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Luke Cage: chi è il primo eroe di colore Marvel

Spesso si dice che la fortuna di Marvel Comics sia stata la presenza di una figura chiave come Stan Lee. Tralasciando le polemiche sollevate spesso sulle sue modalità di lavoro, specie legate alle proprietà intellettuali dei vari personaggi, va riconosciuto al Sorridente Stan la capacità di aver sempre intercettato quelle che erano le tendenze culturali del periodo, dando consigli ai creativi Marvel per dare vita a nuovi personaggi. Nei primi anni ’60 il crescente interesse per il misticismo portò alla nascita di Dottor Strange, la curiosità per le arti marziali diede vita a Shang-Chi e quando la blaxploitation prese il via si arrivò alla creazione di un personaggio che ne fosse l’interprete perfetto: Luke Cage.

Un eroe per un’America in mutamento

Come spesso accade per i personaggi dei comics, per comprendere le origini di Cage dobbiamo ripensare alla società statunintense degli anni ’70. La lotta per i diritti civili degli afroamaricani è una battaglia sociale ancora viva e sentita, che attraversa la società americana in modo continuo. Tra i diversi modi usati per rivendicare una propria identità culturale, la popolazione afroamericana era in cerca di diverse modalità espressive, e una di queste era il cinema.

Nel 1971 esce Shaft, pellicola a basto costo basata su un investigatore di colore che si confronta con la criminalità newyorkese. In questo film emergono i dettagli della cultura afroamericana, diventando un tassello importante per l’affermazione di un movimento di rivendicazione culturale che fatica a trovare una propria via, rendendo Shaft, film di enorme successo, al punto che MGM, la major produttrice, mette subito in cantiere dei seguiti. Questo successo spinge Julius Griffith,  presidente della NACCP (Nation Association for Advancement of Colored People) a coniare il termine blaxploitation.

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Sotto questo neologismo vengono ricondotte tutte le opere, in qualunque forma, che vedono come fulcro narrativo personaggi di colore, maschili o femminili, che si muovono in contesti urbani di profondo degrado, spesso coinvolti in una ricerca di giustizia, privata e sociale, ponendo attenzione alle profonde disparità sociali. Stilisticamente, sono esaltate violenza e contenuti sessualmente espliciti, sempre nell’ottica della morale del periodo.

A questo elemento si unisce il fiorire della cultura del fumetto underground. La Comics Code Authority introdotta sul finire della Golden Age è ancora una gabbia con cui gli autori delle grandi case editrici devono confrontarsi quotidianamente, spingendo alcuni fumettisti a dare vita all’underground comix, una tendenza in cui gli autori si sentivano liberi di trattare temi più impegnativi usando anche un linguaggio più libero e trasgressivo. Una rivoluzione che lentamente arriva anche nelle realtà editoriali più note, che iniziano lentamente ad introdurre tematiche più complesse e controverse, sondando i confini della Comics Code Authority.

In questo scenario, Stan Lee, ricettivo come sempre alle tendenze del momento, vuole spingere la Marvel verso un nuovo primato. Se nella Golden Age era stata la National Periodical Publication (prossima a divenire DC Comics) a indicare la rotta per il fumetto supereroistico, nella Silver Age fu la Marvel Comics a diventare il fulcro della rinascita dei comics degli eroi mascherati, soprattutto per le felici intuizioni di Lee.

Come sempre, il Generalissimo intuì che era in arrivo una rivoluzione sociale, occasione che Marvel non poteva lasciarsi scappare. Conscio del successo della blaxploitation, Lee interpella Roy Thomas per creare il primo protagonista di colore dei fumetti Marvel, e dell’intero settore. Ad onor del vero, Lee ha da parecchio nel cassetto un’idea su un personaggio di colore, Black Panther, ma la dirigenza Marvel non vede di buon occhio un personaggio di colore il cui nome ricorda il violento movimento delle Pantere Nere, motivo per cui era necessario creare un nuovo personaggio.

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Lee e Thomas si rivolsero a Archie Goodwyn, dato che in passato aveva lavorato su personaggi dei fumetti afroamericani per la Warren Publishing. L’idea di Thomas era di ispirarsi al personaggi del romanzo Gladiator di Philip Wyle, invulnerabile e dotato di forza sovraumana, capace di compiere salti incredibili. Cage venne quindi pensato come un eroe dalla pelle indistruttibile, che avrebbe dovuto rappresentare anche il suo punto debole. Fedele all’idea di dare un’idea scientifica alle origini dei poteri dei supereroi Marvel, Thomas pensò di rendere Cage una cavia di esperimento scientifico, che come effetto collaterale gli diede i suoi poteri. Questo dettaglio ha una base storica in uno dei capitoli più oscuri della scienza medica statuinentese: lo Studio Tuskegee sulla Sifilide.

Questa ricerca biomedica venne condotta dal 1932 sino al 1972, con l’obiettivo di studiare gli effetti della sifilide, utilizzando la popolazione di colore come cavia inconsapevole. Ai volontari che si sottoposero alla sperimentazione venne promessa assistenza sanitaria gratuita, ma il tutto venne svolto violando l’etica morale, forzando il manifestarsi della malattia e non utilizzando le corrette profilassi per curare i malati.

