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Martin Sheen: 80 anni tra recitazione e attivismo

Il suo nome anagrafico è Ramón Gerard Antonio Estévez, ma fin dagli esordi è conosciuto al grande pubblico semplicemente come Martin Sheen. Attore di fama mondiale e soprattutto capace di attraversare le generazioni, oggi 3 agosto 2020 compie ottant’anni: in occasione di questa sua importante ricorrenza, ripercorriamo brevemente la sua carriera e la sua vita.

Martin Sheen

Dagli anni Settanta con furore

Come lascerebbe intendere il nome completo, Martin Sheen è figlio di immigrati: suo padre si chiamava infatti Francisco Estévez Martínez ed era originario della Spagna, mentre la madre si chiamava Mary-Ann Phelan ed era di origini irlandesi, per la precisione della contea di Tipperary. Martin nacque in Ohio dove i suoi genitori si erano trasferiti. La sua era una famiglia numerosa,  composta da dieci fratelli (tra cui lui) ed una sorella.

Il suo istinto recitativo si manifesta in maniera molto precoce, tuttavia si scontra sia con la disapprovazione del padre sia con un’infanzia piuttosto difficile, data la morte della madre quando lui aveva solo undici anni. Cresciuto nella fede cattolica, è rimasto noto l’aneddoto secondo cui riuscì a trasferirsi a New York grazie a un prestito fattogli da un prete. Per lui era l’unico modo per continuare a inseguire l’ambizione di recitare, per la quale rinuncerà anche a frequentare il college.

Martin Sheen

Il suo grande sogno, per fortuna, sboccerà pian piano. Dopo un iniziale lavoro a teatro, dove fonda una piccola compagnia, si ritaglia il suo spazio ricoprendo numerosi ruoli sul piccolo schermo negli anni Sessanta. Decide quindi di concentrarsi su televisione e cinema e la svolta arriva con la sua interpretazione, nel 1974, di Eddie Slovik nel film per la televisione The Execution of Private Slovik, incentrato appunto sull’unico soldato dell’esercito statunitense giustiziato per diserzione durante la seconda guerra mondiale.

Martin Sheen

Pure se il film non viene distribuito internazionalmente, Martin con quel ruolo guadagna una nomination come miglior attore per l’Emmy Award. Non vince, ma basta a farlo notare da Francis Ford Coppola, che lo sceglie per il ruolo del capitano Benjamin Willard, il protagonista del suo imminente Apocalypse Now. E’ proprio la partecipazione a tale film a donare a Sheen fama internazionale, nonostante la fatica psicologica che accusa sul set e che ha per lui conseguenze pesanti. Fortemente stressato, va infatti incontro prima a problemi di alcol e poi persino ad un infarto nel mezzo delle riprese, tanto che deve essere sostituito da una controfigura nelle inquadrature dove non era necessario si vedesse in volto.

Martin Sheen

Dagli anni Ottanta alla reinvenzione

Al netto di problemi e rischi, Apocalypse Now è per Martin Sheen il biglietto sia per la notorietà internazionale che per una luminosa carriera su grande e piccolo schermo. Molti dei suoi ruoli sono stati quelli di personalità politiche e a volte anche storiche, come la sua interpretazione di John Fitzgerald Kennedy nella miniserie Kennedy del 1983 o quella del presidente democratico Jed Bartlet nella serie tv West Wing – Tutti gli uomini del Presidente (andata in onda dal 1999 al 2006). Questa sua dedizione a ruoli così specificatamente politici non è del tutto casuale: l’attore è infatti appassionato dell’argomento tanto sul lavoro quanto nella vita privata.

Martin Sheen

Da un punto di vista artistico Martin Sheen non ha mai fatto mistero di essersi molto ispirato a James Dean, ma ha anche avuto modo di lavorare con personalità attoriali di spicco come Kirk Douglas. Con quest’ultimo ha recitato nel film Countdown Dimensione Zero (titolo originale The Final Countdown), uscito nel 1980 e che vede i due rispettivamente nei panni di Warren Lasky e del capitano Matthew Yelland.

