Cinema e Serie TV

Marvel’s M.O.D.O.K., recensione dei primi due episodi del supervillain

Marvel’s M.O.D.O.K. è la nuova serie animata di Disney+, destinata a un pubblico maturo, che racconta le disavventure coniugali di M.O.D.O.K., iconico supercattivo Marvel a capo dell’A.I.M., alle prese con un divorzio, una crisi di mezza età e in lotta con la GRUMBL, un colosso tecnologico che acquisirà la sua malvagia organizzazione. La serie è stata realizzata in stop-motion da Stoopid Buddy Stoodios, geniale studio di animazione guidato da Seth Green, Matthew Senreich, John Harvatine IV e Eric Towner. Questi nomi potrebbero essere familiari per chi segue la scena dell’animazione per adulti, poiché gli Stoopid Buddy Stoodios sono stati i produttori di Robot Chicken, uno degli show per adulti più irriverenti e arguti dell’ultimo decennio.

Marvel’s M.O.D.O.K è disponibile su Disney+. Potete seguire le avventure di questo supervillain Marvel abbonandovi alla piattaforma streaming Disney, utilizzando questo link per usufruire di un abbonamento mensile o annuale scontato.

Abbiamo visto i primi due episodi di questa nuova serie: di seguito troverete le nostre riflessioni in merito, pertanto quanto segue contiene una serie di riferimenti alla trama del primo e del secondo episodio di Marvel’s M.O.D.O.K.

Vi presentiamo M.O.D.O.K.

M.O.D.O.K. è uno dei più strani super villain della Marvel e nasce dalla fantasia di Stan Lee e Jack Kirby nel 1967 sulle pagine di Tales of Suspence (numero 93-94), rivista “contenitore” delle prime creazioni della Casa delle Idee, tra cui Iron Man, il Dottor Strange e Vedova Nera.

Marvel's M.O.D.O.K.

Il nome M.O.D.O.K. è un acronimo che è spesso cambiato nella storia del personaggio, e di volta in volta è stato interpretato come Mental/Mobile/Mechanized Organism Designed Only for Killing. Nel fumetto originale, M.O.D.O.K. è il frutto di un esperimento a cui viene sottoposto George Tartleton, un tecnico di basso inquadramento all’A.I.M. (Advanced Idea Mechanics), che, negli intenti del folle Scienziato Supremo, capo dell’organizzazione, avrebbe dovuto diventare un super computer umano o M.O.D.O.C. (Mental Organism Designed Only for Computing) progettato per studiare il Cubo Cosmico.

Marvel's M.O.D.O.K.

L’esperimento, ovviamente, va storto e il povero George diventa un essere dagli straordinari poteri psichici, dotato di enorme intelligenza, uno smisurato cranio e un ancora più smisurato ego omicida. M.O.D.O.K. diventa presto un acerrimo nemico degli Avengers, in particolare di Capitan America e Hulk. M.O.D.O.K. compare anche nelle serie animate degli Avengers e nel recente videogioco Marvel’s Avengers sviluppato da Crystal Dynamics e pubblicato da Square Enix. Questa nuova incarnazione del personaggio vi stupirà per un approccio decisamente lontano da qualsiasi altro prodotto Marvel Studios e Disney.

If This Be… M.O.D.O.K.!

Nel primo episodio veniamo catapultati nel mondo di M.O.D.O.K., ossia una versione in stop motion e bizzarra di un qualsiasi franchise Marvel. Fin dalla prima scena gli autori mettono subito in chiaro chiaro il tono irriverente e chiassoso di questa serie. M.O.D.O.K. è un supercattivo, impegnato nell’ardua impresa di conquistare il mondo, i cui piani vengono sistematicamente sventati dall’eroe di turno. Questa continua débâcle porta l’A.I.M sull’orlo del fallimento. Ma cosa accade quando M.O.D.O.K. non lavora? M.O.D.O.K. ha una famiglia perfetta (a suo modo) composta dalla moglie Jodie, dai due figli Melissa e Lou e da un “maggiordomo” Super-adattoide.

Marvel's M.O.D.O.K.

Il primo episodio condensa nei suoi 26 minuti un umorismo scorretto e sboccato, molta ultraviolenza e una buona dose di camei e citazioni riservate ai lettori di comics più accaniti. Marvel’s M.O.D.O.K. è tutto fuorché timido e non si fa remore a mostrare un registro eccessivo e gratuito in grado di fare il giro e mostrare lampi di puro (e malvagio) estro comico.

In questo senso si tratta di uno show in grado di discostarsi in modo plateale dal tono family friendly dell’epopea del MCU, per andare a osare su quel sentiero narrativo caratterizzato da elementi così poco tipicamente Disney, che fino a ora era stato battuto solo dal Deadpool di Ryan Reynolds. A differenza dei due film del Merc with a Mouth, M.O.D.O.K. devia fin dal principio dal materiale originale in una sorta di parodia eccessiva ma geniale e necessaria.

Marvel's M.O.D.O.K.

A supportare quest’estetica non possiamo trascendere dall’ottimo lavoro del cast originale, con Patton Oswalt a dare vita alla testa gigante fluttuante: un’interpretazione in grado di donare diverse sfaccettature al personaggio che variano da meschino, crudele, ridicolo, egocentrico, speranzoso, disperato… insomma molto umano e in fondo (molto in fondo) una persona per cui fare il tifo.

The M.O.D.O.K. That Time Forgot!

M.O.D.O.K. deve fare i conti con tutto ciò che nella sua vita non sta funzionando, a partire dalla richiesta di separazione da Jodie. Nella speranza di rimettere insieme i cocci del suo matrimonio, M.O.D.O.K., escogiterà un piano sconclusionato che coinvolgerà una macchina del tempo e un concerto dei Third Eye Blind.

Il secondo episodio della serie è completamente deputato a sviluppare il tema del divorzio e di come i due ex-coniugi stanno affrontando questo momento delicato. L’episodio gioca con l’effetto nostalgia degli anni ‘90, quando M.O.D.O.K. e Jodie frequentavano il college, citando due band popolari del periodo, in una sorta di omaggio a The O.C., una serie tv che aveva tra i suoi tratti distintivi quello di promuovere alcuni tra i gruppi emergenti dell’epoca.

Se il primo episodio introduce i personaggi principali, il secondo invece decide di giocare con il tema del viaggio nel tempo per introdurre a sua volta un altro personaggio destinato a portare ulteriore caos nella vita di M.O.D.O.K. e nella sua linea temporale. La durata di entrambi gli episodi, poco al di sopra di 20 minuti, è sicuramente uno dei punti forti di questo prodotto, poiché il genere di comicità diretta ed eccessiva probabilmente sarebbe stata poco efficace con un minutaggio più corposo.

In conclusione

Marvel’s M.O.D.O.K., ci ha sinceramente divertito, nonostante qualche momento decisamente sopra le righe e nonsense. Parte di questa ricetta esplosiva si deve senza dubbio alla maestria degli Stoopid Buddy Stoodios che confezionano prodotti squisitamente divertenti ma connotati dagli elementi stilistici unici nel proprio genere. Tuttavia chi conosce bene Robot Chicken e gli altri prodotti dello studio di animazione non potrà fare a meno di notare alcune significative simmetrie.