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Cinema e Serie TV

Shang-Chi: chi è il Maestro del kung-fu di casa Marvel?

Conclusa la Fase Tre del Marvel Cinematic Universe, con l’uscita di Spider-Man: Far From Home, l’ulteriore sviluppo del mito dei personaggi della Casa delle Idee al cinema si concilia con la comparsa di eroi poco conosciuti al grande pubblico. Dopo annunci attesi come il ritorno di Blade, finalmente accolto nel Marvel Cinematic Universe, anche un […]

Conclusa la Fase Tre del Marvel Cinematic Universe, con l’uscita di Spider-Man: Far From Home, l’ulteriore sviluppo del mito dei personaggi della Casa delle Idee al cinema si concilia con la comparsa di eroi poco conosciuti al grande pubblico. Dopo annunci attesi come il ritorno di Blade, finalmente accolto nel Marvel Cinematic Universe, anche un personaggio misterioso come Shang-Chi. Riuscirà questo eroe con la pellicola a lui dedicata ad entrare nell’olimpo dei migliori film Marvel?

L’idea di mostrare personaggi insoliti di casa Marvel al cinema è una scelta vincente, visto che consente di esplorare nuove dimensioni ed ambientazioni rese celebri dai fumetti della Casa delle Idee. Dopo aver dato risalto a Vendicatori e X-Men, anche per i cosiddetti personaggi minori è giunto il momento di godersi la meritata celebrità. E ovviamente non poteva mancare un posto per un lottatore del carisma di Shang-Chi.

La nascita di Shang-Chi

Uno dei meriti di Marvel è l’avere sempre cercato di interpretare al meglio quelli che avrebbero potuto essere i gusti del momento dei lettori. Durante gli anni ’70, il pubblico americano iniziò ad appassionarsi alle arti marziali, complice il successo della serie TV Kung Fu. Fedele alla sua filosofia di offrire al pubblico storie in linea con le nuove tendenze, Marvel tentò di acquisire i diritti di Kung Fu per realizzarne una serie a fumetti.

Time Warner, dopo un iniziale interesse, alla fine rifiutò l’offerta di Marvel Comics, costringendo la casa editrice a spostare le proprie mire su un personaggio della letteratura pulp: Fu Manchu.

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Creato ad inizio Novecento dallo scrittore britannico Sax Rohmer, Fu Manchu divenne l’archetipo del ‘pericolo giallo’, inteso come il villain misterioso e calcolatore asiatico. La caratterizzazione di Rohmer di questo genio del male fu così minuziosa che ispirò nemesi di grandi personaggi della letteratura e del cinema, come il Mister No di James Bond, il Mandarino di Iron Man o David Lo-Pan di Grosso Guaio a China Town. Per anni, Fu Manchu è stato presentato, con taglio anche razzista, come l’emblema dei preconcetti occidentali sulle popolazioni orientali.

Fu Manchu, comunque, divenne il simbolo stesso del cattivo per eccellenza, secondo personaggio letterario a meritarsi questo titolo dopo il Moriarty di Conan Doyle. A contrastare il suo genio criminale erano due investigatori inglesi di Scotland Yard, sir Denis Nayland Smith e il dottor Petrie.

In casa Marvel, come detto, Fu Manchu era una figura molto nota, avendo ispirato diversi cattivi di origine orientale. Fu per questo motivo che, alla chiusura di Time Warner per i diritti di Kung Fu, la Casa delle Idee decise di acquistare i diritti del perfido genio del male cinese.

L’idea era quella di partire da un personaggio già noto al pubblico, o almeno da na gran parte di esso, per presentarlo in un’ottica diversa. Sfruttando l’aura misteriosa di Fu Manchu, venne chiesto ad inizio del 1973 a due grossi nomi della Marvel del periodo, Jim Starlin e Steve Englehart, di creare una nuova figura che avesse un legame con il signore del crimine, ma che riuscisse a diventasse il primo eroe Marvel ad rivolgersi agli appassionati di arti marziali (Iron Fist arriverà solo nel 1975).

