PlayStation

Marvel’s Avengers | Recensione


Marvel’s Avengers – PlayStation 4
Genere
Action / Game As A Service
Piattaforma
PlayStation 4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Crystal Dynamics
Editore
Square Enix
Data di Uscita
04 Settembre 2020

Quando Crystal Dynamics rivelò di essere al lavoro su un titolo dedicato ai celebri Vendicatori della Marvel, pubblico e critica non riuscirono a contenere l’entusiasmo. D’altronde, in quel preciso momento, gli Avengers godevano di una fama enorme, data dalle loro prodezze nelle ale cinematografiche di tutto il Mondo, che ne aveva confermato lo status assoluto di “icone pop”. Se ha questo importante fattore aggiungiamo gli ottimi risultati ottenuti da Rocksteady e Insomniac nel trasporre, in formato videoludico, le avventure degli eroi di carta e inchiostro… era facile comprendere l’euforia generale di quel momento. La dichiarazione, però, che Marvel’s Avengers sarebbe stato un Game As A Service, unito a una beta che mostrava il fianco a una certa ridondanza di fondo, intiepidirono l’entusiasmo dei giocatori, iniziando a far venire numerosi dubbi sull’esito finale dell’opera. Ora, a distanza di anni da quell’annuncio, Marvel’s Avengers è stato finalmente reso disponibile e, ve lo anticipiamo subito, seppur costellata di luci e ombre, la nuova produzione di Crystal Dynamics ha molti assi nella sua manica, oltre che un potenziale futuro che è tutto in mano ai suoi stessi creatori.

Un giorno di ordinaria follia

La storia di Marvel’s Avengers, differentemente dalle prime impressioni che ci avevano lasciato le nostre precedenti prove, si è rivelata solida, ben scritta e molto intelligente nel miscelare fan service, universo fumettistico (con una strizzatina d’occhio aggiuntiva per la serie Ultimate) e distaccamento narrativo da tutto l’universo espanso realizzato fino a ora, per intraprendere una direzione inedita e proprietaria. Come per l’ottimo Spider-Man di Insomniac, anche in Marvel’s Avengers troviamo il nostro gruppo di eroi già formato, famoso e celebrato da folle di fan durante celebrazioni annuali come l’Avengers Day. Con delle prerogative del genere, trovare un intreccio narrativo che non rischiasse di sfociare nella caoticità tipica di altre produzioni “multi-eroistiche” non era un’impresa semplice ma gli autori di Crystal Dynamics hanno intelligentemente introdotto la genesi di un personaggio, nella fattispecie Kamala Khan, sul quale far ruotare le vicende che andranno a coinvolgere i celebri Vendicatori.

Kamala è una ragazzina di Jersey City, appassionata di super-eroi e che ha deciso di partecipare al concorso di fanfiction indetto per l’Avengers Day. Durante quello che lei chiama, più volte, “il giorno più bello della sua vita”, però, un attentato, apparentemente architettato da Taskmaster, raderà al suolo il celebre Golden Gate, farà precipitare la Chimera, l’Helicarrier su cui si stavano tenendo le celebrazioni, e ridurrà a una zona di guerra la città di San Francisco. Il tragico incidente, inoltre, a causa di una nuova forma sperimentale di energia depositata all’interno dell’Helicarrier, trasformerà la maggior parte dei presenti, oltre che una buona percentuale della popolazione di San Francisco, in quelli che verranno in seguito ribattezzati inumani, ovvero, esseri umani dotati di poteri mutanti instabili. Il governo degli Stati Uniti, appoggiato dalle dichiarazioni di Bruce Banner, decreterà che gli Avengers sono una minaccia fuori controllo e il gruppo si scioglierà facendo perdere le proprie tracce.

Passano quattro anni, l’A-Day è passato da un giorno di celebrazioni a un giorno alla memoria, Captain America è stato dichiarato morto nello schianto dell’Helicarrier e l’AIM ha rilevato le Stark industries creando una forza militare che rilevi, catturi e contenga la minaccia inumana. Kamala ricorda ancora i suoi eroi e, circondata da souvenir, cerca la verità. Quel giorno ha cambiato anche lei, ora è una polimorfe, in grado di allungare, e cambiare le dimensioni del suo corpo a piacimento. Nasconde i suoi poteri dall’AIM ma quando trova il modo di accedere a un vecchio database delle Stark Industries… scopre dei segreti pericolosi e che potrebbero riportare alla luce una verità ancor più tragica. Braccata dall’AIM, scapperà da Jersey City andando alla ricerca di ciò che resta degli Avengers per provare a riunirli e a mostrare al mondo la verità.