Tuttavia per il popolo più spiccatamente nerd è diventato famoso solo in tempi assai più recenti: nel 2010 è stato infatti scritturato da Mark Webb per The Amazing Spider-Man, il reboot poi uscito nel 2012 e che vedeva Andrew Garfield nei panni dell’arrampicamuri. Martin Sheen in questo film ha il ruolo capitale di impersonare Ben Parker, lo “Zio Ben” che attraverso la propria morte fa indirettamente nascere l’Uomo Ragno. Negli stessi anni l’attore compare anche in The Departed di Martin Scorsese, dove interpreta il capitano Oliver Queenan. La saga sarebbe poi proseguita nel 2014 con The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro, dove Sheen (un po’ per forza di cose) non è ricomparso.

Martin Sheen

Martin Sheen, ovvero non solo cinema

Martin Sheen non è comunque noto solo per la sua carriera cinematografica e televisiva, anzi la sua prerogativa è quella di essere una persona molto aperta e determinata all’auto-perfezionamento e alla reinvenzione. In questo senso ha lavorato anche come doppiatore, prestando voce e sembianze all’Uomo Misterioso (The Illusive Man) nel celeberrimo videogioco Mass Effect 2, ruolo che tra l’altro ha poi ripreso anche nel terzo capitolo della saga. Inoltre compare come guest voice nel controverso episodio Il Direttore e il Povero (1997) della nona stagione de I Simpson.

Martin Sheen

In questo episodio presta infatti la voce al “vero” Seymour Skinner, veterano della guerra in Vietnam poi creduto morto e sostituito da Armin Tamzariam, giovane scapestrato cui aveva fatto da mentore sul campo di battaglia. Chiaramente, secondo l’innato senso citazionistico della serie animata, il fatto che il personaggio doppiato da Sheen è un veterano del Vietnam è un chiaro rimando ad Apocalypse Now.

L’episodio non ebbe però molta fortuna: lo stravolgimento di un personaggio molto amato come il preside Skinner generò perplessità persino tra gli addetti ai lavori. Tanto che, a seguito dei feedback negativi, gli eventi narrati non sono stati più ripresi in episodi successivi (esclusa qualche gag estemporanea). In Italia la voce di Sheen fu sostituita da quella di un’altra guest star, il giornalista Paolo Liguori.

Martin Sheen

Anni recenti, tra università e attivismo

Sposato dal 1961 e con quattro figli (dei quali il più famoso è Charlie Sheen), Martin Sheen continua tuttora sia a recitare che ad ampliare la propria cultura. All’età di sessantacinque anni ha infatti voluto cominciare l’università, azione simbolica visto che in gioventù aveva dovuto scegliere tra l’accademia e il tentare la via dello spettacolo. In questo senso nel 2006 è effettivamente stato registrato come matricola alla NUI (National University of Ireland), paese per lui dal forte significato essendo quello di origine di sua madre.

Ciò comunque non gli ha impedito di interessarsi attivamente alla politica, aderendo a posizioni liberal, ambientaliste e pacifiste; alcuni dei suoi interventi più famosi sono appunto contro la condotta militare degli Stati Uniti.

A questo riguardo, anche per via dei suoi numerosi ruoli (sia storici che fittizi) legati al mondo della politica, c’è stato anche qualcuno che l’ha visto come possibile candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Sheen comunque non ha mai supportato queste visioni, sostenendo che il suo mestiere è quello di attore e che tale vuole rimanere. Tale dichiarazione comunque è stata per lui occasione per un’altra frecciata politica, in cui ha asserito che “non c’è posto per un pacifista alla Casa Bianca”.

Martin Sheen

In anni recenti, Martin Sheen è stato anche protagonista di un brutto episodio: a fine 2018 è risultato disperso insieme alla moglie a seguito di un grosso incendio nella città di Malibu. Pochi giorni dopo un tweet di preoccupazione del figlio Charlie, l’attore è stato ritrovato e intervistato; in tale circostanza ha avuto modo di rassicurare i suoi figli sul fatto che lui e la moglie stessero bene.

A fine 2019, Sheen ha firmato per interpretare J. Edgar Hoover nel film biografico Judas and the Black Messiah, riguardante la vita dell’attivista afroamericano Fred Hampton. Attualmente il film sarebbe in post-produzione; la sua distribuzione, originariamente prevista per il 21 agosto di quest’anno, è stata posticipata a causa dell’epidemia di Coronavirus. Non ci resta che rimanere in attesa di vederlo in un ruolo ormai classico per lui e, nel frattempo, fargli i migliori auguri di buon compleanno!

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