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L’Accademia della Crusca promuove la parola “cringe”

La prestigiosa Accademia della Crusca ha inserito nel suo vocabolario la parola cringe. Il termine inglese è molto usato dai giovani soprattutto nel contesto dei social network e sta a indicare qualcosa di molto imbarazzante. La dicitura ufficiale riportata sul sito dell’Accademia nella sezione Parole Nuove è la seguente:

Agg. ‘imbarazzante, detto di scene e comportamenti altrui che suscitano imbarazzo e disagio in chi le osserva’.

Sost. 1. ‘la sensazione stessa di imbarazzo’; 2. ‘il fenomeno del suscitare imbarazzo e, in particolare, le scene, le immagini, i comportamenti che causano tale sensazione’.

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La parola, quindi, ha doppia valenza, può essere usata nella nostra lingua, in qualità di prestito linguistico, sia con funzione di aggettivo, sia con quella di sostantivo. L’etimologia della parola è, ovviamente, inglese. Deriva dal verbo to cringe “nei significati di ‘to draw in or contract one’s muscles involuntarily (as from cold or pain)’ (rannicchiarsi o contrarre i muscoli involontariamente come per il freddo o per il dolore), ‘to recoil in distaste’ (indietreggiare per il disgusto), ‘to shrink in fear or servility’ (rannicchiarsi per paura o per servilismo) e infine ‘to feel embarrassed and ashamed about something’ (provare imbarazzo e vergogna per qualcosa); sostantivo cringe ‘the act of cringing’“.

Qual è, però, l’origine dello slang in questione? Sempre dal sito dell’Accademia della Crusca apprendiamo che la parola ha iniziato a diffondersi sul web a partire dalla messa online di video dal titolo Try not to cringe, che raccoglievano una serie di situazioni imbarazzanti e spiacevoli, le cosiddette challenge, molto popolari tra i giovani sui social network. Le pagine online dedicata al nuovo lemma in uso nella lingua italiana non sono poche. Da ricordare è sicuramente il sito Slengo che riporta il significato della parola nel seguente modo: “Un momento, una frase, una scena, un meme o una persona che creano imbarazzo e un leggero disagio e imbarazzo in coloro che guardano o ascoltano”. 

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L’Accademia della Crusca, inoltre, nella sua rivista online dedica un approfondimento molto interessante all’accettazione del prestito linguistico nella nostra lingua, partendo, però, da una approfondita analisi etimologica del termine inglese che meglio ci fa comprendere le varie sfumature del suo significato, abbastanza diverso dalle prime attestazioni d’uso risalenti al tredicesimo secolo.

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