Senza addentrarci in ulteriori anticipazioni, possiamo tranquillamente affermare che la storia di Marvel’s Avengers si è rivelata una piacevolissima sorpresa. Capace di intrattenere, divertire e, in certi frangenti, stupire. Nelle circa venti ore spese nella campagna single player abbiamo potuto percepire l’enorme amore, e l’immensa conoscenza, che gli autori hanno per il materiale di origine. Quasi tutto ci è sembrato posizionato al posto giusto. Ogni eroe ha il giusto spazio e un corretto tempo d’inserimento nell’arco narrativo. I vari personaggi sono sempre risultati credibili, ben caratterizzati e affini alle varie versioni viste nel vaso universo espanso della “Casa Delle Idee”. La narrazione scivola via piacevole, senza mai accusare momenti di stanca e, soprattutto, l’azione di gioco ci è sembrata maggiormente dinamica rispetto al modello testato nelle scorse prove. Se dobbiamo essere del tutto onesti, le parti più deboli della campagna di Marvel’s Avengers ci sono sembrate proprio quelle ambientate nelle mappe dedicate al multigiocatore, in quanto mostrano un level design, e conseguenti obiettivi, maggiormente ridondanti e meno dinamici di quelli pensati per trainare la narrazione. 

Avengers… uniti!

Marvel’s Avengers prende la matrice di un action game, ci inserisce meccaniche tipiche dei beat’em up e scaglia il tutto in un ambiente da Game As A Service puro. La campagna si snoda, come da copione, in svariate missioni atte al proseguimento della trama che andranno a intrecciarsi a un nutrito ventaglio di attività secondarie, atte a introdurre il giocatore alle meccaniche end-game. La storia si divide in missioni per giocatore singolo, maggiormente story driven e basate sull’utilizzo di uno specifico personaggio, e missioni cooperative, che potranno essere giocate sia online che sfruttando l’IA per controllare gli altri Avengers e che si baseranno su una serie di obbiettivi che verranno poi sviluppati nelle fasi end -game. Le meccaniche sono semplici e funzionali: ogni livello sarà molto guidato, con piccole aree maggiormente aperte per permettere brevi fasi esplorative, e alternerà combattimenti altamente scenografici, semplici puzzle ambientali e sporadiche sezioni platform. Il tutto si dimostra ben bilanciato, seppur poco vario nelle sue meccaniche, riuscendo a far fuoriuscire sapientemente la caratura dei personaggi in ogni momento, dando il giusto respiro alla storia che gli autori volevano raccontare, senza mai sfociare nella noia o nell’eccessiva ridondanza.

In termini di gameplay, prima di addentrarci nelle peculiarità dei vari eroi presenti in Marvel’s Avengers, siamo di fronte a un action game dalle meccaniche volutamente semplici, che permettano ai giocatori di cooperare fra loro sfruttando le differenti caratteristiche dei vari personaggi. Due tipologie di attacco, un salto e una schivata saranno le azioni che il giocatore si ritroverà a usare maggiormente, alternando i dorsali e i grilletti per utilizzare tutte le abilità univoche di ogni eroe. Una scelta che vota tutto all’essenziale, rischiando però, di sfociare sporadicamente nel tedio quando le sessioni di combattimento si palesano troppo frequentemente. Questo aspetto è, chiaramente, un riflesso della natura da Game As A Service di Marvel’s Avengers che pone la stratificazione del suo gampelay nell’armamentario che il giocatore potrà reperire durante le missioni e che ne definiranno la classe, le debolezze e i suoi punti di maggior forza. Peccato, però, che la campagna offra ben pochi momenti in cui sia realmente necessario sviluppare il personaggio, spingendo semplicemente il giocatore a reperire, o creare, armamentario più potente per il solo scopo di raggiungere la fascia di livello richiesta, per accedere alle varie missioni.