Starlin e Englehart si misero subito all’opera, in modo da far esordire il loro personaggio, Shag-Chi, nel numero di dicembre 1973 di Special Marvel Edition. Il successo del personaggio è tale, che dopo due soli numeri la testata viene ribattezzata come The Hands of Shang-Chi: Master of Kung-Fu. Ancora una volta la lungimiranza di Marvel coglie nel segno: la serie è un successo strepitoso, che rende Shang-Chi un personaggio talmente amato che le sue avventure durarono per ben dieci anni, concludendosi solo nel giugno 1983 con il numero 125 della serie.

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Ma i fan del Maestro del Kung-Fu non persero il loro eroe. Shang-Chi fece parte con Iron Fist, Le Figlie del Drago e Tigre bianca della serie antologica Deadly Hands of Kung-Fu, che visse per trentatrè numeri dall’aprile 1974 sino al febbraio 1977. In questa serie a disegnare Shang-Chi era Paul Gulacy, che per il volto del personaggio si ispirò ad un giovane attore che stava rendendo celebre il kung-fu al cinema: Bruce Lee.

Shang-Chi, con il termine della serie, non rimane nell’elenco dei principali personaggi Marvel, ma diventa una figura ricorrente in altre serie. Sono poche le sue avventure in solitaria, quasi tutte dopo gli anni ’90, al rifiorire del fascino per i film di arti marziali, e raccolte in miniserie che avevano il compito di riportare il personaggio nel Marvel Universe, specialmente per una nuova generazione di lettori.

Il padre di Shang-Chi

Un aspetto essenziale del mito di Shang-Chi è la figura paterna. La sua nascita editoriale è profondamente legata, come visto, alla figura di Fu Manchu. Questa parentela era possibile, almeno in origine, grazie al possesso da parte di Marvel della produzione di Sax Rohmer, ma divenne un problema quando la casa editrice perse questi diritti.

A salvare la situazione furono i lavori di Cay Van Ash, amico di Rohmer e autore di due seguiti dei lavori dello scrittore inglese, Ten Years Beyond Baker Street e The Fires of Fu Manchu. Secondo Van Ash, Fu Manchu non era un nome, quanto un titolo, che significava ‘il marziale Manchu’. Nella ricostruzione di Van Ash, Manchu era legato alla famiglia imperiale, e divenne capo della letale setta segreta del Si-Fan tramite assassini che ne concretizzarono l’ascesa.

Utilizzando questo piccolo escamotage, si decise di mantenere Shang-Chi all’interno del Marvel Universe, andando a modificare i suoi legami parentali. Nelle poche presenze sui fumetti Marvel, Shang-Chi continua ad avere un’ingombrante figura paterna, che viene però menzionata sempre meno. Fu Manchu, in questa nuova direzione, diventa un titolo onorifico,ed il nome del padre di Shang-Chi diventa Zheng Zhu. Questa situazione è stata in seguito risolta da Ed Brubaker, che in una manovra di retcon decreta che il nome ‘Fu Manchu’ fosse il titolo di un potente stregone che ha scoperto il segreto della vita eterna (Secret Avengers 6-10, dicembre 2010- aprile 2011).

La vita di Shang-Chi

Shang-Chi nasce nella provincia cinese di Honan, figlio di una donna ignota e dello stregone Fu Manchu. Il suo destino è diventare un’arma nelle mani del padre, motivo per cui viene addestrato dai migliori maestri di arti marziali sino dalla prima infanzia. Il suo addestramento continua sino a quando il padre non lo invia ad uccidere uno dei suoi nemici più letali, l’inglese Petrie. Nel corso della missione, Shang-Chi incontra la nemesi di Fu Manchi, sir Denis Nayland Smith.

