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Japan Art: Takashi Murakami tra Pop Art e Superflat

Manga, Ukiyo-e, kawaii, otaku. Ecco alcune delle parole chiave per capire Takashi Murakami, probabilmente l’artista giapponese più conosciuto nel mondo.

Nato a Tokyo nel 1962, Murakami è oggi l’artista giapponese più influente a livello internazionale. Contribuisce sicuramente il fatto che sia un artista poliedrico che passa dalla pittura alla scultura fino all’arte grafica e alle collaborazioni commerciali con molta facilità.

Takashi Murakami è un otaku, è un artista, è un imprenditore d’arte.

takashi murakami

 

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Superflat

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Quando l’artista giapponese  ha coniato il termine Superflat nel 2001, ha lanciato uno dei movimenti più vigorosi dell’arte postmoderna. Basato sulla compressione dell’Ukiyo-e (il tipico stile artistico bidimensionale giapponese), con l’estetica kawaii e quella di anime e manga, il Superflat ha portato altri artisti a contribuire a rendere il Giappone notevole dal punto di vista dell’arte contemporanea. Spesso classificato come una forma giapponese di Pop Art, il Superflat è diventato un fenomeno internazionale, infiltrandosi in tutte le aree della cultura, dall’arte pura a quella commerciale.

Il super-piatto ha un altro significato oltre al concetto dello stile non tridimensionale dell’arte giapponese: osserva anche la piatta superficialità della cultura del consumo, una cosa che il movimento ha contemporaneamente detto di celebrare e sfruttare criticamente.

Chi sono gli altri artisti giapponesi Superflat? Non sono pochi, e alcuni di essi fanno parte dell’associazione Kaikai Kiki. Una mostra collettiva “Superflat“, tenutasi alla MoCA Gallery , in California nel 2001 comprendeva artisti, designer e fumettisti giapponesi noti come artisti Superflat, tra cui Takashi Murakami (ovviamente), Yoshitomo Nara, Chiho Aoshima, Aya Takano, Yoshinori Kanada, molto noti anche in occidente.

Un’altra fantastica mostra, chiamata Kawaii! El Japó ara, tenutasi presso l’Espai 13 della Fundació Joan Miró tra il 2007 e il 2008, verteva più sul concetto di kawaii, ma era inevitabilmente Superflat e comprendeva opere di Chiho Aoshima, Aya Takano, Erina Matsui, Tomoko Sawada i Kowei Nawa.

Kaikai Kiki Co.

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La Kaikai Kiki è una società di produzione artistica, ed è stata fondata da Murakami con l’obiettivo principale di promuovere e produrre opere d’arte, e di supportare giovani artisti selezionati.

La loro mission è anche quella di creare un ponte tra “l’arte contemporanea” e il mondo dello spettacolo, oltre che far divertire le persone.

La compagnia rappresenta una serie di artisti internazionali di spicco tra cui Aya Takano, Chiho Aoshima,  Mr., Kazumi Nakamura, Emi Kuraya e Yūji Ueda. La società è nata a Saitama, ad Asaka City e ora ha uffici a Tokyo e New York.

Mr. Dob: l’alter ego di Murakami

takashi murakami

Takashi Murakami è molto critico nei confronti del Giappone e della sua cultura, che considera al limite dell’autismo. Durante un’intervista per la trasmissione Cult, quando all’artista viene chiesto di parlare della sua opera Time Bokan, ecco come risponde:

“Questa nazione è stata evirata. Noi giapponesi non conosciamo la nostra vera identità culturale”
Takashi Murakami

L’artista, oltre a condannare la società per la sua piattezza, la critica anche per la forte discriminazione che attua nei confronti degli otaku, che molto ha a che fare con il kawaii: si tratta di vivere in buona parte nella fantasia, lasciandosi la disperazione della vita reale alle spalle.

Così, nel 1993 l’artista crea il proprio alter ego: Mr. Dob, un simpatico topolino dai tratti tondeggianti, che poi nelle varie opere viene rappresentato in varie versioni. Questa rappresentazione per Murakami è il simbolo dei quella cultura giapponese infantilizzata, che a suo dire caratterizza il Giappone.

Louis Vuitton Superflat Monogram

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Murakami ha collaborato con molte realtà artistiche, fashion e commerciali. La più famosa è senza dubbio quella con Louis Vuitton: nel 2003 Marc Jacobs era direttore artistico della maison Vuitton, e Murakami fu chiamato ad applicare la sua creatività sulle borse monogram del marchio francese. Il successo della borsa Cherry Blossom e della collaborazione in generale è stato insindacabile.