In Marvel’s Avengers, infatti, i vari capitoli della storia sono sovente intervallati da fasi gestionali dove i vari eroi potranno girovagare all’interno dell’Helicarrier, e di altre aree che non vi vogliamo anticipare, per potersi preparare alla prossima missione. All’interno dell’aeronave si potranno trovare numerosi mercanti, che permetteranno l’acquisto di un armamentario maggiormente performante, vari capi-fazione, che forniranno missioni a tempo e taglie per accrescere il grado relativo alla loro fazione e permettere al giocatore di accedere a dell’equipaggiamento più potente e una pletora di easter-egg, collezionabili e “piccole chicche” dal mondo Marvel. Una volta terminate le fasi di gestazione, si potrà accedere al terminale principale dove verranno messe a disposizione tutte le missioni disponibili in quel momento. Il giocatore potrà liberamente scegliere se dedicarsi solamente alla storia principale o compiere qualche deviazione per iniziare a preparare il proprio armamentario per affrontare le sfide end-game più complesse e difficili. La struttura messa in atto da Crystal Dynamics funziona bene nel suo complesso, lasciando al giocatore la totale gestione della progressione e permettendogli di definire come vivere l’esperienza di gioco. Un netto passo in avanti per il genere dei Game As A Service che in troppe occasioni offre campagne svogliate, inserite solo per introdurre il giocatore all’esperienza multiplayer. 

In termini di sfida, invece, la campagna di Marvel’s Avengers offre quattro diverse difficoltà, tutte selezionabili a piacimento in qualsiasi momento della partita e che andranno, semplicemente, ad aumentare la potenza degli avversari per aggiungere un “po’ di pepe” all’esperienza complessiva. Se a “Normale” il gioco scivola via abbastanza tranquillamente, garantendo combattimenti scenografici e caotici, alle difficoltà più alte sarà d’obbligo un’azione maggiormente cauta per evitare di venire sopraffatti celermente. Piccola nota di demerito per quanto riguarda la varietà di nemici e boss. Per i primi li abbiamo trovati eccessivamente similari nella forma e negli attacchi, rendendo, immancabilmente, meno variopinte le nostre battaglie. I secondi, invece, pur essendo un consistente numero di “volti noti” dell’universo Marvel, li abbiamo trovati mal gestiti e poco caratterizzati. Le battaglie contro i boss sono sempre sembrate o troppo guidate o semplicemente delle “scazzottate” con un nemico con più vita degli altri, non riuscendo mai a restituirci il giusto appagamento che ci si aspetterebbe nello sconfiggere creature quali Abominio.

In conclusione, prima di dedicarci alla ricca modalità multigiocatore, vogliamo rispondere alla prima, e più ovvia, domanda: Marvel’s Avengers vale l’acquisto solamente per la campagna per singolo giocatore? La risposta da parte nostra è un deciso si. La nuova produzione di Crystal Dynamics offre una storia solida, ben scritta, divertente e in grado di appassionare sia un conoscitore dell’universo Marvel che un novizio. Le missioni sono scenografiche, divertenti e riescono a introdurre le meccaniche del genere Game As A Service, senza mai imporle al giocatore. Indubbiamente, secondo il nostro modestissimo parere, una campagna completamente distaccata dall’esperienza multiplayer avrebbe giovato maggiormente in termini registici, e di longevità, ma già in questa forma, al netto di alcuni momenti ridondanti e di numerose imperfezioni tecniche che andremo ad analizzare in seguito, ci consigliamo di consigliarne l’acquisto anche a chi odia completamente ogni produzione votata al multigiocatore. Marvel’s Avengers, in maniera del tutto inaspettata per il genere di appartenenza, riesce a offrire una ventina di ore solide e divertenti che riusciranno ad ammaliare ogni fan dei vendicatori e a intrattenere ogni amante dei giochi action in terza persona.

L’Iniziativa Avengers

Abbiamo volutamente posto una virtuale linea di demarcazione fra l’analisi della campagna di Marvel’s Avengers e il suo comparto multigiocatore poiché, come raramente ci è capitato, ci troviamo di fronte a due realtà che, seppur condividano nello stesso ecosistema ludico, ci offrono esperienze parecchio differenti. L’Iniziativa Avengers, questo il nome dato al comparto multigiocatore, è disponibile fin dai primi momenti di gioco, seppur un messaggio di “rischio spoiler” ci consigli di avviarla solo al termine della campagna single player. Una volta avviata ci troveremo una breve cinematica si adopererà a collegare la massiccia modalità end-game all’epilogo della storia narrata da Marvel’s Avengers e il giocatore si ritroverà sull’Helicarrier, vera e propria zona atta alla gestione dei personaggi, pronto a cominciare la sua avventura accedendo al Tavolo Strategico. Qui si potranno intraprendere differenti missioni, divise in sottocategorie ben specifiche, dal livello di potenza variabile e che, specialmente alle difficoltà più avanzate, garantiranno al giocatore dell’equipaggiamento sempre più performante per poter conseguire, con relativa semplicità, le sfide più ardue.

