permanente, sviluppando patologie psichiatriche. I più sfortunati sprofonderanno nella follia definitiva, e termineranno anzitempo la loro carriera tra le mura imbottite di un manicomio.

Conclusioni

Il Richiamo di Cthulhu è un gioco di ruolo che ha fatto la storia e che continua a vantare schiere di appassionati. Questa settima edizione lo trasporta ai tempi moderni, con un importante svecchiamento di alcune meccaniche di gioco.

È un gioco che si presta benissimo sia per partite one-shot, auto conclusive, sia per lunghissime campagne in giro per il mondo.

Per temi e atmosfere è il titolo ideale per gli amanti dell’horror e delle investigazioni, per il suo sistema semplice ma profondo è perfetto sia per i neofiti del GdR sia per i giocatori di lunga data. Meno indicato per chi cerca un’esperienza di gioco con personaggi potenti e più rivolta al combattimento.

Sotto la guida di un Custode adulto che ne mitighi gli aspetti orrorifici e quelli legati alla pazzia, può essere un prodotto utilizzabile per avvicinare i più giovani al mondo del gioco di ruolo.

Il prodotto editoriale

Il Manuale base della settima edizione de Il Richiamo di Cthulhu è un più che buono prodotto editoriale.

Dal punto di vista meramente tattile e visivo, si presenta come un corposo volume rilegato con copertina cartonata rigida. Sfogliandolo, salta subito all’occhio la buona qualità della carta patinata che ben mette in risalto le belle illustrazioni a corredo del testo. La presenza, inoltre, di due segnalibri in seta è un piacevole valore aggiunto che consente al custode di ritrovare facilmente quelle regole un po’ più ostiche, per consultarle all’occorrenza.

Dal punto di vista del contenuto, il manuale è ottimo e contiene tutto il necessario per iniziare a giocare da subito. Oltre alla creazione dei personaggi, alle regole di gioco e a quelle sulla SAN, comprende una completissima sezione di bestiario, una sulla magia dei Miti di Cthulhu, una sui tomi di conoscenze arcane e ben due avventure, una più esplorativa e una più incentrata sull’investigazione, che saranno una manna per i Custodi alle prime armi.

Interessanti, inoltre, per chi già possedesse le precedenti edizioni del gioco, i cui materiali pubblicati negli anni sono al 100% compatibili e facilmente adattabili in pochi minuti, le nuove regole e le modifiche introdotte (soprattutto quelle in creazione del personaggio).

Il manuale è attualmente alla sua quarta ristampa e vi consigliamo di acquistare questa versione presente in commercio. Nella prima edizione del prodotto (quella in nostro possesso) erano infatti presenti alcuni errori in statistiche e tabelle (prontamente segnalati da Raven Distribution con dei file di errata corrige scaricabili dalla rete) oltre ad alcuni refusi di traduzione ed errori grammaticali che non inficiavano in alcun modo la fruizione del gioco ma semplicemente stonavano in un prodotto altrimenti davvero sopra la media. Nella attuale versione sul mercato ogni elemento è stato sistemato e corretto.

Il Richiamo di Cthulhu 7a Edizione

Il Richiamo di Cthulhu 7a edizione, il gioco di ruolo horror basato sulle opere di Lovecraft. Un gruppo di Investigatori contro gli orrori dei Miti, in una spirale discendente verso la follia. Adatto sia a chi si affaccia per la prima volta al gioco di ruolo, sia ai giocatori navigati.


Verdetto

Il ritorno di un grande classico, il gioco di ruolo ideale per gli amanti dell’horror e di Lovecraft. Le meccaniche semplici ma profonde sono perfette per tutti i tipi di giocatore. Le atmosfere trasmesse dal gioco, nelle mani di un buon narratore, sono in grado di suscitare nei giocatori forti emozioni. Giocare la lenta discesa nei meandri della follia è un’esperienza davvero impagabile. Il sistema di gioco, più riflessivo che improntato al combattimento, può essere un limite per chi cerca lo scontro nudo e crudo. La prima edizione della versione italiana purtroppo non risulta priva di refusi.

Pro

- Evocativo e lovecraftiano
- Regolamento originale ottimamente svecchiato
- Interessante gestione della sanità mentale
- Adatto sia a one-shot sia a lunghissime campagne

Contro

- Regole sugli inseguimenti macchinose