Nel 2015, il creativo ha creato una collezione per Vans, dando vita ad una coloratissima serie limitata di sneakers che è andata subito sold out.

Proprio in questo periodo, Murakami sta presentando una collezione in collaborazione con la cantante statunitense Billie Eilish per Uniqlo. Nel breve video di presentazione si vede una statua di Eilish nello stile dell’artista, con una maglietta che dovrebbe rappresentare la prossima serie in edizione limitata.

Non è la prima collezione in collaborazione con il brand d’abbigliamento giapponese: già nel 2018 l’artista aveva realizzato per Uniqlo una linea di t-shirt ispirata alla sua esposizione “The Doraemon Exhibition Tokio 2017“.

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Si trattava di una serie di magliette disponibili in una vasta gamma di colori,con sopra delle stampe accattivanti di opere d’arte che mischiavano lo stile Murakami ai personaggi di Doraemon.

Murakami a Versailles

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La collaborazione più prestigiosa dell’artista forse, resta l’esposizione nella Reggia di Versailles tenutasi nel 2010. Ventidue opere, metà delle quali inedite hanno decorato e contrastato piacevolmente con lo stile della reggia seicentesca.

Incredibilmente d’effetto l’antitesi tra arte contemporanea Superflat di Murakami e lo stile Barocco della dimora reale dei Borbone di Francia. Da un lato l’ostentazione del lusso occidentale che ha caratterizzato la dinastia dei regnanti della monarchia francese fino alla deposizione di Luigi XVI, dall’altro un’ostentazione fatta di colori sgargianti, di forme kawaii e di concetti consumistici espressi dall’arte Superflat giapponese.

“Per noi, “Murakami Versailles” si presenta come un allegro prolungamento del patrocinio notevole di Luigi XIV delle arti. C’è qualcosa di quasi ereditario circa l’aspetto di queste sculture in questo luogo. Sono trionfi del barocco populista incorniciato dal barocco regale. Si può venire a guardare il lavoro di Murakami, ma le sue sculture vi costringono a rivolgere la vostra attenzione a Versailles.”
Tratto da un articolo del New York Times

L’esposizione iniziava nel salone di Ercole con l’opera “Tangari-Kun”, una grande scultura con simboli provenienti dal buddismo tibetano e dalla cultura maya. Si proseguiva poi nel salone dell’Abbondanza dove c’era esposto un Buddha d’argento, per poi giungere al salone di Venere dove i personaggi Kaikai e Kiki svettavano orgogliosi. Prima di raggiungere il giardino, il percorso continuava con lampade, quadri e cartoni animati dove i protagonisti erano i tipici fiori dai volti sorridenti. La mostra si concludeva infine con la scultura di un Buddha di bronzo e di foglie d’oro, alto più di cinque metri.

takashi murakami

Murakami nel 2014 ha esposto anche a Palazzo Reale di Milano, con una mostra intitolata Takashi Murakami. Il ciclo di Arhat, già esposto con nelle più importanti gallerie del mondo. Questa mostra includeva, fra le altre, anche due sculture e un ciclo di opere dedicate al disastro nucleare di Fukushima. Parlando di questo, l’artista ha dichiarato:

“Dopo la catastrofe di Fukushima, mentre tutti dicevano che ogni cosa era sotto controllo, miliardi di radiazioni colpivano la popolazione che ha cominciato a organizzare proteste intorno a Tokyo. L’ansia era talmente alta che la gente voleva manifestare. Queste opere nascono con l’ansia che pesava sulle mie spalle. Forse non saranno molto importanti nel contesto della storia contemporanea ma sono molto sincere.”
Takashi Murakami

Murakami è un artista giovane e molto popolare, rappresentante a modo suo di una generazione e di un sistema sociale in crisi. Sta allo spettatore uscire dalle definizioni di “imprenditore” e “artista” attribuitegli, al fine di capire il lavoro di un maestro che ha rivoluzionato il modo di concepire l’arte e ha fuso tanti concetti all’interno di una produzione di successo.

Riferimenti online dell’artista:
Twitter
Instagram
Kaikai Kiki Site
Kaikai Kiki Gallery

Se ti piace l’arte di Takashi Murakami, ecco un catalogo realizzato in collaborazione con Nobuo Tsuji e il Museum of Fine Arts di Boston, disponibile adesso su Amazon.