La struttura delle missioni è, indubbiamente, l’elemento che ci ha instillato il maggior numero di dubbi e che dovrà mostrarsi maggiormente solido per poter realmente mantenere alto l’interesse dei giocatori negli anni a venire. Ogni attività è suddivisa in diverse categorie: ci sono le missioni iconiche, atte a offrire brevi storyline di ogni personaggio disponibile, i settori criminali, le missioni di fazione, i moduli di addestramento, le camere di sicurezza e le zone di guerra. Se, apparentemente, la sscelta sembra corposa in realtà ci troviamo di fronte a una struttura ludica sempre uguale e che fatica a far emergere le caratteristiche univoche di ogni personaggio. Dalle missioni più lunghe, che possono impegnare il giocatore anche per un’oretta abbondante, fino a quelle più brevi, dalla durata di una decina scarsa di minuti, la struttura si pone sempre invariata nella sua forma: si atterra sul punto di spawn, ci si dirige verso l’obiettivo principale, si accede a una parte ambientata al chiuso (nella fattispecie vari laboratori dell’AIM dal design sempre uguale) e si affronta la sfida finale in un’area maggiormente ampia.

Questa costante ripetizione viene resa maggiormente dinamica dai numerosi scontri, sempre scenografici e caotici, e da alcune attività secondarie che, se conseguite, miglioreranno la valutazione finale al termine della missione. Queste attività, molto semplici in realtà, possono spaziare dalla risoluzione di puzzle ambientali per aprire un caveau contente bottino, liberare prigionieri dell’AIM o affrontare “combattenti d’elite” che, una volta sconfitti, lasceranno a terra dell’equipaggiamento potente. Le mappe di gioco si sono mostrate tutte molto ampie, quasi troppo espanse se comparate con la totale assenza di interazioni ad esclusione dei numerosi nemici che le pattuglieranno, e, ad esclusione di alcune casse, o contenitori di risorse, sparsi qua e la non hanno mai restituito il giusto senso di esplorazione dopo la prima volta che le abbiamo esplorate. In definitiva, le missioni proposte da Marvel’s Avengers sono al momento eccessivamente ripetitive nella struttura ludica e, per quanto siamo consci che Game As A Service sia sinonimo di ripetizione costante di attività, necessitano di una ventata di varietà contenutistica proprio in virtù della “routine di gioco” necessaria per ottenere equipaggiamenti sempre migliori.

Proprio in merito agli equipaggiamenti, ogni componente presente in Marvel’s Avengers non effettuerà alcuna modifica estetica al personaggio, andando solo ad aumentarne la potenza complessiva, le varie statistiche e a introdurre vari buff, e protezioni, per specializzare nel dettaglio i vari eroi. Una scelta difficile da accettare ma richiesta direttamente dalla Marvel stessa per validare ogni skin presente nel gioco ed evitare “accrocchi” poco in linea con la loro visione. Oltre alle componenti dell’equipaggiamento, saranno a disposizione degli alberi delle abilità, univoci per ogni personaggio, che andranno a migliorarne il roster di abilità permettendo di espandere i vari moveset per creare combo sempre più devastanti. Per quanto, però, le abilità di ogni personaggio si siano rivelate affini alle loro caratterizzazioni, e affini al materiale d’origine, una povertà generale di “senso strategico” all’interno delle battaglie rende parzialmente vano ogni tentativo di stratificare degnamente il combat system. Anche i fumetti, sparsi qua e là nelle varie aree di gioco, pur rappresentando una “chicca” per tutti gli amanti della casa delle idee, perdono ogni utilizzo tattico a loro annesso, riducendosi a meri collezionabili per amanti del franchise. 

