Libri e Fumetti

Jim Lee conferma il nuovo assetto DC e il futuro della linea

È stata una delle settimane più difficili in casa DC a causa della violenta ondata di licenziamenti che ha investito la casa editrice e in generale tutte le compagnie del conglomerato controllato dal colosso delle telecomunicazioni AT&T fra cui Warner Bros. e HBO. Dopo alcuni giorni in cui sono circolate voci di ogni tipo – compresa quella delle chiusura delle divisione editoriale – Jim Lee, publisher e chief creator officer, ha concesso una lunga intervista a THR in cui ha parlato del nuovo assetto della casa editrice e del futuro della linea editoriale.

È stato un vero e proprio flusso di coscienza quella del disegnatore che ha subito definito come “difficile” la settimana appena trascorsa perché hanno salutato la compagnia tantissime persone che hanno contribuito a plasmarla – nello specifico molti dirigenti fra Bob Harras (Editor-in-Chief), Bobbie Chase (Vice President Global Publishing Initiatives & Digital Strategy) e Hank Kanalz (Senior Vice President Publishing Strategy & Support Services) ma anche alcuni editor di un certo peso come Mark Doyle (Executive Editor di DC Black Label) e Brian Cunningham (Senior Story Editor).

Jim Lee sul futuro delle pubblicazioni a fumetti

Jim Lee è stato chiaro: la riorganizzazione porterà via i prossimi 2/3 mesi ma non ci saranno pause né tanto meno è stato chiesto a scrittori e disegnatori di fermare il loro lavoro.

Lee ha definito il fumetto “il cardine” di tutto quello che ruota intorno al marchio DC. 

Raccontare storie, aggiornare la mitologia è fondamentale. Tutte le altre divisioni si appoggiano a noi ed insieme stabiliamo gli elementi significativi di ogni personaggio e di ogni storia che possono utilizzare e incorporare nei loro adattamenti. L’obbiettivo è raggiungere un pubblico di livello globale e i fumetti aiutano a promuovere il marchio in questo senso con consapevolezza e identità ben definite.

Lee specifica che è già in atto una riduzione della proposta editoriale quantificata intorno al 20/25% delle pubblicazioni.

Si tratta di tutti quei fumetti che non riuscivano a raggiungere un punto di pareggio tale [per la DC questo significa solitamente che l’albo non riusciva a mantenersi intorno alle 25.000 copie – NdA] da avere alcun tipo di margina. Dobbiamo ottimizzare i guadagni ed allineare le serie al marchio del franchise che rappresentano e che abbiamo sviluppato assicurandoci così che ogni fumetto che abbiamo pubblicato venga pubblicato con una motivazione specifica.

C’è spazio anche per qualche anticipazione come l’agognato ritorno dell’etichetta Milestone – etichetta fondata negli anni ’90 da disegnatori e scrittori di colore – e per una maxiserie di John Ridley (sceneggiatore di 12 anni schiavo) con protagonista Batman che avrà un forte impatto su tutta la linea dice Lee.

Il disegnatore sgombra anche il campo da alcune voci definite “infondate” come la possibilità di pubblicare unicamente volumi abbandonando del tutto i classici spillati o “l’odio” di AT&T per la linea editoriale spiegando che:

Perché si dovrebbe fermare un processo fatto di idee e creazioni di franchise, un processo continuo. Perché si dovrebbe voler fermare la creazione di contenuti di qualità che possono essere utilizzati in tutte le divisioni di una azienda?

Si parla anche di vendite e dei nuovi distributori UCS e Lunar dopo il divorzio dall’ex-monopolista Diamond.

La mossa è stata rischiosa ma ha superato le nostre aspettative. Non si trattava di trasferire un modello di business da un partner ad un altro ma di creare uno nuovo che nel corso dei mesi andremo sempre di più ad affinare per migliorare il mercato diretto [quello delle fumetterie – NdA]. Batman e Joker War sono andate molto bene, abbiamo ristampato più volte alcuni albi e Three Joker #1 in uscita a settembre ha venduto circa 300.000 copie e si tratta di un albo da 8 dollari!

Jim Lee e il nuovo assetto

Jim Lee ha confermato di essere attualmente il publisher della DC. A lui sono state affiancate – come più volte rumoreggiato – due nuove editor-in-chief, ovvero Marie Javins e Michele Wells.

Questo servirà – ha detto Lee – per migliorare la portata della proposta editoriale in termini demografici e di inclusività ma anche in termini di canali dal digitale al tradizionale passando per le librerie di varia.

Marie Javins, è una figura più legata alla editoria a fumetti tradizionale e di grandissima esperienza, e Michelle Wells è invece più legata invece a quella young adult. In questa doppia scelta sembrerebbe esserci tutta la volontà di riorganizzare la linea tradizionale e potenziare quella young adult che sta facendo benissimo.

Lee ha poi confermato che a settembre entrerà in carica una terza figura:

un partner che si concentrerà sul lato operativo. Una figura che ha una vasta esperienza di marketing, esperienza di partnership globale, esperienza di sviluppo aziendale generale.

Ancora bocche cucite però sul nome di questa figura.

Foto generiche

Jim Lee su DC Direct & DC Universe

Jim Lee ha poi parlato di due divisioni pesantemente interessate dalla ristrutturazione.

Per quanto riguarda DC Direct, la divisione che si occupava di action figure e statue, Lee ha spiegato che DC è stata una delle prime case editrici a creare una divisione specifica per i collectibles e che la divisione non è chiusa ma in ristrutturazione per adeguarsi alle moltissime aziende concorrenti che ci sono oggi sul mercato.

Diverso il discorso per DC Universe sul cui futuro il disegnatore è più criptico. Conferma che tutti i contenuti originali – serie TV e serie animate – migreranno su HBO Max ma che la piattaforma non verrà chiusa ma subirà una evoluzione senza però entrare nel dettaglio.

Jim Lee sul futuro

Parlando del futuro infine Jim Lee parla di internazionalizzazione e digitalizzazione.

Ci saranno più contenuti internazionali e più contenuti digitali. Far crescere il nostro business – fisico o digitale che sia – significa pensare globalmente. Ci concentreremo su questo. Si tratta di prendere i nostri contenuti e tradurli per altri mercati ma anche collaborare con autori e disegnatori in diverse parti del mondo per creare storie che risultino autentiche in quei mercati creando così nuove interazioni e nuove digressioni della nostra mitologia.

Per il digitale aumenteremo i contenuti. Le cose che funzionano bene in digitale funzionano bene anche poi stampate. Prendi Injustice ad esempio: quando uscì il fumetto in digitale la prima volta superò Batman. Ci ha portato molti lettori e ristampato ha venduto benissimo. 

Injustice in questo senso è il nostro modello per la produzione dei nuovi contenuti digitali: quelli che andranno meglio saranno ristampati. Il digitale inoltre ti permettere di raggiungere un pubblico più vasto e più facilmente soprattutto in un momento storico come questo.

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