Ispirandosi a questo vergognoso esperimento, Thomas decise di utilizzare una simile sperimentazione priva di morale per dare a Cage i suoi poteri. L’idea piace a Lee, che affida la realizzazione grafica del personaggio a John Romita Sr, direttore artistico Marvel, imponendo solo la presenza delle catene d’oro, viste come un richiamo alle origini stesse del personaggio. Il primo numero di Luke Cage, Hero for Hire è del giugno 1972, con i disegni di George Tuska. Si tratta del primo personaggio afroamericano ad ottenere una propria testata.

Luke Cage, urban hero

Luke Cage si muove in una New York completamente diversa da quella dei supereroi Marvel già in attività. La zona più presente in queste storie è il quartiere di Harlem, centro della comunità afroamericana newyorkese. Le avventure del personaggio lo portano a confrontarsi su un piano umano con la criminalità locale, in un contesto di degrado sociale che consente di presentare piaghe sociali solitamente ignorate dai comics. La serie, dopo un primo successo, perde vendite e nel 1974 si tenta un rilancio con un nuovo titolo, Luke Cage: Power Man, ma il declino della blaxploitation si abbatte anche sulla serie di Cage.

Nello stesso periodo un’altra serie sta perdendo visibilità: Iron Fist. Nato durante l’esplosione dell’interesse per i film di arti marziali, Iron Fist patisce la fine dell’interesse dei film di karate, iniziando a diventare una serie in perdita. In Marvel allora nasce un’idea: unire i due personaggi e renderli una coppia. Nasce quindi Power Man ed Iron Fist, una serie che dura ben otto anni. Il duo fa parte della ristretta cerchia degli urban heroes marvelliani, assieme a Daredevil e Jessica Jones.

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Finita l’avventura degli Eroi in Vendita, Cage diventa un personaggio ricorrente in diverse storie di altri personaggi Marvel, prendendo parte ad alcuni dei più importanti maxi eventi della casa editrice.

Luke Cage, da galeotto a eroe

Fedele alla sua origine di personaggio classico della blaxploitation, Cage ha una vita tormentante, specialmente nei primi tempi.

Nato Carl Lucas, è figlio  del detective James Leonard Lucas Sr, e viveva nel quartiere Harlem. ontrariamente al fratello maggiore James Jr, Carl tende a ribellarsi alla disciplina severa con cui il padre decide di educare i figli; ribelle nell’animo, Carl finisce per fare amicizia con Willis Stryker, una compagnia che lo porterà ad affiliarsi alla gang dei Rivals, allontanandolo sempre più dalla famiglia. La sorte vuole che proprio una pallottola esplosa da uno dei Rivals uccida la madre di Carl, una tragedia per cui il padre e il fratello lo ritengono responsabile. È il segno per Carl che bisogna cambiare vita, e il giovane abbandona i Rivals, pur rimanendo in contatto con Stryker, decidendo di cercare un lavoro onesto; in questo periodo, Carl conosce Reva Connors, di cui si innamora, non sapendo che la donna è nelle mire di Stryker, che nel frattempo ha continuata la sua scalata nella malavita, pestando i piedi alla Maggia (la Mafia della Marvel). Per eliminare la concorrenza di Carl, Stryker lo incastra facendo trovare nella sua casa dell’eroina durante una perquisizione della polizia, a causa della quale Lucas viene incarcerato.

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Nei primi tempi di reclusione, Carl viene a sapere che Reva è stata uccisa durante un regolamento di conti, prendendo il proiettile destinato a Stryker. Da quel momento Carl inizia a perdere il controllo di sè, tentando più volte l’evasione e sfogando la propria rabbia facendosi coinvolgere in numerose risse, con in mente solo un obiettivo: uccidere Stryker.

Durante la prigionia, il suo temperamento lo porta ad essere trasferito nel carcere di massima sicurezza di Seagate, dove viene preso di mira da alcuni secondini. Ma è Seagate che conosce il dottore Noah Bernstein, il quale gli propone di partecipare ad un esperimento su rigenerazione cellulare e ritardo dell’invecchiamento; Lucas accetta, ma durante l’esperimento uno dei secondini cerca di ucciderlo modificando i settaggi della macchina, ottenendo l’effetto opposto: Lucas ottiene una forza sovraumana, la sua pelle diventa indistruttibile, e il suo invecchiamento è rallentato. Con questi nuovi poteri, Lucas evade, per ottenere la sua vendetta.

A New York assume l’identità di Luke Cage e in uno scontro con Stryker, diventato il super criminale Diamondback, quest’ultimo rimane ucciso in un’esplosione. Cage decide di rimanere nella sua città e combattere il crimine, ma a pagamento, sotto la costante supervisione medica del dottor Bernstein e con l’aiuto della sua segretaria Claire Temple.

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Da questo momento inizia la vita di supereroe di Luke Cage, una rutilante serie di eventi che lo porteranno a conoscere Danny Rand, ovvero Pugno d’acciaio, che da avversario diventerà presto il fedele compagno di tante avventure. Nel loro percorso, i due amici conosceranno anche Jessica Jones, ex-supereroina che nel corso degli anni si legherà sempre più a Cage, fino al loro matrimonio e alla nascita della loro figlia, Danielle.

Il carattere di Cage lo ha portato più volte a tentare di ritirarsi a vita privata, ma la sua anima da eroe e il suo temperamento lo rendono da sempre uno dei punti di riferimento della comunità supereroistica Marvel.

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