Andando ad analizzare il roster di personaggi presente in Marvel’s Avengers, troviamo una serie di eroi ben delineati nei loro ruoli e bilanciati nel loro potenziale. Black Widow e Captain America ricoprono il ruolo di attacanti melee, rapidi, letali, con un buon flow che gli permette di contrastare i nemici e di far inanellare al giocatore delle combo scenografiche amalgamando offensive, difensive e contrattacchi; Iron Man e Thor ricoprono il ruolo di ranged, controllando lo spazio aereo e mischiando attacchi corpo a corpo con potenti abilità a distanza per controllare il campo di battaglia; Hulk è il classico tank grosso, lento, possente e in grado di curarsi ogniqualvolta danneggi un’avversario; Kamala, infine, e il canonico personaggio bilanciato su più fronti. Si cura, attacca corpo a corpo e sulla distanza, ha delle caratteristiche bilanciate e ricopre il ruolo di personaggio perfetto per chiunque richieda un eroe maggiormente “indipendente” su diversi fronti. 

Peccato, però, che la natura stessa dei combattimenti, tutti prettamente terrestri e che valorizzano la forza bruta alla tattica, vada a far evaporare, se non in rare occasioni, tutto l’aspetto strategico che una produzione del genere necessiterebbe per far collaborare i giocatori. Ecco quindi che le zone chiuse stonano con le abilità aeree di Iron Man e le abilità curative di Kamala, così come i jammer di Tony Stark, non ricoprono un ruolo realmente funzionale, diventando dei semplici gadget utili una tantum. Quello che manca all’Iniziativa Avengers è proprio quell’insieme di sinergie necessarie per far funzionare una struttura così delicata come quella di un Game As A Service. Indubbiamente il potenziale per riuscire a maturare nel corso dei mesi c’è tutto ma, al momento in cui vi scriviamo, indubbiamente è la parte meno convincente di tutta la produzione. Vedremo con l’inserimento dei prossimi personaggi, e delle attività esclusivamente multiplayer, come si evolverà la struttura di gioco e se Marvel’s Avengers riuscirà a conseguire gli ambiziosi obiettivi che si è prefissato. 

Volendo parlare dell’introduzione dei nuovi personaggi, e dell’attuale modello economico di gioco, Marvel’s Avengers offrirà ogni aggiornamento futuro in maniera totalmente gratuita, limitandosi a far pagare, con soldi reali, solamente gli elementi estetici per personalizzare i vari eroi. Al momento il negozio del gioco offre differenti pacchetti di unità che serviranno per acquistare skin, emote, targhe o, semplicemente, far avanzare rapidamente le Carte Sfida. Queste ultime altro non sono che la versione di Marvel’s Avengers del canonico Season Pass. Ogni eroe ne dispone una e, compiendo determinate azioni di gioco specifiche, si potranno acquisire punti per salire di livello e sbloccare i vari elementi cosmetici presenti all’interno della Carta Sfida. Un sistema poco invadente e che ci è sembrato, tutto sommato, ben introdotto, non offrendo, per il momento, alcuno spiraglio a critiche da “modello pay per win”.

Marvel Avengers tra luci e ombre

Concludendo con un’analisi del comparto tecnico, e di quello artistico, di Marvel’s Avengers non possiamo che confermare la nostra analisi preliminare. La nuova produzione di Crystal Dynamics sembra accusare particolarmente la sua natura cross-gen, mostrandosi in molteplici situazioni, non adeguata per l’hardware di PlayStation 4 PRO. Il framerate, pur rimanendo stabile a 30fps nella maggior parte delle situazioni, cala drasticamente nelle battaglie più concitate, o caotiche. La risoluzione a 4K è, in realtà, dinamica e mostra il fianco a costanti texture che vengono caricate in ritardo, offrendo una visione d’insieme poco attuale e caricamenti sempre molto lunghi, anche nei frangenti in cui si ripeterà un punto della missione appena fallito. La situazione, purtroppo, non migliora nemmeno quando si opta per la “modalità prestazioni” che a discapito della pulizia grafica dovrebbe offrire una maggior stabilità delle performance.