Questo incontro è il punto di svolta nella vita di Shang-Chi. Dal presunto avversario del padre scopre la verità sui piani del padre, decidendo di abbandonare la sua guida ed allearsi con l’inglese Nayland Smith, entrando nei servizi segreti britannici, con un’unica missione: sconfiggere il padre.

Shang-Chi è tendenzialmente uno spirito pacifico, poco incline a scatti di ira e non intezionato a combattere ad ogni costo. Nonostante questa sua filosofia, è conscio che a volte lo scontro è inevitabile. Shang-Chi affronta sfide che lo contrappongono al padre, ma che lo portano anche a conoscere personaggi Marvel come Spider-Man, la Cosa, Destino, Vedova Nera e Nick Fury.

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Dopo aver lasciato i Servizi Segreti britannici ed aver fondato una propria agenzia governativa, Shang-Chi sempre più spesso viene coinvolto negli eventi degli eroi Marvel. Il suo momento di massima importanza è quando Daredevil prende il controllo della Mano, momento in cui Shang-Chi si schiera con gli eroi per fermare la letale setta di assassini. Dopo questi eventi si unisce ai Vendicatori Segreti, scoprendo che il padre creduto morto è stato riportato in vita dal Concilio delle Ombre. In quest’occasione, Shang-Chi addestra, su richiesta di Madame Web, Spider-Man, che, privato del suo senso di ragno deve trovare un nuovo modo di utilizzare di affinare i propri sensi.

Shang-Chi, come era desiderio della Marvel, è un provetto artista marziale, specializzato nel kung-fu. Non arriva al livello di Iron Fist, ma la sua forma e la sua abilità sono ben oltre il normale standard umano, grazie ad una perfetta padronanza del ki, tramite il quale spesso riesce a superare limiti impensabili per uno uomo normale. Grazie al suo duro allenamento possiede riflessi incredibili che gli consentono di schivare anche raffiche di mitra e colpi di cecchini, oltre a deviare proiettili a sparati a breve distanza grazia ai suoi bracciali.

Gli  Shang-Chi alternativi

Come molti altri personaggi Marvel, anche Shang-Chi compare in versioni alternative.

Nella saga di House of M, Shang-Chi fa parte con Luke Cage, Misty Knight e Clint Barton della resistenza umana, difendendo i sapiens dai soprusi dei mutanti. Grazie a questo loro ruolo, vengono battezzati dagli homo sapiens ‘Vendicatori

Nell’universo Ultimate, Shang-Chi è figlio di un boss criminale della mal cinese, che lo ha allento sin dall’infanzia ad essere un’arma letale. Disgustato dalla figura paterna, sceglie di crearsi una ita come umile pescivendola nella China Town newyorkese, incrociando spesso il cammino degli eroi urbani Marvel e, all’occorrenza, aiutandoli.

Shang-Chi nel Marvel Cinematic Universe

Nei piani di Marvel, Shang-Chi sarebbe dovuto esser parte della serie di Iron Fist, andata in onda con due stagioni su Neflix. La chiusura delle serie con protagonisti gli urban heroes Marvel ha impedito l’ingresso nel mondo delle serie TV di Shang-Chi, previsto come co-protagonista per la terza stagione dedicata a Danny Rand.

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Dalla mancata partecipazione al mondo delle serie TV al Marvel Cinematic Universe il passo è stato breve. Nel 2018 i Marvel Studios ingaggiarono Davd Callaham per scrivere una sceneggiatura per un film su Shang-Chi, previsto per la Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe. Dopo avere identificato in Destin Daniel Creton il regista per questo cinecomic , alla fine si scelto come protagonista l’attore Simu Liu. Shang-Chi arriverò al cinema il 12 febbraio 2021, ed il suo film si intitolerà Shang.Chi and the legend of the Ten Rings.  

Per conoscere meglio la figura del Maestro di Kung Fu di casa Marvel, potete iniziare con la lettura del volume Shang-Chi: Maestro del Kung fu