A questo importante fattore si va ad aggiungere una pletora di bug e glitch che Crystal Dynamics dovrebbe sistemare il più presto possibile. Linee di dialogo assenti, sottotitoli imprecisi, texture di capelli, o altre parti del corpo, che tendono a sparire o a comparire casualmente all’interno delle aree di gioco. Freeze momentanei che impongono un caricamento del checkpoint precedente, sporadici input lag che ignorano completamente i comandi appena impartiti dal giocatore e tutta una serie di sbavature che mostrano una pulizia del codice finale ancora in corso d’opera. In tutta onestà sono difetti estemporanei e che, quindi, non minano l’esperienza di gioco costantemente, ma una “spolverata” generale si dimostra necessaria viste le conseguenze che questi bug comportano quando si palesano. A questo scenario agrodolce va aggiunta un’interfaccia utente poco intuitiva, macchinosa e ricolma di scelte anacronistiche. Per poter garantire un’esperienza snella e fluida all’utenza finale, quindi, c’è ancora molte limature da apportare al comparto tecnico del gioco.

Nulla da eccepire, invece, sul fronte artistico. Marvel’s Avengers è un tripudio di citazioni e omaggi all’universo supereroistico creato dalla Casa Delle Idee. La campagna principale, complice anche l’essere fan di Kamala, è una continua rappresentazione di quanto il fenomeno Avengers abbia impattato la cultura pop nelle scorse decadi. Action figures, fumetti, cabinati arcade e gadget compariranno più volte a schermo per la gioia degli “occhi di falco” dei numerosi appassionati che metteranno mano al nuovo titolo di Crystal Dynamics. Le copertine dei fumetti richiamano saghe importanti per ogni eroe e riportano, sovente, alla mente i momenti più ispirati della Casa delle Idee. Ognuno dei personaggi è stato reinterpretato mescolando lo storico passato cartaceo, la veste moderna vista nelle serie Ultimate e, ovviamente, la caratterizzazione maggiormente cinematografica delle produzioni del MCU. Il tutto va a convergere in una nuova versione degli Avengers umana e credibile che però non disdegna un passato, e delle situazioni, maggiormente fuori dagli schemi rispetto alle produzioni cinematografiche più recenti.

I modelli poligonali dei personaggi, specialmente nelle cinematiche, sono ricchi di dettagli e ben realizzati. La nuova veste grafica, ideata da Crystal Dynamics, convince e non sfigura se paragonata alla moltitudine di skin, che si rifanno a momenti storici dei Vendicatori, presenti nel gioco. Il comparto audio, infine, funziona a dovere. Con una soundtrack sempre azzeccata, anche se mai realmente indimenticabile, con una manciata di brani su licenza posizionati in momenti davvero indovinati. Marvel’s Avengers, a scanso di equivoci, è completamente localizzato, e doppiato in Italiano, anche se, la prova d’attore in lingua originale, si è mostrata in grado di enfatizzare meglio i tempi comici, così come i momenti più umani che i Vendicatori si troveranno ad affrontare. In qualche frangente, abbiamo notato delle dimenticanze da parte del team di traduzione, che ha lasciato piccole porzioni di testo in lingua inglese, così come in sparuti momenti, alcune battute non venivano sottotitolate o, ancor peggio, non venivano riprodotte, mostrandoci che anche il comparto audio necessiterebbe di qualche correzione generale per potersi esprimere al meglio.

8

Marvel’s Avengers – PlayStation 4


La campagna single player di Marvel's Avengers, unita a un comparto artistico confezionato con cura dei dettagli è un amore infinito verso materiale origine, ci hanno indubbiamente convinto, portandoci a consigliare il titolo a tutti gli appassionati del genere, alla ricerca di un buon Tie-In dedicato agli iconici Vendicatori. Il codice finale ha bisogno, ancora, di molteplici correzioni per essere perfettamente pulito e privo di sbavature, così come il comparto multiplayer non ci è sembrato ancora in grado di esprimere il suo vero potenziale. Attendendo di vedere come Crystal Dynamics farà evolvere la sua creazione in futuro, per il momento ci atteniamo a quello che Marvel's Avengers ha da offrire: una storia ben narrata, una solida, e longeva, modalità per giocatore singolo e un'ottima natura da Game As A Service ancora dormiente.

Pro

  • Trama originale, ben narrata e ricca di momenti emozionanti.
  • Gameplay semplice e immediato.
  • Comparto artistico di prim'ordine con molteplici riferimenti e citazioni all'universo Marvel.

Contro

  • Diversi bug, e altrattanti glitch affliggono ancora la build finale.
  • Modalità multigiocatore troppo ridondante e priva di varietà.
  • Le prestazioni sull'attuale generazione di console risultano eccessivamente altalenanti.
8